Fondazione, Cesena Siamo Noi: "Troppa continuità col passato"

Questo il commento di Vania Santi, capogruppo del movimento politico Cesena Siamo Noi: “Già dalla presentazione del presidente è emerso un clima surreale, distante dalla realtà"

Lunedì scorso si è svolta, su richiesta delle opposizioni, la Commissione con audizione della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena. Invitati e presenti l’attuale presidente Guido Pedrelli, il Consigliere Alberto Armuzzi e il Segretario generale del Cda Paolo Pizzoccheri.  L'incontro era finalizzato a chiarire come sia potuto succedere che l’istituto bancario più florido del territorio abbia polverizzato un patrimonio di 400 milioni di euro e messo a rischio un rapporto fiduciario con azionisti, risparmiatori e cittadini.  
 
Questo il commento di Vania Santi, capogruppo del movimento politico Cesena Siamo Noi: “Già dalla presentazione del presidente è emerso un clima surreale, distante dalla realtà, in cui poteva sembrare che quanto successo, l’azzeramento del patrimonio della Fondazione (da oltre 130 milioni di Euro a circa 16 milioni) fosse storia archiviata, e l’attenzione tutta rivolta al proseguimento delle attività, con la ferma volontà di proseguire l’ attività con sostegno al territorio in ambito culturale e sociale (concerto di fine anno, convegni, commemorazioni varie), che si intende svolgere nel prossimo futuro con i limitati fondi a disposizione”.
 
Commenta Santi: “Gli obiettivi in generale sono condivisibili, ma nel caso specifico e in questo momento, visto il ruolo rilevante della fondazione, sino al 2016 azionista di maggioranza al 48% delle azioni e insieme alle fondazioni di Lugo e Faenza al controllo della banca, non possono prescindere dal porsi la questione delle responsabilità morali e di eventuali azioni a sostegno, in linea con la mission della fondazione, a chi  è stato colpito dal crollo delle azioni. Va verificato infatti quanto segnalato dal Comitato del Risparmiatori, sorto in città, ovvero casi di emergenza sociale tra i 13.200 azionisti e risparmiatori, che hanno investito nelle azioni della CRC spesso per salvaguardare i loro risparmi e sono rimasti col cerino in mano. Se sono dati di fatto la perdita economica della banca, le trattative in corso per salvaguardarne il futuro e le responsabilità, che sono al vaglio delle autorità giudiziari, rimane da fare tutta una riflessione sulle responsabilità morali e politiche e sulle possibili azioni di tutela verso il territorio.  Questo il ruolo che, senza interferire negli ambiti finanziari e giudiziari che non gli spettano, i gruppi consiliari, ci auguriamo anche quelli di maggioranza, devono e possono avere in questo momento”.
 
Ed infine: “Incalzati dalle domande dei consiglieri di opposizione, il Presidente della Fondazione ha raccontato dei giorni “drammatici” in cui si è deciso di votare il bilancio 2015. Dalle verifiche della Banca d’Italia immaginavano si dovesse provvedere ad un ingente accantonamento, ma non così tanto da portare alla drastica perdita dei risparmi per 13.200 piccoli risparmiatori e per la Fondazione stessa. Perché i rappresentanti della Fondazione non hanno promosso azioni per chiedere una nuova verifica del bilancio o dei crediti deteriorati che già da diversi anni erano in progressivo aumento? La Fondazione rimarca e afferma che non se l’aspettavano. Ma perché non se l’aspettavano? Quale meccanismo di controllo è saltato?  Affronterà la questione di un’azione di responsabilità verso il precedente CdA congiuntamente ad un’azione verso la Cassa di Risparmio o tutto proseguirà in silenzio, in continuità col passato? Cesena siamo Noi augura si faccia chiarezza, nell’interesse degli azionisti, dei piccoli risparmiatori, dei dipendenti licenziati o in mobilità e di tutta la società civile, perché dalla continuità col passato si passi alla responsabilità del presente”.

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