Famiglini (Pli): "No alla bolkestein, piena solidarietà ai bagnini"

"La direttiva Bolkestein rappresenta l'ennesimo fallimento della politica estera e comunitaria dello stato italiano"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Venerdi scorso si è tenuto a Cesenatico presso il Museo della Marineria un incontro incentrato sul tema del turismo che ha visto come protagonisti alcun candidati in lizza alle prossime elezioni politiche. Il tema che ha suscitato maggior clamore fra il pubblico, composto prevalentemente da imprenditori turistici, è stato quello relativo alla direttiva europea Bolkestein la cui applicazione rischia di lasciare a piedi gran parte degli operatori locali del settore balneare. La direttiva Bolkestein, pubblicizzata da suoi sostenitori come una importante conquista del libero mercato, è in realtà volta in primo luogo a favorire l'ingresso sulle nostre spiagge dei grandi gruppi monopolistici europei, in particolare tedeschi, a danno dei piccoli imprenditori locali i quali, fin dall'epoca del boom turistico del secondo dopoguerra, hanno sempre garantito che la ricchezza accumulata nel tempo grazie al turismo venisse in gran parte reinvestita sul territorio a vantaggio del benessere della collettività. E' evidente che una concessione della durata di pochi anni non possa garantire al piccolo imprenditore balneare un sufficiente ritorno economico a copertura degli investimenti sostenuti volti a migliorare la qualità del servizio. Infatti solo i grandi gruppi internazionali sono strutturalmente in grado di sostenere investimenti di breve termine che per essere remunerativi devono essere pianificati su larga scala. Allo stesso modo il rischio che il "business" della concessioni demaniali possa essere infiltrato da tentativi di riciclaggio di denaro sporco non appare eccessivamente remoto. La direttiva Bolkestein rappresenta l'ennesimo fallimento della politica estera e comunitaria dello stato italiano, la cui classe dirigente, con l'eccezione della fase Monti, si è spesso dimostrata incapace di stare alla stessa altezza della politica espressa dagli altri stati europei. La direttiva Bolkestein avrà come conseguenza quella di affossare la nostra imprenditoria privata trasformando i titolari delle concessioni balneari da lavoratori autonomi a, nella migliore delle ipotesi, lavoratori dipendenti dei nuovi concessionari. La tendenza volta a spezzare il ciclo economico locale, già in nuce nel piano della "Città delle Colonie", continua imperterrita la sua corsa e riteniamo che solo una comune azione solidale e coordinata posta in essere tra tutte le categorie economiche dipendenti dal turismo e le relative amministrazioni comunali possa creare quella sufficiente massa critica capace di poter influenzare le decisioni deliberate nelle sedi nazionali ed europee. Noi, come liberali, siamo disponibili a fare la nostra parte e riteniamo che Cesenatico, amministrazione comunale in testa, potrebbe farsi promotrice di questo nuovo tipo di approccio alla problematica.

Axel Famiglini
Segretario comunale del P.L.I. Cesenatico
Segretario provinciale del P.L.I. Forlì-Cesena

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