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Emporio solidale, il Pd: "Cattolici di centrodestra estranei alla vita della città"

E' quanto afferma il segretario comunale del Pd, Maria Laura Moretti, che aggiunge: "Gli empori solidali sono una forma avanzata di aiuto"

"Il richiamo dei cattolici di centrodestra sul tema dell’Emporio solidale, dimostra palesemente quanto sia profonda l’estraneità alla vita della città". E' quanto afferma il segretario comunale del Pd, Maria Laura Moretti. "Gli empori solidali sono una forma avanzata di aiuto e si pongono proprio in un tentativo di aiuto ai più deboli e alle famiglie che vivono situazioni temporanee di povertà, oltre che di contrasto allo spreco alimentare, ma con un’attenzione particolare anche alla possibilità di favorire, da una parte, il recupero del senso di rispetto per se stessi all’interno di una comunità e dall’altra, l’opportunità di alimentare il senso di comunità e di solidarietà nella comunità stessa", esordisce l'esponente dem.

"La fase di progettazione potrebbe sembrare la più semplice, ma è quella che se ben costruita e intrecciata nel e con il territorio locale, può far realmente ripartire le tantissime persone in stato di bisogno - continua Moretti -. Il Comune di Cesena, ha sempre dimostrato particolare attenzione nel garantire i servizi necessari alle persone, soprattutto a quelle in grave difficoltà socio economica. Da  tre anni ha garantito la piena disponibilità economica a sostenere l'iniziativa -partita dalla San Vincenzo- in particolare per quanto attiene al reperimento di una sede adatta allo scopo. È un percorso complesso perché le associazioni hanno innanzitutto lavorato confrontandosi per trovare un accordo e far partire il progetto, che, come in tutte le altre realtà in cui è sorto, necessita, per essere efficace, di una sinergia particolare e del coordinamento di quanti più enti possibili si occupino già di distribuzione di alimenti. Da circa due mesi è attivo un tavolo ad hoc, coordinato dal Comune (su richiesta delle associazioni), cui hanno aderito San Vincenzo, Caritas, Cri, Campo Emmaus, Istituto Lugaresi, Auser. All'ultima riunione si è concretizzata la disponibilità di una sede, in centro urbano".

"Il richiamo dei cattolici di centrodestra sul tema dell’Emporio solidale, dimostra palesemente quanto sia profonda l’estraneità alla vita della città, soprattutto su questi temi - continua l'esponente dem -. Porre il tema degli empori solo ora e in termini di competizione da campagna elettorale, dimostra quanto siano stati disattenti all’iter che il Comune ha attivato proprio con l’obiettivo di concretizzare questo importante obiettivo che va a toccare aspetti complessi e profondi della persona e della dignità. Sicuramente dimostra anche la loro distanza dalla vita associativa del volontariato cesenate, che da sempre opera in stretta sintonia con l'istituzione locale. Come è già stato sottolineato da altri, Cesena ha una corposa storia di volontariato e di solidarietà diffusa che il Comune di Cesena ha sempre valorizzato e coinvolto e che di certo rappresenta la base attiva per la realizzazione di questo progetto. È bene precisare inoltre che nessun emporio (Forlì, Cervia, Modena, Ferrara) è gestito solo da volontari. Almeno un dipendente c'è ovunque, ma la gestione è sempre in carico alle associazioni. Per questo fin dall'inizio l'Amministrazione ha supportato le associazioni affinchè trovassero un accordo, che è stato poi raggiunto. Nel budget economico, già predisposto in collaborazione con l'emporio di Cervia,  sono previsti tutti i costi di gestione e il tavolo è attivo per individuare le risorse necessarie".

Conclude Moretti: "Al di là delle chiacchiere gratuite, se si considera che, da circa due anni, Arturo Alberti (attraverso le fondazioni) promette al progetto un aiuto economico mai concretizzato, credo che ogni cittadino sappia trarre le proprie conclusioni. Non si dica quindi che il Comune non ha dimostrato sensibilità al tema della povertà e alla necessità di garantire servizi adeguati. Ci dicano, piuttosto, i rappresentanti del centro destra, cosa significa in termini concreti (visto che concreti ed impellenti sono i bisogni delle persone che vivono in situazione di povertà), “welfare generativo e circolare", perché abbiamo la sensazione che siano parole al vento oppure identifichino qualcosa che a Cesena si fa da anni. Ovvero la gestione in rete, con il pubblico che progetta insieme alle associazioni e le sostiene, di centinaia di servizi giornalieri. Solo per citarne alcuni: i due dormitori, il centro sociale diurno in Corso Cavour, l'Unità di strada Via delle Stelle". 

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