Emporio solidale, la lista 'Cambiamo': "Una grande idea con tante zone d'ombra"

La lista civica Cambiamo interviene sul nuovo progetto annunciato dall'amministrazione comunale "la cui genesi nasce da un percorso condiviso dalle associazioni e dalle fondazioni presenti sul territorio"

"Sull'Emporio Solidale di 'prossima realizzazione' urgono, per amor di verità, alcune precisazioni". La lista civica Cambiamo interviene sul nuovo progetto annunciato dall'amministrazione comunale "la cui genesi - precisa la lista - nasce da un percorso condiviso dalle associazioni e dalle fondazioni presenti sul territorio. Anche se, alla fine, quel disegno si era arenato, infatti, l'idea originaria non può cambiare la sua paternità".

Inoltre, poiché 'carta canta', l'Emporio Solidale rappresentava "un punto nevralgico del nostro programma elettorale e dunque - interviene Andrea Rossi - non corrisponde al vero che tutto sia nato da un patto siglato tra i Popolari ed il sindaco Lattuca. In quel famigerato 'patto', infatti, non si faceva alcun riferimento all'Emporio Solidale. Per cui bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di riconoscere, talvolta, la bontà delle proposte degli avversari nonché il lavoro svolto in consiglio comunale dove, giova ricordarlo, i Popolari non sono neppure rappresentati. In ogni caso è sempre bello vedere che un nostro 'cavallo di battaglia' sia diventato un progetto dell'amministrazione e, dunque, fin da oggi, garantiamo la nostra totale disponibilità a collaborare per la sua compiuta realizzazione". 

"Prima di lanciarsi in annunci trionfalistici - prosegue Rossi - bisognerebbe, però, conoscere i tempi di realizzazione, il luogo esatto in cui sorgerà, il soggetto chiamato a gestirlo e, soprattutto, bisognerebbe fare un'analisi dei costi, considerato che a bilancio erano stati accantonati appena 50mila euro, una cifra unanimemente considerata 'insufficiente' per un progetto di questa portata. L'idea è che, in questa fase, manchi una visione complessiva del progetto ed i punti grigi siano assai di più delle certezze". La lista civica si chiede "fino a che punto il cosiddetto 'welfare generativo' sia nelle corde di questa amministrazione". Un Emporio Solidale, infatti, non può ridursi "ad un mero progetto assistenzialistico finalizzato a tamponare un'emergenza contingente", ma deve invece rappresentare "un'opportunità di prospettiva finalizzata a far uscire le persone e le famiglie assistite dal loro status di povertà". 

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"Non a caso - aggiunge il consigliere comunale Enrico Castagnoli - quando il Pd annunciò in consiglio la sua mozione sull'Emporio, noi presentammo due emendamenti, uno dei quali invitava ad istituire una 'banca del tempo' che, nella logica del do ut des, consentisse agli assistiti di restituire, almeno in parte, ciò che avevano ricevuto. Questa impostazione, infatti, secondo noi attenuerebbe l'approccio puramente assistenzialistico a vantaggio di un welfare molto più dignitoso, responsabile ed inclusivo". Infine, in relazione all'annunciato convegno pubblico del prossimo 27 novembre, Andrea Rossi ricorda che "quando la mozione venne approvata all'unanimità in consiglio comunale, noi chiedemmo un coinvolgimento trasversale di tutte le associazioni e le fondazioni cittadine in modo da avviare un percorso di ascolto realmente aperto alla città. Certi progetti, infatti, non possono essere un'esclusiva di una sola parte politica, ma devono essere discussi in maniera circolare da tutte le componenti della nostra comunità".  Secondo Rossi il tavolo del confronto deve avere "quattro gambe, ovvero le istituzioni, gli imprenditori, la società civile ed il mondo dell'associazionismo. Tutti soggetti che devono lavorare in maniera sinergica per arrivare ad un risultato importante per la città per il quale - conclude - saremo sicuramente i primi a brindare".

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