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Fabbri: "Tubature dell'acquedotto in cemento amianto da sostituire"

"Pochi lo sanno. L'informazione è carente: in quasi tutti gli acquedotti italiani sono presenti tubature usurate in cemento-amianto. A Cesena sono presenti 43 chilometri di condutture idriche in cemento amianto; in tutta la Romagna sono la bellezza di 2.300 i km. di tubazioni in cemento-amianto"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Pochi lo sanno. L'informazione è carente: in quasi tutti gli acquedotti italiani sono presenti tubature usurate in cemento-amianto. A Cesena sono presenti 43 chilometri di condutture idriche in cemento amianto; in tutta la Romagna sono la bellezza di 2.300 i km. di tubazioni in cemento-amianto. Da anni mi batto per far partire le bonifiche, facendo seri investimenti sulla manutenzione delle reti.

Si chiede alle nostre istituzioni un maggior impegno per contrastare o ridurre il rischio delle fibre di amianto ingerite nell'acqua; pertanto faccio appello al sindaco del Comune di Cesena, ai sindaci della Romagna e ad Hera spa per la rimozione e sostituzione delle tubazioni obsolete in cemento-amianto utilizzate per le acque destinate ad usi potabili. Da anni sostengo che l’acqua deve essere completamente indenne da sostanze cancerogene.

Pur essendo partito un piano di Hera spa di sostituzione delle vecchie reti in cemento-amianto, non sono state adottate misure necessarie ed efficaci che coincidano con la bonifica graduale e integrale delle reti per far veicolare l’acqua per uso potabile. Le tubature in cemento-amianto hanno avuto grande diffusione a partire dalla seconda metà degli anni ’60 e ne è stato completamente interrotto l’utilizzo a partire dai primi anni ’90, con l’introduzione della Legge nazionale n. 257 del 1992, che ha stabilito – per le problematiche sanitarie correlate all’amianto – il divieto di produrre e commercializzare i prodotti contenenti amianto.

La concentrazione di amianto nell'acqua dovrebbe essere pari a zero (ma in realtà non è così), e che i danni dovuti al rilascio da parte delle tubature usurate si producono sia per effetto di ingestione che per inalazione. Studi scientifici recenti mettono in evidenza il pericolo dell'amianto ingerito con l'acqua (l'ingestione di fibre di amianto è un fenomeno poco studiato e da molti sottovalutato); inoltre l'amianto eventualmente contenuto nell'acqua può contribuire ad aumentare il livello di fondo delle fibre aero-disperse e quindi il rischio legato alla possibile assunzione per via inalatoria (fibre di amianto si possono respirare lavando i pavimenti, ad esempio).

La soluzione è legata allo sostituzione graduale di tutte le tubature in cemento-amianto con materiali che non ne rilasciano, un'operazione dal costo di milioni di euro: investimento affrontabile per le tasche del gestore che fa business sulle risorse ambientali, Hera spa, ma che non sembra intenzionato ad investire. Un'azione, quella della sostituzione, che dovrebbe essere fatta al più presto, per evitare delle ripercussioni sulla salute delle persone. Si chiede pertanto ad Hera spa, ai Sindaci dei Comuni soci di Hera spa, di elaborare e mettere in atto un piano teso a bonificare integralmente le reti acquedottistiche.

Davide Fabbri

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