Elezioni, Popolari per Cesena: "Nessuna indicazione di voto, ma questi sono i nostri valori"

Per la nota c'è un “panorama desolante per cittadini che come noi di “Popolari per Cesena” non hanno in tasca una tessera di partito o movimento"

I “Popolari per Cesena” non danno un'indicazione esplicita di voto in vista delle elezioni del 4 marzo. Scrivono in una nota dal gruppo politico capitanato da Gilberto Zoffoli (che però indiscrezioni avevano dato vicino a “Civica Popolare” del ministro Lorenzin, i centristi alleati al Pd): “I Popolari per Cesena sono un movimento politico che ha come orizzonte principale il territorio di Cesena e della Romagna. La sua prima mission consiste nella costruzione di una alternativa credibile, di un progetto politico vero e condiviso, in vista delle elezioni amministrative che si terranno nella nostra città l’anno prossimo. Inoltre è una formazione “civica”, che si vuole distinguere dagli attuali partiti nazionali in cui, per motivi politici, programmatici e di partecipazione democratica, non si riconosce”.

Per la nota c'è un “panorama desolante che, per cittadini che come noi di “Popolari per Cesena” non hanno in tasca una tessera di partito o movimento, rafforza i dubbi e le perplessità su chi preferire il 4 marzo”. Quindi la domanda “Allora: chi sosteniamo?”

“Valutiamo prima di tutto la necessità di un richiamo per tutti alla partecipazione al voto, ritenendo questo uno degli elementi che da senso e credibilità ai risultati del voto, ma anche e soprattutto da valore all’intero sistema democratico parlamentare. In questo momento elettorale , come  Popolari per Cesena, riteniamo di  non esprimere una preferenza verso uno schieramento rispetto ad un altro; a noi interessa la Politica, il dialogo, le azioni e non gli aggiustamento, le sistemazioni da prima repubblica”.

“Però come Popolari per Cesena riteniamo che alcuni criteri siano indispensabili, ineludibili e da assumere per indirizzare le scelte che ciascuno dovrà compiere! Riteniamo, quindi, utile e importante richiamare questi criteri verso i quali vincolare il voto del 4 marzo prossimo.  Ci interessa una politica “moderata” nel senso di “non urlata”, non fatta di slogan e odio verso l’avversario, ma ragionata, con idee, progetti e, a monte, ideali. Riteniamo di dover rifiutare ogni forma di estremismo che tende a distruggere e a dividere. Siamo contrari a qualsiasi regime ideologico che faccia riferimento a comportamenti e ideologie totalitaristiche, peraltro già condannate dalla storia. Il nostro retroterra, la nostra storia, la nostra ispirazione sono il cattolicesimo democratico, il popolarismo, la dottrina sociale della Chiesa, il liberalismo democratico, la sussidiarietà”.

“Per noi la “democrazia” e la “partecipazione” sono dei punti fermi, anche se possono comportare rischi. Preferiamo una decisione così presa in comune accordo tra più persone, ad una presa dal “solitario illuminato” di turno. Siamo allergici agli “uomini soli al comando”. Pensiamo che la prima preoccupazione della politica sia quella di favorire e stimolare le dinamiche per il lavoro e un benessere diffuso per tutta la società, intervenendo ad appianare la distanza tra chi aumenta il proprio benessere e chi invece, specie tra il ceto medio, si sta sempre più impoverendo. E questo con un occhio di riguardo alle giovani generazioni, non costringendole ad una emigrazione forzata per trovare un lavoro consono alle proprie aspettative.  Così come è un punto fermo l’europeismo. Noi siamo per l’Unione Europea, siamo per una maggiore integrazione tra gli Stati fondatori dell’Unione e quindi non condividiamo minimamente la proposta, che fanno certi partiti, di chiudersi in un anacronistico nazionalismo degno di altri tempi”.

Ed ancora: “Siamo per un liberalismo solidale, in cui lo Stato faccia un passo indietro (o di lato) rispetto alla società e ai corpi intermedi (come la famiglia), intervenendo per sostenere le fasce più svantaggiate della popolazione, secondo il principio di sussidiarietà, senza la pretesa di gestire tutto in nome di una presunta competenza e superiorità. Siamo per la famiglia, “corpo intermedio” per eccellenza, pilastro della società. Un rafforzamento delle politiche famigliari non è un contentino dato ad una “categoria” sociale, ma è un contributo al benessere di tutta la società. Siamo per la libertà di educazione; vorremmo che le varie identità culturali potessero esprimersi e organizzarsi liberamente in campo educativo con pari possibilità in modo da lasciare alle famiglie e ai singoli cittadini la libertà di scegliere il proprio cammino educativo”.

“Siamo per la vita e quindi non condividiamo il tentativo palese o surrettizio di introdurre l’eutanasia nel nostro Paese. Vanno piuttosto studiate politiche atte a favorire la natalità, ovvero la “voglia” di mettere al mondo dei figli e di crescerli. Ci vuole prima di tutto una presa di coscienza della società e dei singoli, ma lo Stato deve fare la sua parte per favorire concretamente la possibilità di coniugare il lavoro e la famiglia.  Siamo coscienti che non esiste e non potrà mai esistere un partito “ideale” in cui tutti possano riconoscersi appieno nelle stesse scelte; dobbiamo però chiederci quali siano le priorità e i valori di base in cui ci riconosciamo e giudicare la posizione dei singoli schieramenti su tali argomenti”.

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