Sicurezza, i programmi a confronto, tra gli incentivi per gli allarmi al monitoraggio h24 delle telecamere

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo). Le risposte mancanti non sono pervenute dai candidati.

DOMANDA:  Un tema che è centrale è quello della sicurezza. Non bastano fredde statistiche, che per altro non danno la dimensione esatta del fenomeno in quanto basate solo sulle denunce, e non è neppure più spendibile il solo tema della “percezione”. I cittadini chiedono al sindaco un protagonismo su questo punto, anche se sappiamo che la competenza è soprattutto dello Stato. Come intende intervenire.

Enzo Lattuca (centro-sinistra)

La piena realizzazione di un sistema integrato orientato alla prevenzione del degrado, dell’inciviltà e della emarginazione sociale, intesi come fattori che accrescono il sentimento di insicurezza e di paura, non può non passare dalla collaborazione della comunità stessa ai processi di sorveglianza, controllo e segnalazione, lasciando allo Stato il ruolo di repressione degli illeciti. Le nuove sedi del Commissariato di Polizia e della Caserma dei Carabinieri impongono una equa dotazione di personale per il territorio cesenate parificata a quella delle città capoluogo di Provincia.

L’attivazione del Controllo di Vicinato rappresenta uno strumento sussidiario di sicurezza partecipativa che richiede il coordinamento dell’Amministrazione come tramite tra le segnalazioni dei cittadini e la capacità di intervento delle forze dell’ordine. Da ultimo occorre completare il progetto di videosorveglianza pubblica e incentivare le imprese e i privati all’installazione di sistemi di sicurezza.

Antonio Barzanti  (Casa Pound)

I dati non sono tutto, ma indicano come il problema sicurezza sia tutt’altro che una questione di percezione o, come ha dichiarato il candidato del PD, una chiacchiera da bar. Un sondaggio della Demopolis, dello scorso autunno, indica che per il 62% dei cesenati questo è il problema più grande in città. Mentre la graduatoria stilata dal Sole24Ore vede la provincia Forli-Cesena all’ultimo posto in Romagna per la qualità della vita. Il motivo principale? Il grande numero di scippi, rapine e furti.Le amministrazioni PD hanno sempre minimizzato, e sono state totalmente incapaci di agire concretamente per contrastare questi fenomeni. Hanno annunciato un progetto faraonico di video sorveglianza, che dopo 3 anni è ancora totalmente incompleto e inefficace. Dovevamo diventare la città più videosorvegliata d’Italia, ma alla resa dei fatti le poche telecamere non sanno neppure dare una identità a chi commette crimini, servendo esclusivamente a fornire filmati da visionare il giorno dopo l’evento. Queste sono le nostre proposte, concrete e realizzabili.

Centrale di videosorveglianza presidiata H24 da personale, che segua in diretta le immagini, e all’occorrenza predisponga pronti interventi. Potenziamento e formazione del corpo della Polizia Municipale, un organo a diretta dipendenza del sindaco. La Polizia Municipale va maggiormente impiegata per il presidio del territorio in funzione di controllo e sicurezza. Utilizzo del DASPO urbano per chi commette reati quali abusivismo, accattonaggio molesto e gesti violenti come il danneggiamento delle proprietà pubbliche e private. Maggiore e migliore illuminazione nelle frazioni, in particolar modo quelle che rimangono ancora buie.

Claudio Capponcini (Movmento 5 Stelle)

IL M5S ha iniziato fin dalla roboante presentazione del progetto faraonico delle telecamere nel 201 5(e non da adesso) a interessarsi e contrastare in consiglio comunale e nelle commissioni, questo modo di intendere la sicurezza da parte di Lucchi & C: percezione. Rileggete l’articolo di Marzo (far west alla stazione) dove si elencano, oltre le cose vergognose e ributtanti che si vedono ogni giorno, le misure vere da adottare vista l’inadeguatezza delle costosissime telecamere di Lucchi. Lì c’è tutto. E’ sufficiente leggere e riportare quello per evidenziare il marcio che c’è adesso dopo la “cura” Lucchi, e le misure da adottare da noi suggerite, non solo sui media ma soprattutto in consiglio comunale e sistematicamente bocciate dalle giunta Lucchi i; il quale nell’ultimo anno e col governo non più a lui amico, si è svegliato per chieder aiuto e rimpolpare l’organico della PM, misura che però l’ineffabile comandante della PM si è affrettato a dire non necessaria per rassicurare il popolo, intanto che le spaccate continuavano e lo spaccio aumentava di fronte alle scuole dei nostri figli.

