Emergenza profughi, la Lega: "Basta favole, la situazione va affrontata in modo serio"

Commenta così Enrico Dall’Olio della Lega Nord le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, e da altri sindaci romagnoli, tutti del Pd, sull’emergenza immigrati richiedenti asilo

“Improvvisamente, folgorati dall’emergenza di cui finora non si erano accorti, anche il sindaco Matteo Gozzoli e gli altri primi cittadini del Pd dicono no a nuovi arrivi di stranieri richiedenti asilo. Fino a ieri noi della Lega eravamo boicottati e criticati perché mettevamo in guardia le amministrazioni sugli stessi problemi che oggi spaventano il Pd e i suoi amministratori. La Lega aveva quindi ragione su tutta la linea. Peccato non averla ascoltata”. Commenta così Enrico Dall’Olio della Lega Nord le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, e da altri sindaci romagnoli, tutti del Pd, sull’emergenza immigrati richiedenti asilo.

“Le nostre prese di posizione su questa questione, anche in campagna elettorale - prosegue- erano state liquidate con sufficienza dai nostri avversari. Gozzoli non si è mai pronunciato, se non con i soliti fervorini da buonista da salotto.Ora il sindaco si scontra con la realtà vera, deve ricredersi, ma ovviamente non sa che pesci pigliare visto che gli mancano gli elementi base, il contatto con la gente e con i veri problemi di convivenza che ha ingenerato la presenza a Cesenatico di queste persone. E’ anche ora di smetterla con le accuse di ‘strumentalizzazioni politiche’ su questa materia. Oggi il Pd è arrivato in ritardo a sostenere le stesse tesi della Lega, per cui è evidente che le nostre non erano prese di posizione strumentali, ma emergenze di cui forze politiche serie si sarebbero dovute fare carico da subito".

"Al contrario, le amministrazioni di sinistra hanno lasciato incancrenire il problema e oggi sono sopraffatte dall’emergenza. Noi siamo d’accordo con chi afferma che Cesenatico ha già dato. L’auspicio è che i richiedenti asilo ospitati all’hotel Splendid siano spostati e che non ne arrivino dei nuovi, magari in quell’edificio ristrutturato in via Canale bonificazione. Fra le tante questioni da affrontare, poi, mi preme sottolinearne una in particolare: anche l’accoglienza diffusa, magari in strutture private, non è la panacea per tutti i mali. La stragrande maggioranza di questi stranieri non hanno alcun diritto a rimanere sul nostro territorio, per cui parlare di integrazione o di inserimento nella comunità per quelli che non otterranno alcuno status è, a mio avviso, sbagliato", chiosa l'esponente del Carroccio.

"Dobbiamo fare i conti con il fatto che i nuovi venuti vanno a competere sul piano del welfare con le fasce più a rischio della popolazione, creando ulteriori motivi di degrado e insofferenza, e che non sono tutti ‘bravi ragazzi’ come associazioni, enti che li accolgono e certi amministratori hanno voluto far credere. Di conseguenza, le amministrazioni locali devono garantire non solo la sicurezza dei nostri concittadini e combattere degrado e situazioni che possano degenerare in intolleranza, ma si devono impegnare anche a tenere informata la popolazione e assicurare più controlli e più verifiche sull’attività messe in opera da Associazioni e Enti o privati che gestiscono la permanenza di questi stranieri", conclude.

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