Elezioni regionali, Zoffoli (Pd): "Ecco tre motivi pratici per rilanciare la nostra agricoltura”

Daniele Zoffoli, candidato al Consiglio regionale per il Partito Democratico, pone l'accento sul settore primario, un settore strategico per lo sviluppo - anche economico - dell'Emilia-Romagna e del cesenate

Il Piano di sviluppo rurale mette sul piatto risorse importanti. “E sull'agricoltura la Regione deve continuare a investire e a scommettere, garantendo il sostegno alle imprese innovative, favorendo il ricambio generazionale, tutelando i prodotti del territorio e promuovendo l'internazionalizzazione”. Daniele Zoffoli, candidato al Consiglio regionale per il Partito Democratico, pone l'accento sul settore primario, un settore strategico per lo sviluppo – anche economico – dell'Emilia-Romagna e del cesenate.

“Ci sono tre motivi pratici per rilanciare la nostra agricoltura”, spiega il democratico. “In un momento di crisi, dove la disoccupazione giovanile sta toccando picchi inquietanti, la ripresa del settore agricolo si può tradurre in possibilità di lavoro per migliaia di giovani. La filiera che va dal campo alla tavola richiede molte professionalità, anche qualificate, che possono essere sviluppate facendo sempre più squadra con l'Università e il Tecnopolo Agroalimentare che Cesena ospiterà”.

L'agricoltura è anche prendersi cura del territorio. “Gli agricoltori, e i fatti delle ultime settimane ce lo ricordano, hanno anche questa importante funzione: grazie al loro lavoro e al loro presidio danno un grande contributo nella prevenzione di eventi come frane e alluvioni”, rimarca Zoffoli. E poi c'è la qualità. “L'ortofrutta di casa nostra è sana, controllata e garantita – evidenzia il candidato al consiglio regionale - la stessa cosa non si può dire dei prodotti che arrivano da altre parti del mondo dove possono essere usati pesticidi da noi vietati. Mangiare la nostra frutta e verdura, quindi, rappresenta un aiuto per la salute. Anche per questo – conclude Daniele Zoffoli – in sinergia con l'Europa dobbiamo perseguire i programmi che valorizzano e promuovono il consumo di frutta e verdura, anche tra i giovani. E all'Europa dobbiamo chiedere un impegno maggiore nella tutela del made in Italy, dei nostri prodotti che ci caratterizzano, mettendo un freno alla pirateria alimentare che tanti danni, diretti e indiretti, fa alla nostra agricoltura”.

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