Emergenza casa, Comune in aiuto alle famiglie povere: impiegate risorse per oltre 800mila euro

E' quanto ha affermato l'assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti, rispondendo all’interpellanza proposta dal consigliere Andrea Pullini in merito al Fondo sociale per l’Affitto.

L'amministrazione comunale ha impiegato risorse per 821mila euro per l'emergenza abitativa. Tuttavia resta "la necessità di rafforzare gli interventi a sostegno dell'abitare in un'ottica più preventiva". E' quanto ha affermato l'assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti, rispondendo all’interpellanza proposta dal consigliere Andrea Pullini  in merito al Fondo sociale per l’Affitto.

Benedetti ha snocciolato le cifre: "Il riparto dei fondi regionali ha portato all’Unione la somma di 279.197 euro, cui si sono aggiunte risorse dell’Unione per 63.019 euro per un totale di 342.215 euro. La quota di integrazione da parte dell’Unione ammonta quindi al 18,41%. Sono pervenute complessivamente 949 domande. Quelle risultate ammissibili, e quindi inserite in graduatoria formulata secondo i parametri stabiliti dalla Regione con la succitata deliberazione, sono 919, di cui 814 sono state presentate da famiglie residenti a Cesena".

"Come indicato nella comunicazione giunta ai richiedenti non ammessi a contributo, le famiglie che riceveranno i fondi per il sostegno all'affitto, sono 240 - ha proseguito Benedetti -. Per quanto riguarda la loro situazione economica e patrimoniale va detto che per l'accesso al fondo il valore Isee (indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare richiedente, su indicazione regionale, non doveva superare 17.154,30 euro. Le famiglie che hanno ottenuto la liquidazione del contributo presentano valori Isee che vanno da un minimo di 0 ad un massimo di 3137 euro".

"E' del tutto evidente - ha aggiunto l'assessore - come la misura non abbia soddisfatto le richieste pervenute dalle famiglie cesenati. Per questo, già in data 4 aprile 2015, ovvero all'indomani della determinazione della graduatoria per il nostro territorio e quindi dell'evidenza che troppe famiglie sarebbero state escluse, abbiamo scritto una lettera al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e all'assessore regionale competente, la vice presidente Elisabetta Gualmini, per richiamare la loro attenzione sulla necessità di rivedere “l'efficacia dell'intervento e l'entità economica complessiva delle risorse impiegate a livello regionale”. Sempre citando dalla lettera inviata in Regione, infatti, appare evidente che “la possibilità di accedere al fondo abbia  determinato una serie di aspettative, anche legittime, che verranno in buona pare disattese”, alla quali invece, è necessari prestare la massima attenzione, perché si tratta di famiglie particolarmente fragili ed in difficoltà".

"Per quanto riguarda le misure ulteriori al fondo sociale affitto adottate per sostenere le famiglie in emergenza abitativa - ha continuato Benedetti - va detto che nel 2015 l'amministrazione comunale ha impiegato anche 387mila euro per sostenere 463 nuclei familiari in difficoltà (contributo medio pari ad euro 463), cui vanno aggiunti 91.654 euro a sostegno della cosiddetta “morosità incolpevole” (in caso le famiglie non riescano a sostenere l'affitto per cause indipendenti dalla loro volontà). In quest'ultimo caso il contributo medio erogato alle 26 famiglie coinvolte è stato di 3.525 euro".

L'assessore ha quindi concluso tracciando il bilancio dell'attività svolte: "Complessivamente, dunque, il Comune ha impiegato per l'emergenza abitativa, ovvero per il superamento degli sfratti esecutivi e per sostenere gli affitti delle famiglie fragili, attraverso interventi diversificati e spesso “personalizzati” risorse pari ad 821mila euro. Si conferma dunque come positivo l'intervento dell'amministrazione comunale nelle situazioni di emergenza abitativa reale ed urgente. Resta aperto, cosi come evidenziato nella comunicazione intercorsa con la Regione Emilia-Romagna, la necessità di rafforzare gli interventi a sostegno dell'abitare in un'ottica più preventiva. Interventi che rafforzeremo e che, come più volte sostenuto, non riguardano sempre ed esclusivamente le competenze dei servizi sociali".

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