Elezioni, Cesena SiamoNoi: "Il Comune faccia consulenza sugli sfratti"

"È necessario riorganizzare e potenziare opportunamente l'Ufficio Casa del Comune di Cesena anche con competenze legali, prevedendo la possibilità di offrire consulenze sugli sfratti. Occorre ampliare il ruolo della Società per l'Affitto"

“Intendiamo approntare celermente politiche pubbliche in grado di trasformare il mercato degli immobili, riportandolo a strumento di risposta ad esigenze sociali e aggiornandolo alle più moderne soluzioni di compatibilità ambientale. È necessario riorganizzare e potenziare opportunamente l'Ufficio Casa del Comune di Cesena anche con competenze legali, prevedendo la possibilità di offrire consulenze sugli sfratti. Occorre ampliare il ruolo della Società per l’Affitto, anche approntando una campagna di promozione costante e puntuale presso proprietari e possibili affittuari”: è la proposta di Vittorio Valletta, candidato sindaco del Movimento Cesena SìAmo Noi.

Continua Valletta: “Nelle grandi Aree di Trasformazione e nei Piani di Riqualificazione Urbanistica previsti nel vigente PRG occorre definire una quota di appartamenti da locare a prezzo convenzionato per un periodo di tempo determinato. Il Comune deve riprendere uno stretto controllo del patrimonio immobiliare abitativo ed effettuare una verifica di efficacia del rapporto con ACER, sollecitando una maggior comunicazione con gli utenti, una maggior prontezza nella soluzione dei problemi ed un piano di ristrutturazioni con obiettivi di efficienza energetica e salubrità dei locali. Va anche studiata la possibilità di un ritorno alla gestione diretta di questo patrimonio da parte del Comune. Occorre proseguire una politica per cui tutti gli immobili pubblici presentino alti standard di qualità energetica e abitativa per garantire la salubrità degli ambienti e quindi la qualità della vita”.

“A lungo termine e in base alla risorse disponibili, sarebbe auspicabile un censimento dei locali ed edifici pubblici ai fini di una conoscenza e migliore impiego del patrimonio non utilizzato.

Un primo, importante passo concreto: il necessario processo di rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica può concretamente partire dai progetti in atto su superfici in grande parte di proprietà pubblica, prevedendo una consistente percentuale riservata all’ERP/ERS e dalla pianificazione annuale dell’assegnazione di alloggi. Ripristinare lo strumento del PEEP prevedendo alti standard di qualità energetica e abitativa ai fini di una politica calmieratrice dei prezzi ed orientativa delle soluzioni eco-tecnologiche per il mercato degli immobili. Riesaminare l’efficienza delle società partecipate nella gestione del patrimonio pubblico al fine di ridurre i costi delle procedure di alienazione ed escludere le vendite degli immobili di alto valore storico-architettonico”.

Sempre, spiegando i propositi per la casa: “Approntare nuove modalità di alienazione in grado di recepire i seguenti principi (reale riduzione dei costi del procedimento, incentivi e priorità per gruppi di co-housing che intendano realizzare complessi abitativi ad elevata compatibilità ambientale e socialmente equilibrata, il raggiungimento di performance ambientali) e reinvestimento di parte degli introiti nella realizzazione di edilizia sociale. Vanno incentivate le soluzioni di iniziativa privata contenenti alte finalità sociali, fuori dalle logiche di libero mercato, quali il co-housing che permette la nascita di comunità con finalità di sostenibilità ambientale ed economica; la condivisione di spazi, di attrezzature e risorse agevola la socializzazione e

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progetti virtuosi quali la costituzione di gruppi di acquisto solidale, il car-sharing, il risparmio energetico. Vanno favorite anche iniziative di autocostruzione su terreni pubblici e recupero di edifici pubblici esistenti. Giovani famiglie devono potersi associare liberamente sotto l'attenta regia dell'amministrazione comunale, acquistando terreni di proprietà pubblica a costo agevolato per realizzare unità abitative dotate di servizi comuni a costo notevolmente inferiore ai prezzi fissati dal mercato immobiliare. Prevediamo eventuali contributi per l’acquisto della prima casa per singoli e coppie con reddito ISEE inferiore a 12.500 €. e incentivi per iniziative che intendano realizzare complessi abitativi ad elevata compatibilità ambientale e socialmente equilibrati”.

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