Elezioni, il vescovo: "Rompere il cerchio perverso dell'astensionismo"

Impossibile non fare riferimento al discorso del “Non balconate”, ormai celebre, che Papa Francesco ha pronunciato nella sua visita del 1 ottobre a Cesena, un vero e proprio compendio della “buona politica”

In vista del voto del 4 marzo il vescovo di Cesena Douglas Regattieri ha inviato una nota pastorale, in cui – rivendicando il diritto e dovere dei cattolici alla vita politica attiva - si rivolge a cittadini, amministratori pubblici, candidati alla Camera e al Senato. Impossibile non fare riferimento al discorso del “Non balconate”, ormai celebre, che Papa Francesco ha pronunciato nella sua visita del 1 ottobre a Cesena, un vero e proprio compendio della “buona politica”, quella intesa in senso più alto.
 
Diffusa in questi giorni in duemila copie e disponibile in Curia (via don Minzoni, 47, Cesena). Spiega Regattieri: “Risuonano ancora nel nostro cuore le parole del santo Padre pronunciate il 1° ottobre 2017, nella nostra piazza del Popolo; specialmente quel richiamo incisivo, appassionato e convinto che egli rivolse a tutti: non balconate, non state al balcone, magari puntando il dito su chi sbaglia. Il Papa si è espressamente indirizzato a tutti coloro che hanno a cuore la costruzione della città terrena. Ha indicato le caratteristiche del buon politico precisando anche gli ingredienti necessari per condurre una buona politica. Sarà nostra responsabilità valutare i candidati proposti dalle varie forze politiche sul territorio, considerando i criteri di onestà, competenza, ideali e storia politica, capacità di operare per il bene comune, e anche i meccanismi della nuova legge elettorale”.


E aggiunge: “Il prossimo 4 marzo saremo chiamati a esprimere democraticamente il nostro voto per eleggere - come vuole la Costituzione - i nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. Poter scegliere le persone chiamate a governare la nazione risponde a quel dovere civile e a quella responsabilità per il bene comune a cui ci ha richiamato anche il Papa nel suo discorso a Cesena. Questo adempimento ci fa sentire pienamente partecipi della vita del nostro Paese. Il mio pensiero corre in special modo ai diciottenni che voteranno per la prima volta. Un semplice segno sulla scheda elettorale assumerà così un grande significato ed esprimerà il contributo vero ed effettivo di ciascuno alla vita pubblica e al bene comune. So bene che la politica non gode di buona salute e di stima nel pensiero e nella considerazione di tanti. Lo dimostra il diffuso assenteismo dalla partecipazione al voto nelle passate tornate elettorali. Bisogna rompere questo cerchio perverso e vincere la tentazione dello scoraggiamento e del senso della inutilità che possiamo subire nel momento in cui siamo chiamati a un gesto così alto e così carico di responsabilità come quello del voto”.

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