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Elezioni a Cesenatico, video sorveglianza e posto di polizia estivo nel programma di Gozzoli

Per Gozzoli "la sicurezza e la legalità sono temi troppo spesso strumentalizzati in campagna elettorale"

Nel giorno della ricorrenza della strage di Capaci, Matteo Gozzoli, candidato sindaco di centrosinistra, ha voluto concentrarsi sui temi della sicurezza, invitando a relazionare Alessandro Naccarato, membro della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle mafie e le altre associazioni criminali. Per Gozzoli "la sicurezza e la legalità sono temi troppo spesso strumentalizzati in campagna elettorale, noi vogliamo metterli al centro della nostra agenda politica, con azioni specifiche: un tavolo di confronto permanente con la Prefettura, potenziando il posto di polizia estivo e aumentando la collaborazione con i Comuni vicini, installando un sistema di video sorveglianza collegato a banda larga per contribuire al monitoraggio dei punti nevralgici del centro e dei quartieri e coinvolgendo i cittadini per la costruzione di un sistema di sicurezza integrato".

Enzo Lattuca ha dichiarato che "qui a Cesenatico ci sono sia i problemi ordinari, come i furti nelle abitazioni del forese, e quelli legati alla stagione estiva. Come Pd e come Governo lavoriamo cercando di non dare risposte demagogiche e populiste, per non scatenare un far west, la speculazione politica elettorale in materia penale è pericolosa, meglio agire con concretezza e razionalità". Sui furti in casa ha spiegato "come sia stato approvata alla Camera, e sia in via di approvazione in Senato, una riforma complessiva del codice penale, in cui viene triplicata la pena minima per furto con scasso in abitazione. Con questa misura si eviterà la scarcerazione immediata. Sulla legittima difesa si sta lavorando ad una proposta di legge per rendere più chiaro quando è legittima e quando no, per rendere meno discrezionale da parte del giudice il concetto. Poi sono in previsione detrazioni per le spese di messa in sicurezza della casa: allarme, inferriate, porta blindata".

Alessandro Naccarato ha dichiarato che nei Comuni in cui c’è stato un coinvolgimento attivo cittadini che si organizzano in accordo con le Prefetture, come nella proposta elettorale di Gozzoli, i furti in abitazione sono diminuiti sensibilmente. "Servono però corsi di formazioni, i cittadini devono essere riconoscibili e assolutamente disarmati". Sul potenziamento delle forze dell’ordine ha spiegato come siano stati sbloccati i contratti e fatte nuove assunzioni, cinquemila in due anni, in questo modo nelle zone turistiche si può assicurare più vigilanza in estate. "Stiamo anche lavorando sulla creazione della polizia municipale di prossimità, il vigile di quartiere".

Sulla legittima difesa ha aggiunto che vanno aumentate le garanzie del cittadino che subisce reato in casa, in primis vanno valutate le condizioni all'interno dell'abitazione,  ad esempio se in casa ci sono anziani, bambini o sono stati subiti furti violenti in precedenza, in questo caso si amplia la casistica della legittimità. Poi dipende dal comportamento di chi commette il furto, per esempio se il ladro è armato. "Dobbiamo evitare la corsa indiscriminata al possesso delle armi, meno armi ci sono in circolazione meno reati violenti si svolgono".  Naccarato ha poi introdotto il tema della criminalità organizzata: "quando si parla di sicurezza si parla troppo poco di mafia, ora branche economiche sono in mano alla criminalità, abbiamo segnali dalla zona romagnola che destano preoccupazione, quindi necessità di introdurre strumenti nuovi come la legge sull'auto riciclaggio. Fortunatamente il sequestro preventivo dei beni è un forte deterente".

E a proposito di criminalità organizzata, la commissione parlamentare antimafia prenderà in carico la vicenda Pantani, a seguito delle intercettazioni emerse di recente appartenenti ad alcuni affiliati alla Camorra. "Si è aperto uno scenario da approfondire, la situazione è più torbida di quello che si pensava". Infine sulla questione profughi, a fine 2014 è stato raddoppiato il numero delle commissioni che si occupano di verificare lo status di rifugiato politico, in questo modo l’intero percorso, compreso il ricorso al Tar, si conclude in meno di un anno. Quando diventa definitivo il diniego si pone il problema dei rimpatri, possibili solo nei paesi in cui ci sono accordi internazionali, e si sta lavorando per sancirne di nuovi oltre agli esistenti come con il Marocco e l’Algeria. "Sui rifugiati politici insistiamo per il modello dell’ accoglienza diffusa. Qui il dato locale è di un Comune che ospita tre milioni di turisti l’anno e la cui Amministrazione non riesce a gestire ottanta persone".

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