La cura vera non sta nelle telecamere (450 era il progetto iniziale per 10 milioni di €; dopo 4 anni montate 28 alla stazione dove la delinquenza e lo spaccio sono liberi anche di giorno), e non sta nemmeno nel curioso e inquietante invito che il candidato sindaco della sinistra fa nel suo programma ai cittadini privati e alle imprese (“incentivare le imprese e i privati all’installazione di sistemi di sicurezza”), da cui si capisce che adesso la sicurezza per lui viene demandata alla buona volontà dei privati in cambio di incentivi, perché l’amministrazione che si immagina questo candidato non sarà in grado di garantirla. Noi vogliamo: più pattuglie stazionanti nei punti critici nelle ore di punta e di notte (nelle ore di entrata e uscita dei ragazzi da scuola al Cubo, di notte alla stazione per cominciare), coordinamento vero con le FFOO, controllo telecamere 24h/24,  team antidegrado e controllo di vicinato; tutto  questo sarà nostro compito realizzarlo con le forze del comune senza delegati e senza incentivi.

Andrea Rossi (centro destra)

Il problema sicurezza è la più seria problematica che ereditiamo dai due mandati di Paolo Lucchi che, anziché occuparsi seriamente della questione, ha sempre percorso la strada della mistificazione, dando dei visionari a tutti quei cittadini che, in questi anni, subivano furti e denunciavano una chiara recrudescenza della micro-criminalità. Cito un esempio per rimarcare la differenza. Quando una ragazza cesenate è costretta a cambiare strada per evitare d'incorrere nelle molestie di un drappello di sbandati, quella ragazza sta subendo una chiara limitazione della propria libertà personale. Di quell'episodio non vi sarà traccia nelle fredde statistiche sulla criminalità perché, a conti fatti, nulla è accaduto. E invece, secondo noi, è accaduto qualcosa che non può essere sottovalutato perché in una città come Cesena non ci possono essere zone 'a rischio', ovvero luoghi ormai dominati da spacciatori e malviventi dove avventurarsi diventa un serio rischio per la propria incolumità. Ecco, questa è la differenza tra chi ragiona solo sulle statistiche e chi, come noi, vuole affrontare il problema in maniera più organica e radicale.

Per far tornare Cesena una città sicura servono nuove misure, ma serve soprattutto una nuova visione. Al grido di "meno multe più presidio", abbiamo sempre detto che la carenza degli organici non può rappresentare un alibi. Oltre a reclamare nuovi agenti, infatti, è importante garantire un’organizzazione più logica delle risorse. E non mi riferisco solo agli agenti della Municipale che, in ogni caso, doteremo di unità cinofile. Esistono infatti delle efficaci strategie di prevenzione che partono dal coinvolgimento dei cittadini. Azioni di presidio sinergiche che, con l’aiuto di pensionati, assistenti civici e militari in congedo garantiscono un controllo capillare del territorio. Con la strategia del ‘controllo di vicinato’, ad esempio, attraverso una semplice chat whatsupp, si ottengono risultati tangibili e costanti. Ma per fare questo è fondamentale la formazione, ovvero educare i cittadini alla cultura della sicurezza per far capire che la collaborazione sul territorio conviene a tutti. Tra i nostri progetti c'è l'agente di prossimità, ovvero un vigile a presidio di ogni quartiere. Le telecamere sono importanti, ma serve anche un’attenta mappatura dei luoghi ‘sensibili’ che, oggi, i cesenati conoscono sin troppo bene, a partire dalla stazione ferroviaria che, proprio per colpa dello scarso presidio, pur essendo vicina alle scuole, è diventata un’area ad alta densità di spaccio e criminalità.


