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Festa dell’Europa, le riflessioni del consigliere Lia Montalti

"Nel 2017 celebriamo i 60 anni dai Trattati di Roma e i 30 anni dell’Erasmus, simbolo di un’Europa che costruisce ponti e non muri. E il 2017 può essere l’anno di svolta per il rilancio di un’Unione Europea differente da quella che abbiamo vissuto negli ultimi anni."

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"L’Inno alla gioia di Beethoven, inno dell’Unione Europea, che ha risuonato all’ingresso sul palco del neo-eletto Presidente della Repubblica francese Macron, è l’immagine fortemente simbolica che accompagna questo 9 maggio, festa dell’Europa. Nel 2017 celebriamo i 60 anni dai Trattati di Roma e i 30 anni dell’Erasmus, simbolo di un’Europa che costruisce ponti e non muri. E il 2017 può essere l’anno di svolta per il rilancio di un’Unione Europea differente da quella che abbiamo vissuto negli ultimi anni.

Di Europa abbiamo discusso oggi in Assemblea Legislativa, insieme all’ambasciatore italiano a Bruxelles, Maurizio Massari, durante la Sessione Comunitaria, l’occasione in cui la nostra Regione si confronta ogni anno con le politiche europee, cercando di dare un proprio contributo in termini di proposte e contenuti. Sono stati tanti i temi trattati: economia, immigrazione, lavoro, giovani, ambiente, fondi europei, anche con la consapevolezza dei limiti che l’Europa ha rivelato in questi anni di crisi e che ha messo in difficoltà il rapporto tra i cittadini e l’UE. 

Di fronte ad un’Europa che ha guardato troppo all’austerità e poco alle persone e al lavoro, siamo consapevoli di come ci sia bisogno di impegnarci per costruire un’Europa diversa e rinnovata, concreta, solidale, capace di ridistribuire i problemi che i singoli paesi non possono affrontare da soli. E di questo percorso l’Emilia-Romagna, regione profondamente e fattivamente europea, può essere protagonista, con una rinnovata fiducia.

Il progetto europeo può rialzare lo sguardo. In questo senso il voto francese ci ha dato un segnale importante. Di fronte al bivio tra nazionalismo ed europeismo, gli elettori francesi hanno dato piena fiducia ai valori e ai principi europei, che devono essere confermati e rinnovati con nuove idee e nuove speranze. La festa dell'Europa sia dunque l'occasione per farci riflettere sul rilancio del percorso di integrazione europea, avviatosi proprio il 9 maggio del 1950 con la Dichiarazione di Schuman, che era il ministro degli esteri del governo francese. E dalla Francia oggi riparte un percorso di speranza per l’Europa, certi che il progetto europeo rappresenti il futuro nostro e dei nostri figli".

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