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Sabato, 1 Ottobre 2022
Politica

Elezioni, Massimo Bulbi (Pd) accende i riflettori sulla natalità: “Misure concrete e urgenti contro l’inverno demografico”

“L’Italia non ha futuro se non fa della natalità un grande tema politico – sottolinea Bulbi -. Per affrontarlo, occorre mettere in campo un pacchetto di misure che non si limitino a rendere possibile la nascita di un figlio, ma ne accompagnino la crescita fino all’età adulta"

Con 6,8 nati ogni 1.000 abitanti, l’Italia è il quinto Paese al mondo col più basso tasso di natalità ed è dal 2007 che ogni anno le morti superano le nascite, con un trend in costante peggioramento. “L’inverno demografico dell’Italia – afferma Massimo Bulbi, candidato PD alla Camera dei Deputati nel Collegio uninominale di Forlì-Cesena - nasce da un contesto di diffusa difficoltà economica, dall’impossibilità di mantenere un figlio o dal timore di non riuscire a dargli abbastanza. Nasce dal fatto che le famiglie spesso sono lasciate sole, costrette a cavarsela come possono. Scaricare sulle singole famiglie (o, peggio ancora, sulle sole donne) la responsabilità del calo demografico è miope e crudele. Significa non capire che il tema della natalità non è solo una questione intima, ma una questione di libertà, di giustizia sociale e di interesse nazionale”.

“L’Italia non ha futuro se non fa della natalità un grande tema politico – sottolinea Bulbi -. Per affrontarlo, occorre mettere in campo un pacchetto di misure che non si limitino a rendere possibile la nascita di un figlio, ma ne accompagnino la crescita fino all’età adulta. Perché le disuguaglianze in Italia riguardano soprattutto bambini e adolescenti, sempre più esposti al rischio di povertà e marginalità sociale. Al punto che oggi i destini di tanti bambini sembrano già scritti dalla nascita: dalle condizioni dei genitori e dal quartiere o città di residenza si può immaginare senza troppe sorprese il futuro di ragazze e ragazzi, derubati anche della speranza di un futuro diverso. Il nostro obiettivo è dimostrare che le storie di queste ragazze e questi ragazzi si possono riscrivere. Come vogliamo fare? Da un lato, è necessario garantire ai genitori la serenità necessaria a poter decidere di avere un figlio. Questo significa difendere il diritto a un lavoro di qualità, a una casa dignitosa e a una sanità pubblica efficiente. Dall’altro lato, l’Italia ha però bisogno di un nuovo e ambizioso piano per l’infanzia e l’adolescenza. Lo faremo innanzitutto garantendo una rinnovata attenzione ai primi 1.000 giorni di vita, prevedendo un rafforzamento degli investimenti in attività di prevenzione e promozione della salute materno-infantile Serve poi un grande investimento nel servizio integrato di educazione e istruzione da zero-sei anni, affinché la scuola dell’infanzia sia gratuita e obbligatoria in seno al servizio integrato e sia incrementato il fondo nazionale, per garantire la progressiva gratuità dei servizi educativi 0-3 anni ai nuclei familiari a basso ISEE. Vogliamo garantire l’accesso universale e gratuito di bambine e bambini alle mense scolastiche e impegnarci a far sì che ogni scuola primaria abbia una mensa. Vogliamo combattere il fenomeno della dispersione scolastica e fare delle scuole anche un luogo di aggregazione e integrazione. Tramite progetti specifici come, per esempio, su contrasto al bullismo e al cyberbullismo”.

“Infine – conclude Bulbi – voglio sottolineare un tema importante, quello che riguarda i fondi stanziati per il Bonus Nido. È infatti notizia di questi giorni l’esaurimento del fondo nazionale per il 2022. Si tratta di un sostegno fondamentale per le famiglie, considerando il periodo di crisi che il nostro Paese sta affrontando e le spese, da quelle per luce e gas fino a quelle legate al materiale didattico, in costante aumento. Per questo dobbiamo incrementare le risorse del fondo ed essere in grado di rispondere positivamente a tutte quelle domande che hanno i requisiti per accedere al bonus”.

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