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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Emergenza cinghiali, il nuovo piano di controllo della Regione non convince Pompignoli (Lega)

Pompignoli è pronto a chiedere all’assessore regionale Mammi un’informativa dettagliata sul nuovo piano in Commissione assembleare politiche economiche

"Una buona gestione della specie del cinghiale, volta a prevenirne i danni alle colture agricole, passa prima di tutto da un percorso di concertazione delle forme di prelievo non solo con le associazioni di agricoltori, ma anche e prima di tutto con quelle venatorie". È quanto dichiara il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, riguardo la possibile adozione, da parte delle Giunta regionale, del nuovo piano di controllo dei cinghiali, contenente alcune importanti novità che ampliano le possibilità per gli agricoltori di intervenire sui propri terreni per contenere la presenza di questi ungulati.

“Non c’è dubbio - spiega Pompignoli - che l’obiettivo di tutti è quello di contenere la crescita di questo pericoloso ungulato e di prevenire i danni alle produzioni agricole ed alla biodiversità. Tuttavia, per operare in maniera efficace ed efficiente in modo tale da garantire l’effettivo contenimento della specie, è necessario un coordinamento migliore di tutti i soggetti in campo, dalla Regione alle Provincie, dagli Atc alle associazioni venatorie. I lavori intercorsi tra l’assessore Alessio Mammi e le associazioni del mondo agricolo ai fini dell’adozione del Piano non sono sufficienti per garantire una corretta gestione faunistico venatoria dei nostri territori. Il contributo del mondo venatorio è necessario per rafforzare il controllo di questa specie, nei luoghi e nei momenti in cui le colture agricolo sono più esposte al pericolo".

Pompignoli, che è pronto a chiedere all’assessore regionale Mammi un’informativa dettagliata sul nuovo piano in Commissione assembleare politiche economiche, sottolinea infine che "il vero nodo da sciogliere per sbloccare iniziative risolutive in quest’ambito è quello della legislazione nazionale, vecchia di trent’anni, che è necessario modificare per renderla aggiornata a problematiche che un tempo non destavano alcuna preoccupazione, come appunto la proliferazione incontrollata dei cinghiali. Senza tale operazione normativa, da effettuare il prima possibile, ogni altra iniziativa rischia di risultare inefficace".

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