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Lunedì, 24 Giugno 2024
Politica

Elezioni, Di Placido (Cambiamo): "Sul nuovo ospedale è sceso un silenzio che non può non preoccupare"

"Con questo silenzio, ormai é chiaro, si prova a mascherare l’imbarazzo per un progetto che oggi é avvolto nelle ombre dell’incertezza", incalza Di Placido

“La sanità di Cesena, per quel che riguarda il nuovo ospedale, potrebbe diventare un caso di studio o anche l’oggetto di una tesi universitaria.  Avremo il presidio ospedaliero più innovativo della regione Emilia Romagna, eppure di questo tema in città non se ne parla. Anche durante la campagna elettorale, che é l’occasione deputata per discutere di tutto lo scibile umano, dal Pd e dal candidato Lattuca su questo argomento sono arrivati solo deboli accenni. Segno che, dopo gli annunci in pompa magna di alcuni anni fa, qualcosa si é raffreddato". Lo afferma in una nota Luigi Di Placido, esponente della lista civica Cambiamo.

"Con questo silenzio, ormai é chiaro, si prova a mascherare l’imbarazzo per un progetto che oggi é avvolto nelle ombre dell’incertezza.  L’ultima volta che il tema é entrato a far parte dell’agenda politica della città é stato quando, come lista civica Cambiamo, abbiamo richiesto la convocazione di una Commissione ad hoc. Dopo di che, sul nuovo ospedale, é sceso di nuovo il silenzio.  In città si parla al massimo del ‘contenitore’, ovvero di quanti piani avrà o del numero dei posti letto, ma sui ‘contenuti’ nessuno azzarda previsioni. E questo, ovviamente, ci preoccupa.  Benché la nostra resti ancora una sanità di qualità, anche a Cesena le criticità non mancano, criticità che dovrebbero diventare oggetto di un serio e approfondito confronto anche a livello regionale, visto che lì nascono le decisioni che si riverberano sui territori. Ci sono problemi nel reperimento dei primari, nella gestione del personale, nelle liste d’attesa, nella crescita della rete oncologica, nella modernizzazione della medicina territoriale. Tutte questioni che, per quanto comuni a tutto il sistema Italia, a Cesena vengono affrontate sempre in maniera marginale come se la sanità, in una società che gradualmente invecchia, non fosse una priorità".

"Non fa eccezione, come detto, neppure il nuovo ospedale, sul quale si sa davvero poco. Non si conosce la data di inizio lavori, non si conoscono i costi precisi del progetto e neppure quando vi sarà l’adeguata copertura finanziaria. Non si vede con certezza il futuro delle nostre eccellenze, come il Trauma Center o il Centro Grandi Ustioni. Non sono dettagli da poco perché sarebbe paradossale se il nuovo ospedale, alla fine, provocasse un depauperamento dei servizi.  Non è ancora chiaro, inoltre, se il nuovo ospedale beneficerà dell’insediamento universitario di Medicina di recente istituzione in Romagna: quando e in quale maniera diventerà anche azienda universitaria? Domande la cui risposta cambia sensibilmente la valutazione sul futuro della nostra sanità.  Così come nessuno conosce il destino del vecchio ospedale ‘Bufalini’. Cosa ne faremo una volta terminato il nuovo presidio? E’ stato detto che una parte corrispondente all’attuale Piastra diventerà una Casa della Salute, un progetto che più volte abbiamo invocato visto che Cesena é uno dei pochi territori ancora sprovvisti di questi presidi. Per questo, ci spaventa l’idea che, per avere la Casa della Salute, la comunità cesenate dovrà aspettare ancora così tanti anni, visto che - come detto - nessuno conosce la data in cui l’opera verrà iniziata né tantomeno quando verrà conclusa. La nostra proposta, dunque, é quella di pensare a delle sedi alternative, anche tenendo conto del fatto che non é assolutamente vero - come ha detto il sindaco Lattuca - che il punto Ausl vicino alla stazione diventerà una Casa della Salute. Il progetto, infatti, parla di un Centro Operativo Territoriale che, come noto, é ben altra cosa".

"In ogni caso, quello della destinazione del vecchio ‘Bufalini’ é un tema centrale sul quale, in più occasioni, abbiamo formulato le nostre proposte. Secondo noi, infatti, preservando la sua connotazione sanitaria, quella potrebbe essere la destinazione ideale per la sede di un nuovo centro all’avanguardia per la ricerca e lo studio di nuove tecnologie biomediche.  E, a tal riguardo, non possiamo non commentare la proposta che, sul tema, é arrivata nei giorni scorsi da Patto per Cesena. Una proposta, per la verità, un po’ bizzarra che sembra ignorare il fatto che, nell’attuale Piastra, come ampiamente annunciato, é prevista la Casa della Salute, e quindi la destinazione sanitaria è già definita da tempo.  Patto per Cesena, però, si spinge oltre, proponendo di trasferire proprio al ‘Bufalini’ una parte degli uffici comunali. Un’idea che definiamo ‘lunare’ visto che questa amministrazione, anche recependo una serie di nostre sollecitazioni, ha già cominciato a decentrare una serie di servizi amministrativi attraverso i famosi Hub di quartiere. Si tratta di un progetto che potrebbe certamente essere organizzato in maniera più strutturata ma che, nella logica dei servizi di prossimità, ha sicuramente un senso logico. Dirottare gli uffici comunali nell’attuale ospedale, solo per decongestionare il traffico del centro storico, ci pare invece la classica boutade del tutto decontestualizzata dalla realtà che, oltretutto, dimostra come, per qualcuno, i servizi online evidentemente siano secondari.  A questa amministrazione, evidentemente, piacciono le strade impervie: oggi, per accedere ai servizi comunali, devi arrampicarti sulla scalinata di piazza del popolo, domani bisognerà imboccare le salite dell’ospedale. Un controsenso ma soprattutto un’idea in netto contrasto con chi, da tempo, si lamenta per il complicato accesso del Bufalini da parte di anziani e disabili”.

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