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Elezioni Europee, Molea (Forza Italia) a Cesenatico: “Difendiamo le nostre spiagge dalla Bolkestein”

Il candidato alle Europee Bruno Molea (Forza Italia) incontra i bagnini a Cesenatico: “In Europa dimostreremo che il 60% delle coste italiane è già libero, non serve mettere in ginocchio l’economia balneare”

“Ci sono ancora i margini per salvare le coste romagnole dalla Bolkestein: la scure delle aste sta mettendo in ginocchio il settore, va salvato. Il governo sta lavorando alla mappa che dimostra che in Italia non c’è scarsità di spazi liberi da concessioni e che la concorrenza è salva: in Europa chiederemo di non far applicare la direttiva per le concessioni demaniali in Italia”. Così Bruno Molea, dirigente nazionale del terzo settore e candidato alle Europee per Forza Italia nel collegio Nord Est, si è rivolto ieri sera ai bagnini di Cesenatico nel corso di un incontro informale che si è tenuto al Bagno Fernanda 37.

Molea, consigliere del CNEL – Consiglio nazionale economia e lavoro - che vive a Forlì ma da oltre 20 anni si divide tra la Romagna e Roma dove dirige uno dei più importanti enti di promozione sportiva del Paese, AiCS (Associazione italiana cultura sport), è stato già deputato e segretario della commissione vigilanza Rai tra il 2013 e il 2017 per la Lista Monti, si candida ora alle Europee nelle fila del PPE, con Forza Italia. Ieri sera ha incontrato un gruppo di imprenditori locali di Cesenatico e presentato le sue idee per la tutela delle piccole medie imprese e la difesa del territorio.

“La Bolkestein è una scure che da anni ‘congela’ il lavoro di migliaia di gestori di stabilimenti balneari: impossibile progettare, impossibile pensare al futuro se lo spauracchio delle aste va avanti a colpi di proroghe – dice Molea -. La Bolkestein è una direttiva pensata per agevolare la concorrenza ed evitare discriminazioni per chi intende stabilirsi in un Paese europeo diverso dal proprio per prestare servizi, e va applicata: su questo non si discute e chi pensa di cancellarla mente. Ma il nodo è un altro. La gestione, l’occupazione del demanio pubblico è residuale rispetto alla totalità delle risorse disponibili. La mappa che sta tracciando il tavolo interministeriale voluto da questo governo dice che oltre il 60% delle spiagge italiane sono ancora libere da concessioni: non c’è quindi scarsità di risorse e non si capisce quindi perché si dovrebbe attuare la direttiva sul 33% delle spiagge già date in concessione. In Europa porteremo questo come assunto, certi che la ricognizione delle risorse possa salvare gli imprenditori balneari da questa spada di Damocle e fermare le delibere dei Comuni che si sono già attrezzati per avviare le aste dal prossimo anno, salvando così anche i sindaci dal rischio di ricorsi a pioggia”.

Semmai utile è intanto un piano che riqualifichi le spiagge in concessione, in un’ottica di risparmio ambientale e uso oculato delle risorse. “Nel caso malaugurato di aste obbligate, c’è già un decreto pronto sugli indennizzi e lavoreremo su questo, specie per la quantificazione dell’avviamento dell’attività e del soprassuolo – anticipa Molea -, ma farlo ora sarebbe come accettare che si applichi sulle spiagge in concessione la Bolkestein. Bene invece chi intanto si prepara al peggio ripensando un piano industriale per il rilancio delle spiagge in concessione, che possa mettere i gestori attuali in una posizione di tutela nel caso di aste”.

Bruno Molea, forlivese di 69 anni, è anche presidente della Confederazione internazionale dello sport amatoriale che, nell’estate del 2023 ha portato in Romagna i suoi World Sports Games, giochi mondiali amatoriali, ai quali hanno partecipato oltre 5mila persone, provenienti da più di 40 Paesi diversi.  

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