Elezioni, Rossi: "Sulla sicurezza il Pd non è più credibile, servono meno multe e più presidi"

Il candidato sindaco del centrodestra: "Lattuca pesta i piedi per avere più agenti? Con Renzi al governo non si sarebbe permesso. E Lucchi, dopo 10 anni di legislatura, non può parlare di 'controllo del vicinato' nelle ultime settimane del suo mandato…"

"I cinque punti sulla sicurezza proposti dal candidato del Pd, con un piccolo buffetto di cipria, altro non sono che le stesse identiche promesse fatte all'inizio del suo mandato da Paolo Lucchi". Così Andrea Rossi, candidato civico del centro-destra, replica alla proposta di Enzo Lattuca che, attraverso un video, aveva elencato i punti-chiave del suo programma sicurezza: "Sin troppo scontato e pretestuoso l'appello al Primo Ministro per reclamare più uomini e risorse - rileva Rossi - anche perché, se al posto di Salvini ci fosse stato Renzi, dubito fortemente che il candidato del Pd si sarebbe permesso di tirare la giacchetta al Governo centrale. Detto che, nel Decreto Sicurezza così come nella manovra di bilancio, sono già previsti fondi per nuove assunzioni nelle forze dell'ordine, la presunta carenza degli organici, per noi, rappresenta un falso problema. Nel senso che, anziché reclamare nuovi agenti, è assai più importante garantire un’organizzazione più logica ed ottimizzata delle risorse a disposizione. E non mi riferisco soltanto agli agenti della Polizia Municipale, ma anche ad un coinvolgimento diretto dei cittadini che - attraverso pensionati, assistenti civici e militari in congedo (penso, ad esempio, a quelli dell’Aeronautica di Cesena) - potrebbero implementare il controllo del territorio e dunque alzare un argine efficace contro i piccoli reati comuni. E’ chiaro che, di fronte ad un episodio criminale, serve sempre la risposta professionale di personale qualificato ma, a volte, una semplice pettorina gialla in un parco pubblico può rappresentare il più efficace dei deterrenti".

"Lucchi ha avuto dieci anni per applicare il controllo di vicinato e la cosiddetta sicurezza partecipata - chiosa -. Chissà perché non l'ha mai fatto e se ne ricorda solo adesso, negli ultimissimi mesi del suo mandato, quando - appurato il fallimento delle sue politiche sulla sicurezza - gli restano solo gli slogan e la propaganda. Noi, con l'ausilio di esperti del settore, stiamo lavorando al 'controllo di vicinato' da mesi e, ci tengo a sottolinearlo, l'abbiamo messo come primo punto della legislatura, non come ultimo".

"Lattuca come Lucchi - prosegue Rossi - insiste sulla centralità delle telecamere che certamente sono importanti, ma solo se utilizzate all’interno di un sistema globale sulla sicurezza. Così come gli incentivi (qualche sgravio fiscale?) per l'installazione dei sistemi di allarme suonano come una resa incondizionata dell'ente pubblico che, di fronte al dilagare della micro-criminalità, allarga le braccia e dice al cittadino: 'Metti l'allarme perché io più di così non posso fare'. E invece si può fare molto di più".

"Quello che Lucchi, in questi anni, non è stato in grado di dare a Cesena è, in primis, una vera cultura della sicurezza. Servono corsi di formazione, stage ed incontri periodici in cui far capire, con l’aiuto delle forze dell’ordine, che la collaborazione sul territorio conviene a tutti - continua-. Poi noi faremo la nostra parte con un presidio capillare di tutti i quartieri e un’attenta mappatura dei luoghi ‘sensibili’ che, oggi, i cesenati conoscono fin troppo bene, a partire dalla stazione ferroviaria che, proprio per colpa dello scarso presidio, pur essendo vicina alle scuole, è diventata un’area ad alta densità di spaccio e criminalità. Lattuca pesta i piedi perché reclama più uomini? Noi rispondiamo che, in una logica organizzativa che preveda meno multe e più presidi, il controllo del territorio si può garantire anche con questi effettivi”.

"Infine - conclude Rossi - fortemente connesso al problema della sicurezza è il tema del degrado urbano. Dove c’è immondizia c’è una più alta probabilità di contaminazione delinquenziale. Lampioni rotti, rifiuti sui marciapiedi, arredo urbano deteriorato: questo è l’habitat ideale in cui sedimenta il virus della micro-criminalità. Ripristinare gli angoli più degradati della città significa garantire ai cesenati una città più sicura. Lo ha ricordato, nel suo video, lo stesso Lattuca, con buona pace del Pd che 'quella città da risanare' l'ha governata negli ultimi dieci anni".  

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