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Emodinamica, Articolo 1 - Mdp attacca il sindaco: "Grave la non risposta"

E' quanto il Gruppo Consigliare di Articolo Uno - MDP, secondo il quale "è molto grave che a rispondere sia la Ausl e non il sindaco

"Siamo molto insoddisfatti per la risposta che riceviamo all'interrogazione sull'emodinamica che era stata sottoscritta da tutti i capigruppo del Comune di Cesena". E' quanto il Gruppo Consigliare di Articolo Uno - MDP, secondo il quale "è molto grave che a rispondere sia la Ausl e non il sindaco. A rispondere deve essere il sindaco - insistono -. Lui deve dirci a che punto sia il percorso verso l'attivazione di un servizio di urgenza h24 per la cura degli infarti  acuti e quali azioni intende portare avanti per raggiungere questo obiettivo. La risposta dell'Ausl è ad alto tasso tecnico, e non poteva essere altrimenti. Sappiamo bene che secondo le linee guida della Società Europea di Cardiologia tutto rientra nei parametri".

Proseguono da Articolo Uno - Mdp: "Se è vero che il decreto ministeriale 70/2015  prevede per la disciplina di Emodinamica un'Unità Operativa Complessa (Uoc) ogni 30-/600 mila abitanti, e quindi la Romagna con 1,15 milioni abitanti avrebbe diritto a 3,75 Unità Operative Complesse, è anche vero che se si considera la distribuzione fra le provincie (Ravenna 393.000, Forlì 187.000, Cesena 209.000, Rimini 336.000) e soprattutto i 5 milioni di turisti nella costa romagnola nel periodo estivo, non si comprende come questo numero non possa diventare 4, dando anche a Cesena (molto vicina alla costa) la possibilità di usufruire di questo servizio di emergenza, in un ospedale come il Bufalini che da decenni riveste un importante ruolo regionale nella gestione delle emergenze". "Sappiamo quindi quella che può essere la risposta tecnica, ma ora deve entrare in campo la politica per indirizzare le scelte - concludono da Articolo 1 - Mdp -. Non ci basta una timida apertura della Ausl a prendere in considerazione questa possibilità ad avvenuta ristrutturazione del Pronto Soccorso. Vogliamo che sia la politica e il sindaco (presidente della Ctss) a definire gli obiettivi e le tempistiche, in accordo con la mozione votata all'unanimità dal consiglio comunale di Cesena".

Sulla questione del servizio di cardiologia al Bufalini interviene anche Elena Baredi: "Siamo certi che il direttore generale dell'Ausl Tonini conosce la storia di una battaglia di civiltà che attorno a questo importante servizio è stata compiuta nella nostra città: oltre 5 mila firme raccolte, banchetti, iniziative pubbliche, fino ad arrivare a ordini del giorno condivisi (e ci mancherebbe altro) da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Ccomunale.  Tonini continua a sostenere che, dati alla mano, l’attuale sistema organizzativo per la risposta agli infarti acuti funziona a meraviglia. Lo invitiamo a consultare i parenti di coloro che sono morti in ambulanza lungo la via Emilia, per sapere quanto condividano questa meravigliosa funzionalità del servizio. Ma poi il direttore Tonini si dice pronto a verificare l’ipotesi che, con il termine dei lavori del pronto soccorso, si possa avviare un ragionamento su come riorganizzare le emergenze cardiologiche. E perché mai solo dopo? E intanto? Vogliamo ribadire con molta nettezza che non è certo solo lui né solo la dirigenza dell’Asl a dover decidere: verificare l’ipotesi, perché un ordine del giorno del Consiglio comunale chiede a lui e alla Azienda di organizzare quel servizio. Ma il sindaco si è fatto sentire? E questi sarebbero i risultati? O si sta recitando un indecente gioco delle parti? Il servizio di cardiologia h 24 (cioè aperto e funzionante 24 ore su 24, 7 giorni su 7) rimane per noi un impegno civile assolutamente urgente. Per la salute dei cittadini di Cesena. E con buona pace degli algoritmi del direttore generale".

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