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Fondi alle Associazioni culturali, Sel Cesena: "I signorotti di paese..."

SEL di Cesena ha contribuito, a partire dalla stesura del programma con le altre forze politiche che in campagna elettorale sostenevano Paolo Lucchi, a impegnare la nuova Amministrazione affinché fossero trovate adeguate risorse da destinare alle Associazioni culturali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

SEL di Cesena ha contribuito, a partire dalla stesura del programma con le altre forze politiche che in campagna elettorale sostenevano Paolo Lucchi, a impegnare la nuova Amministrazione affinché fossero trovate adeguate risorse da destinare alle Associazioni culturali di cui è straordinariamente ricca la nostra città. Esse alimentano, da sempre, quel tessuto e quel fermento civile che rende viva una comunità, creando confronto e dibattito, sollevando discussioni e alimentando curiosità intellettuale.  Abbiamo dunque salutato con piacere che, almeno questo impegno, fosse rispettato.

A dire il vero, quando Sinistra Ecologia e Libertà era in Giunta, proponemmo di tener distinte le Associazioni culturali dalle imprese culturali: chiedemmo che alle seconde, così come avviene per le imprese che si dedicano alle tecnologie e alle comunicazioni, fossero riservate quelle procedure di startup che oggi agevolano le imprese attraverso CesenaLab. Nuove imprese non sono solo computer e tecnologia. Ma il sindaco e la sua Amministrazione evidentemente non sono in grado di comprenderlo.

La nostra richiesta fu infatti respinta. E così, inevitabilmente, oggi accade quel che temevamo: nella graduatoria delle Associazioni giudicate meritevoli di avere il contributo comunale (come si può vedere sul sito del Comune) sono del tutto sparite quelle Associazioni di cultura e di cultura politica che resistono per puro volontariato e sono state invece premiate quelle che, più che associazioni sono imprese. Queste ultime meriterebbero ben di più e ben altro sostegno, ma senza risucchiare le già poche risorse destinate ai gruppi di volontariato che agiscono nella cultura. Perché o è vero che la cultura è motore per l’economia e lo si dimostra con i fatti, oppure son tutte chiacchiere buone solo per i comizi e subito smentite.

Ma il punto ancor più grave è un altro: a parte la Dirigente comunale del settore cultura che, ovviamente, conosce poco la realtà cesenate essendo appena arrivata, il componente di grado superiore che ha partecipato alla Commissione per la distribuzione dei fondi è Paolo Zanfini, funzionario della Malatestiana e segretario comunale del PD.  Non vogliamo scomodare parole grosse, ma certamente questa doppia veste di Zanfini è davvero imbarazzante sul piano della opportunità se non proprio della correttezza. Una commissione tecnica deve essere tecnica.
E che dire poi del fatto che dal settore cultura - come noto in carenza di personale -  vengono  rimosse figure che magari hanno avuto qualcosa da ridire rispetto alla gestione? Siamo ai trasferimenti punitivi? 

Sono comportamenti degni di signorotti di paese, non di governanti degni di una città importante come Cesena: questa nuova Amministrazione monocolore PD, abbandonata a se stessa da tutte le altre forze politiche che un anno fa la sostenevano, ha mostrato, anche in questa occasione, la sua arrogante inadeguatezza.

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