Elezioni, Rossi al rush finale: chiude la campagna elettorale a "I Gessi"

Il candidato sindaco del centrodestra: "La location rappresenta una sintesi emblematica dei vizi di questo Pd"

"Ho deciso di chiudere la mia campagna elettorale a I Gessi. Venerdì, dalle 19, assieme a tutti i membri della coalizione di centro-destra, sarò davanti alla struttura (ritrovo alle 18.30 al parcheggio del Monte) per l'ultimo brindisi augurale prima della consultazione elettorale di domenica". Andrea Rossi si prepara al rush finale prima del voto di domenica.

"Abbiamo scelto questa location perché la grottesca vicenda de I Gessi, consumata tutta all'ombra della Giunta Lucchi, rappresenta una sintesi emblematica dei vizi di questo Pd".

"Oggi quello stabile diroccato e ormai inagibile rappresenta l'effige delle insensate politiche lucchiane, quelle protese solo al wellness mediatico e distanti anni luce dalla vita reale della gente. Domani incontrerò Fabio Da Tripoli che ha combattuto la sua personale battaglia contro il Comune diventando, suo malgrado, un martire dell'analfabetismo amministrativo".

Secondo il candidato del centrodestra "Anche se, in questi mesi, c'è chi ha preso le distanze dalle proprie origini, nascondendo i simboli che lo hanno sempre sostenuto, la storia di una persona non si cambia. In questa campagna elettorale io mi sono messo a nudo e, per rispetto dei cesenati, ho presentato con la mia coalizione un programma elettorale che fosse il più possibile lo specchio fedele delle mie esperienze, della mia storia e delle mie idee. Sono e mi sento un cesenate libero da ogni ideologia, un lavoratore e padre di famiglia, semplicemente uno di voi".

"Loro sono "uomini di apparato", nati e cresciuti nei vivai del partito, che studiano da giovani per diventare politici. A noi, invece, la passione per la cosa pubblica non ce l'ha insegnata nessuno. Abbiamo competenze ma, di fronte alle regole della politica locale - dove non esiste meritocrazia e dove raramente si risponde dei propri errori - restiamo spesso increduli. E ci arrabbiamo".

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"In ogni caso - conclude Rossi - nel rispetto delle distanze di fronte alla città bisogna sempre avere il coraggio di presentarsi con trasparenza e verità. Io l'ho fatto. Sono Andrea Rossi, giudicatemi per quello che sono. E se fra cinque anni vi avrò deluso mandatemi a casa".

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