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Elezioni regionali, Gerbino (Emilia Romagna Coraggiosa): "Mi candido per una Regione ancora più giusta"

Gaetano Gerbino spiega le ragioni che l'hanno spinto a candidarsi al Consiglio regionale con Emilia Romagna Coraggiosa

"Voglio dare il mio contributo per evitare che i nostri territori vengano amministrati da forze politiche che richiamano nei modi e nei programmi epoche buie della nostra storia e hanno una visione divisiva della società". Il medico urologo dell'ospedale Maurizio Bufalini di Cesena, Gaetano Gerbino, spiega le ragioni che l'hanno spinto a candidarsi al Consiglio regionale con Emilia Romagna Coraggiosa. "Le ragioni della mia candidatura sono fondamentalmente due - esordisce -. La prima è quella di dare il mio contributo affinchè si mantenga la tradizione dell’ottima amministrazione della nostra regione, che non a caso è in testa in tutte le classifiche di efficienza, produttività, riduzione del tasso di disoccupazione, livello di assistenza sanitaria e erogazione di servizi alla persona. L’Emilia-Romagna è governata bene, ma l’impegno mio e della lista sarà quello di migliorare laddove è possibile. Ed è possibile fare di più soprattutto nell’ambito della tutela dei diritti dei lavoratori e del potere d’acquisto dei loro salari, della sicurezza sul lavoro e nella riduzione del precariato a favore del lavoro a tempo indeterminato".

"Dopo decenni in cui ci siamo sentiti dire pretestuosamente che la mobilità e la flessibilità del lavoro sono dei valori aggiunti, ci siamo resi conto che essi hanno generato soltanto precarietà e bassi salari - prosegue Gerbino -. Il nostro impegno sarà rivolto, per ciò che compete ai poteri della Regione, a far sì che in Emilia-Romagna non si ricorra più al lavoro precario e il meno possibile alle esternalizzazioni dei servizi pubblici. Il secondo motivo è lo stesso che mi ha spinto sei mesi fa a candidarmi alle elezioni comunali a Cesena: cioè dare il mio contributo per evitare che i nostri territori vengano amministrati da forze politiche che richiamano nei modi e nei programmi epoche buie della nostra storia e hanno una visione divisiva della società".

"Noi vogliamo che la società sia più equa, che il Servizio Sanitario regionale rimanga universale, che chiunque abbia la possibilità di accedere a tutti i gradi dell’istruzione scolastica, che vengano annullate le differenza di genere e le discriminazioni in base all’orientamento sessuale, al credo religioso e all’etnia di appartenenza, che si faccia il possibile per consegnare alle future generazioni un ambiente più pulito, un pianeta vivibile - conclude -. Questa nostra visione della società e del mondo si contrappone a quella di una destra che invece vorrebbe privatizzare la sanità, ignorare l’allarme climatico, discriminare ripristinando il triste concetto di razza, negare la libertà di vivere con pieni diritti la propria vita di coppia alle persone lgbti, mettere in discussione la laicità della scuola. Spero che tutti coloro che condividono queste aspirazioni vogliano mettersi in gioco insieme a me, per costruire una Regione ancora più giusta, inclusiva e soprattutto coraggiosa".

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