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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Fratelli d’Italia: "Adesione a Ready? Concentrarsi su problemi reali come povertà e sicurezza"

La posizione di Alice Buonguerrieri, coordinatore comunale e provinciale di Fratelli d'Italia, sull’adesione del Comune di Cesena alla rete nata per contrastare e superare le discriminazioni

"Molte famiglie vivono in povertà, la città ha evidenti problemi di decoro e di sicurezza, a ciò si aggiunga il particolare periodo che tutti i cittadini stanno vivendo determinato dal Covid: in tutto questo, il Comune di Cesena cosa fa? Aderisce a Re.a.dy per combattere le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Con tutto il rispetto per ogni individuo, crediamo che le priorità per la nostra città debbano essere altre e più vicine ai cittadini".

È netta la posizione di Alice Buonguerrieri, coordinatore comunale e provinciale di Fratelli d'Italia, sull’adesione del Comune di Cesena alla rete nata per contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere e che organizza giornate tematiche ed eventi diffusi sul territorio.

"Anche il Consiglio pastorale diocesano e il Consiglio diocesano delle aggregazioni laicali sono intervenuti nelle ultime ore sulla vicenda, spiegando come i contenuti di Re.a.dy ricalchino il DDL Zan, attraverso il quale, con la giustificazione di voler promuovere la non discriminazione delle persone omosessuali, già tutelate anche a livello costituzionale, si è tentato di fatto di imporre un pensiero unico nella scuola, nel mondo del lavoro e nella società, su identità di genere e orientamento sessuale con la possibilità di essere così accusati di omotransfobia. La presa di posizione del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio diocesano delle aggregazioni laicali è per noi largamente condivisibile. Il DDL Zan è stato bocciato a livello nazionale ma si sta comunque tentando di farlo passare a livello locale - spiega Buonguerrieri - attraverso l'adesione alla carta di intenti di Re.a.dy che, fra le altre, prevede azioni volte a promuovere l'identità e i diritti delle persone LGBT nei diversi ambiti della vita familiare, sociale, lavorativa, volte a orientare in questo senso le politiche territoriali e a informare e formare il personale impegnato nel campo educativo e scolastico. Un atto di indirizzo politico che interessa eccome il mondo della scuola, del lavoro e la società, diversamente da quello che vorrebbe sostenere la sinistra allo scopo di banalizzare un tema ed una scelta politica invece molto importanti e delicati".

"Riteniamo che non siano queste le priorità per le persone e per la città, soprattutto in questo particolare periodo. Serve un netto cambio di passo, il cui punto di partenza è molto semplice: concentrarsi sui problemi reali e tangibili delle persone” conclude Buonguerrieri. 

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