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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

Europee, l'eurodeputato britannico: "Ho vissuto la Brexit sulla mia pelle, non vorrei la stessa deriva per l'Italia"

L’europarlamentare dei Libdem ieri a Cesena con la candidata romagnola Laura Moretti: “Fatti gli europei, adesso dobbiamo fare l’Europa”

Una stoccata al Governo Meloni (“Sta cascando la maschera buonista”) ed una al pensiero di Elly Schlein (“Il paragone fra Altiero Spinelli e Marco Tarquinio mi indigna”), un “alert” sulle campagne mediatiche degli Stati Uniti contro l’Europa (“L’euro più forte del Dollaro spaventa l’America”), ma anche il richiamo ad andare “oltre l’economia” per costruire “un’Europa realmente federale che, partendo da una revisione radicale dei trattati, si dimostri finalmente all’altezza delle aspettative dei suoi cittadini”.  

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Questi i punti salienti dell’intervento dell’europarlamentare britannico Graham Watson, protagonista ieri a Cesena di un incontro, molto partecipato, sul futuro dell’Unione Europea. Al suo fianco la romagnola Maria Laura Moretti (Italia Viva), candidata per la lista Stati Uniti d’Europa sotto le insegne dei Libdem. 

“L’opportunità di questa candidatura nella lista Sue - ha detto la Moretti - mi rende molto orgogliosa del percorso vissuto nel Mfe, anche attraverso quello della sezione cesenate che coordino. Le istanze federaliste sono alla base del progetto condiviso dalle forze politiche che compongono la lista e questo alimenta la passione che caratterizza il mio ‘agire politico’ che resta sempre ancorato al senso di responsabilità che la nostra generazione deve sentire forte e insistente perché lo dobbiamo alle nuove generazioni. Sono determinata e continuerò a fare il massimo, nel ruolo o meno di europarlamentare, pur di  contribuire a rendere questa Unione Europea più forte, più sostenibile, più democratica, più politica, affinché possa essere incisiva nei processi decisionali internazionali, superando l’immobilismo causato dai veti incrociati. La conoscenza di Graham Watson, con il quale sento molta condivisione di intenti - ha concluso - rafforzerà e stimolerà anche il ‘mio agire politico di taglio pedagogico’ nell’alimentare il senso di identità e cittadinanza europea perché dobbiamo fare l’Europa, sempre più adeguata agli europei del futuro”. 

“Il vostro Massimo D’Azeglio disse: ‘fatta l’Italia dobbiamo fare gli italiani’. Noi oggi, invece, dobbiamo dire: ‘fatti gli europei, dobbiamo fare l’Europa. Oggi Bruxelles - ha spiegato Watson - é molto credibile ed anche potente quando si tratta di temi economici, tanto che può permettersi di porre dei veti ai grandi colossi Amazon e Google. Ma oggi serve, soprattutto, un’Europa in grado di rispondere ai veri bisogni dei suoi cittadini”. 

Per questo la lista Stati Uniti d’Europa, di cui Watson é capolista, propone per il prossimo quinquennio tre semplici riforme: l’elezione diretta del presidente della Commissione Europea (“Il nostro candidato sarebbe Mario Draghi”), l’abolizione del diritto di veto al Consiglio dei Ministri (“Orban non può sempre bloccare le nostre riforme”) e l’introduzione del diritto di iniziativa per il Parlamento Europeo: “Solo in questo modo - ha aggiunto Watson - potremo fare una vera politica di difesa, fiscale e sociale al servizio della comunità. Una vera politica di ‘cultura europea’ per abbattere i confini e, non solo a parole, diventare tutti - francesi, tedeschi e italiani - cittadini europei”. 

Oltre vent’anni di battaglie al Parlamento Europeo, tre come Presidente del Comitato Giustizia e Affari Interni e sette come presidente del gruppo Liberal Democratico, Graham Watson si é detto “molto preoccupato” per la situazione politica italiana: “Ho vissuto la Brexit sulla mia pelle - ha spiegato il politico britannico - e, soprattutto, i danni che ha causato: dalla svalutazione della Sterlina al blocco dei lavoratori dall’Est con gravi ripercussioni per le imprese britanniche, dai costi maggiori dell’export e della burocrazia al veto per i nostri cittadini di poter andare a vivere e lavorare in altri Stati. Ecco, mi dispiacerebbe davvero, nella mia seconda patria (Watson é sposato da 37 anni con una fiorentina), dover assistere alla stessa deriva”.

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