Elezioni, Valletta (Cesena Siamo Noi) propone il Piano Regolatore Sociale

"Proponiamo quindi l'adozione del Piano Regolatore Sociale (PRS) quale strumento per la ristrutturazione del sistema locale del welfare e quale documento programmatico di definizione delle politiche sociali"

Politiche sociali, welfare e sanità: su questi temi approfondisce le sue proposte Vittorio Valletta, candidato a sindaco del Movimento Cesena SìAmo Noi: “Oggi le realtà locali vivono il problema del crescente impatto sociale e ambientale della competizione globale ed al tempo stesso vengono chiamate ad assumerne la responsabilità di curarne gli effetti. Come collettività dobbiamo puntare alla riduzione delle disuguaglianze, e all’aumento della sensibilità sociale; per questo è importante una lettura attenta dei bisogni ed una conseguente programmazione. Il cittadino deve essere protagonista nel ridisegnare il sistema di welfare nella nostra città”.

Per Valletta è “fondamentale che i servizi sociali e sanitari dialoghino tra di loro e con i cittadini per dare risposte univoche ai bisogni espressi, e per disegnare un modello alternativo di gestione del welfare che sappia mettere al centro la persona come soggetto attivo superando il modello puramente assistenziale che non da soluzioni ai problemi, anzi li cronicizza. Questo processo richiede l’elaborazione di politiche coerenti piuttosto che una serie di servizi più o meno estesi a seconda della disponibilità finanziaria, serve l’elaborazione di una strategia che identifichi i bisogni della comunità. Proponiamo quindi l’adozione del Piano Regolatore Sociale (PRS) quale strumento per la ristrutturazione del sistema locale del welfare e quale documento programmatico di definizione delle politiche sociali per il Comune di Cesena”.

“ll PRS assumerà la funzione di armonizzare le politiche sociali, sanitarie, urbanistiche, della scuola, dell’ambiente, affinché gli interventi sociali non rimangano confinati nella sfera assistenziale senza una reale integrazione con le politiche complessive. Disegnerà inoltre la cornice ai diversi percorsi che gradualmente i nuovi consigli di quartiere saranno chiamati a promuovere nel settore delle politiche sociali. Occorre esaltare il carattere pubblico delle politiche sociali non in antitesi al processo di privatizzazione dei servizi, ma per invertire un processo che sottrae alla vita politica pubblica la discussione riguardo ai beni e ai problemi sociali. Il benessere sociale infatti va inteso come progetto complessivo della città poiché la mancanza di benessere collettivo si ripercuote sulla salute individuale in forma di rischio o di minaccia, mentre l’affermarsi del benessere collettivo, percepito e reale, costituisce una pre-condizione all’attivazione di processi positivi per la salute individuale”.

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“L’esperienza ci insegna che privatizzare i servizi oltre a determinare condizioni contrattuali e di lavoro peggiorative per i dipendenti che seguono il servizio esternalizzato, offre alla cittadinanza un servizio più scadente per qualità (l’ente pubblico non segue le logiche del profitto il privato si) e spesso i costi per l’amministrazione pubblica sono maggiori, per questo è necessario contrastare la progressiva privatizzazione dei servizi pubblici”.

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