Famiglini (PLI):" Bene su STU ma maggiore riflessione su “Cesenatico Servizi” "

Abbiamo accolto con favore la decisione della Giunta di procedere alla liquidazione della STU, al contrario non riteniamo che aver lasciato fuori i privati dalla nuova società “Cesenatico Servizi” sia stata una scelta ottimale per il futuro.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Abbiamo accolto con favore la decisione della Giunta di procedere alla liquidazione della STU in quanto questa società non avrebbe rappresentato altro che l'ennesima voragine carsica nella quale riversare denaro pubblico senza alcuna possibilità di controllo da parte dei rappresentanti dei cittadini eletti in consiglio comunale. Ci auguriamo tuttavia che il Comune sappia gestire direttamente l'operazione “Città delle Colonie” operando con la dovuta trasparenza amministrativa e ricordando di garantire, in fase progettuale, la composizione di un armonioso assetto urbanistico in equilibrio con il restante tessuto cittadino e con le reali esigenze edificatorie della nostra realtà locale. Infine l'amministrazione comunale non deve dimenticare di favorire una salutare partecipazione dell'economia locale in quello che sta per diventare il più grande progetto di riqualificazione urbana mai avvenuto in questa città. Al contrario non riteniamo che aver lasciato fuori i privati dalla nuova società “Cesenatico Servizi” sia stata una scelta ottimale per il futuro. Il settore privato possiede spesso le risorse necessarie da investire in qualità ed innovazione che purtroppo un settore pubblico sempre più in affanno non può più stanziare in maniera adeguata.

La nuova società di gestione dei servizi, più che internalizzare le attività operative (ponendo quindi in atto quelle che sono, a rigor di logica, le reali intenzioni della Giunta sul futuro della nuova azienda pubblica, intenzioni fra l'altro celate dietro ad un'operazione di carattere puramente transitorio espressa dalla delibera votata il 12 luglio scorso), dovrebbe istituire un vero e proprio sistema di controllo in modo da verificare che le opere e i servizi commissionati al settore privato rispondano alle richieste contrattuali e non vi siano disservizi o inutili sprechi di risorse pubbliche. La creazione di un reale processo di feed-back con la popolazione potrebbe essere la soluzione giusta per far fronte a questa necessità. La gente chiede infatti di poter avere un contatto diretto con i gestori dei servizi con il fine di segnalare anomalie e problematiche di varia natura. Garantendo questo rapporto privilegiato tra utente e gestore (eliminando quindi call-center ed altre modalità di contatto impersonali) si riuscirebbe a garantire un adeguato controllo sulla qualità dei servizi. Purtroppo una società interamente pubblica rischia di essere l'ennesimo poltronificio (o addirittura “debitificio” come è stato per la vecchia Gesturist) per amici e parenti che certamente non rappresenta per il cittadino che paga le tasse una garanzia di qualità di gestione dei servizi pubblici.

L'amministrazione comunale dovrebbe infine riflettere sul fatto che le ultime decisioni economiche dettate dalla crisi e assunte a livello governativo vanno nella direzione di una totale privatizzazione dei servizi piuttosto che di un ritorno ad una completa gestione pubblica degli stessi.

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