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Lunedì, 26 Settembre 2022
Politica

Elezioni, Rossi: "La Meloni a Palazzo Chigi, Bulbi in Parlamento: se sbaglio pago il caffè. Ferrini spina nel fianco della giunta"

“La Meloni è già a Palazzo Chigi grazie, soprattutto, agli errori imbarazzanti di Letta. A Cesena il terzo polo faticherà ad arrivare al 3%". Le previsioni del leader di Cambiamo in vista del voto del 25 settembre

“Non serve Nostradamus per indovinare i pronostici, mai così scontati, delle prossime elezioni politiche. A negarci anche l’ultimo brivido d’incertezza, Enrico Letta che, con una serie d’imbarazzanti autogol, già un mese prima della scadenza elettorale, ha firmato la condanna inappellabile del Pd. E così, io che non sono mai stato un oracolo nelle profezie, oggi mi sbilancio e vi dico esattamente, il 25 settembre, come andrà a finire: Giorgia Meloni presidente del Consiglio e sconfitta per il Partito Democratico che, almeno a livello locale, potrà consolarsi con Massimo Bulbi in Parlamento. Il terzo polo? A Cesena faticherà ad arrivare al 3%”.  Sono le previsioni di Andrea Rossi, capogruppo della Lista Civica Cambiamo che lancia la sua personale scommessa alla città: “Se sbaglio i pronostici - promette - il giorno dopo le elezioni, caffè gratis alla Cantera per tutti i cesenati”. 

“La Meloni è già a Palazzo Chigi - spiega - ma la vittoria prevedibilissima del centrodestra, mai come questa volta, sarà figlia dell’autolesionismo della controparte, leggasi Enrico Letta che ha gettato nel baratro tutte le aspirazioni del Pd. Nel mio libro ‘Chi vince festeggia, chi perde spiega. Le chiavi dei modelli di business aziendali per leggere un ballottaggio storico’ (Il Ponte Vecchio, 2021) c’è un capitolo dedicato al Canvas, ovvero un modello che, tra politica e contabilità, spiega gli errori da non commettere per vincere in politica. Ecco, Enrico Letta, con geometrica coerenza, li ha commessi tutti”. 

“In primis - analizza il fondatore della lista civica Cambiamo - ha deciso di non fare l’alleanza con i Cinque Stelle, sconfessando la strategia del ‘campo largo’, l’unica strada (o target di mercato) che aveva per implementare il suo naturale bacino di voti. Questa scelta ha generato un secondo macro-errore, dando forza ai pentastellati che, dopo aver toccato percentuali minime di consenso, smarcandosi dal Pd, hanno ritrovato la loro identità originaria e probabilmente anche una fetta di elettori. In questo modo, grazie a Letta, il Movimento ha interrotto la sua caduta verticale ed oggi, non a caso, i sondaggi li vedono in ascesa. Il terzo clamoroso abbaglio è stata la mossa con Calenda: mandando a rotoli quell’alleanza che avrebbe inerzialmente spostato il Pd verso un’area più moderata e progressista, Letta ha lasciato a metà quel processo di metamorfosi che avrebbe fatto nascere in Italia un nuovo polo di centro con una matrice democristiana. Invece, per non svincolarsi da Articolo 1 e dai Verdi, anche quel progetto politico è miseramente naufragato. Il quarto ed ultimo errore di Letta, figlio del terzo abbaglio, è stato quello di bruciare politicamente Calenda che, compromettendosi con la sinistra, ha perso di credibilità anche nei confronti dell’elettorato di centrodestra. E così, da arbitro della politica italiana e fondatore di un terzo polo attrattivo, il leader di Azione è tornato ad essere ciò che è sempre stato, ovvero - per dirla alla Pirandello - uno dei tanti personaggi in cerca d’autore. Ad aggravare il tutto la sensazione che, molto probabilmente, alla fine, Calenda sottrarrà voti più al Pd che al centro-destra. Insomma, considerando il sistema elettorale uninominale, il classico delitto perfetto”. 

“Le ricadute in chiave locale - secondo Rossi - non sono per nulla marginali: la candidatura di Ferrini con Calenda, ad esempio, è una spina nel fianco della Giunta attuale che certo, al di là delle rassicurazioni d’ordinanza, non uscirà ricompattata da questi nuovi scenari. Per altro, visto che qualcuno lancia delle provocazioni sul rapporto fra la lista civica Cambiamo e la nuova compagine di Calenda, la mia previsione è che, a Cesena, il terzo polo raccoglierà ben poco, faticando ad arrivare anche al 3%. Allo stesso modo, anche il flirt fra Lattuca e Capponcini, con il senno di poi, ha messo in imbarazzo un po’ tutti, consolidando l’idea che il Pd, anche a Cesena, non sia immune agli opportunismi elettorali. Unica consolazione per il centro-sinistra, e anche qui mi sbilancio, l’elezione pressoché certa di Massimo Bulbi nel collegio uninominale della Camera dei Deputati".

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