Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Emilia Romagna, al via l’operazione autonomia. La Lega passa all’azione

E' di lunedì l'anticipazione di Gianluca Pini di depositare un primo atto formale per la richiesta di referendum per l'autonomia fiscale regionale e di uno per l’indipendenza amministrativa della Romagna

"Inizia il percorso che porterà l'Emilia e la Romagna a trattenere il proprio residuo fiscale, il secondo in Italia dopo la Lombardia e il Veneto, a favore dei propri territori". Lo annuncia il segretario romagnolo della Lega Nord, Jacopo Morrone. "A prescindere dalle chiacchiere da bar di Bonaccini e dai boicottaggi che Il Pd metterà in atto, siamo certi che anche in Emilia ed in Romagna la gente abbia un desiderio fortissimo di autonomia fiscale, unico strumento reale per migliorare la qualità della vita dei cittadini", afferma l'esponente del Carroccio.

"Chiunque si metterà contro il tentativo di espressione democratica dei cittadini, sarà alla fine spazzato via dagli stessi alle prossime elezioni - chiosa -. Abbiamo recapitato un messaggio chiaro al Pd e al Presidente Bonaccini: o si faranno i referendum su una vera autonomia fiscale e sulla richiesta di indipendenza della Romagna o è pronto l'avviso di sfratto". E' di lunedì l'anticipazione di Gianluca Pini di depositare un primo atto formale per la richiesta di referendum per l'autonomia fiscale regionale e di uno per l’indipendenza amministrativa della Romagna.

Il botta e risposta Bonaccini e Pini

"Leggo che la Lega - scrive il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini - vuole un referendum per separare l'Emilia dalla Romagna. Hanno gettato la maschera. Siamo la prima Regione per crescita del Paese e quella con il maggior tasso di occupazione. Separati saremmo tutti più deboli, mentre la nostra forza sono le eccellenze da Piacenza a Rimini". "Quella della Lega - conclude - è una proposta irresponsabile. Altro che autonomia". "Prendo atto che a Bonaccini la democrazia del voto popolare dà fastidio - replica il parlamentare Gianluca Pini - o ancora peggio fa paura. L'autonomia dei nostri territori non passa dalla sua segreteria di partito ma dalla volontà popolare. Anche per la Regione Romagna a decidere saranno i romagnoli, né i romani, né i modenesi".

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