Davide Fabbri (Cesena in Comune)

Le nostre proposte vanno nella direzione di realizzare un piano integrato di interventi finalizzato a garantire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini. Nella consapevolezza che le competenze comunali di pubblica sicurezza del sindaco non sono tante. Il problema va affrontato per contrastare tutti gli elementi di criminalità (soprattutto micro) e per contribuire allo sviluppo di un rapporto sereno tra forze dell’ordine e cittadini, quale elemento virtuoso della convivenza nella città. La Polizia Locale è un ufficio importante della macchina comunale, che bisogna valorizzare con l’accrescimento professionale dei suoi addetti, soprattutto per l’uso sempre più frequente di nuove tecnologie. Occorre puntare su una centrale operativa più efficiente, ottimizzando il personale in funzione del carico di lavoro e dei sistemi di videosorveglianza; una centrale che sappia dialogare col cittadino e sappia risolvere i problemi con il coordinamento degli operatori di Polizia Locale esterni, che dovranno essere motivati e preparati alle situazioni che si presentano; occorre mirare alla prevenzione con nuovi strumenti a disposizione della Polizia Locale con la conseguente inevitabile “repressione” non finalizzata a far cassa, ma a garantire una sicurezza sempre maggiore sia sulle strade che sul territorio; organizzare il servizio con la presenza sul territorio di operatori preparati professionalmente, commisurati alle necessità, soprattutto nelle ore diurne dove il traffico è più pressante, ottimizzando il controllo stradale sulle arterie più importanti per garantire una migliore sicurezza stradale. Occorre modulare l’assetto operativo in funzione delle reali esigenze dei cittadini soprattutto nei luoghi maggiormente frequentati dalle utenze più deboli (scuole, parchi, centri di aggregazione); occorre incrementare il presidio del territorio da parte della Polizia Locale, incentivando l’impiego di auto elettriche e di biciclette; stimolare, dove possibile, accordi con le amministrazioni dei comuni limitrofi per servizi congiunti temporanei, anche serali.

L’agente di quartiere (o di prossimità) è una figura importante in quanto punto di congiunzione tra il cittadino e istituzione. Occorrerà rafforzare la presenza nei quartieri con l’istituzione della pattuglia di prossimità, che affianchi con l’ufficio mobile l’agente di quartiere per uno stazionamento a disposizione dei cittadini. Saranno incrementati i compiti dell’agente di quartiere, includendo la segnalazione di disfunzioni nella vita locale (situazioni di pericolo, problemi di viabilità, disordine, immondizie abbandonate, etc.). Proponiamo l'istituzione di una linea telefonica di ascolto comunale, di supporto psicologico e di pronto intervento per le vittime dei piccoli reati. Uno strumento di rassicurazione e di riparazione delle vittime.


Luca Capacci (Fondamenta)


Ci siamo attentamente interrogati sul tema e, come per le altre questioni, vogliamo affrontarlo dalla radice; si tratta di un tema molto complesso anche perché riguarda diversi livelli (da quello comunale fino a quello statale) e diversi ambiti (forze dell’ordine, giustizia, ecc). Come si diceva e come per tutte le questioni, andremo ad agire alla radice del problema: spesso chi compie reati o ha un’organizzazione potente alle spalle da combattere (per cui non si risolve il problema punendo l’”ultimo anello della catena”), oppure ha una situazione di disagio (sociale o economico) da risolvere.
In primis, lavoreremo dunque per ciò che crea davvero sicurezza nei luoghi: il renderli vivi. Per questo, nel piano di manutenzione che proponiamo da subito, trova spazio l’illuminazione pubblica, per portarla dove manca e serve, e per aggiustare quella non funzionante. Vi sarà poi il recupero di edifici dismessi in tutto il territorio comunale per trasformarli in luoghi in cui fare cultura, sport, luoghi d’incontro per i quartieri, spazi polifunzionali: diverranno luoghi vivi e animati. Ci saranno poi interventi minori, come un progetto per la street art diffusa e l’ampliamento di iniziative come “Cesena cammina” in tutto il territorio. 

Non nascondiamo ci sia un problema legato alla sicurezza (la presenza mafiosa nel nostro territorio è elevatissima come testimonia il processo Aemilia) ma crediamo che soluzione non possa essere quella di mettere delle telecamere che registrano il reato o fare le “ronde”, compito che non dev’essere del cittadino ma dello Stato. Non spendiamo parole poi su chi vuole mettere qualcuno h24 a controllare gli schermi delle telecamere. Lavoreremo certamente per sostenere le forze dell’ordine (sia quelle di competenza statale che quelle di competenza comunale) e le organizzeremo meglio nel territorio; lavoreremo poi per superare il controllo di vicinato, che non dobbiamo creare “ronde” o strumenti per controllare il vicino di casa ma per vivere la propria frazione e il proprio quartiere. Rendere vive le nostre città dando un futuro e un presente economico e sociale ad esse e ai cittadini che le vivono. Questa è la vera sicurezza.

Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi)

La sicurezza del territorio è obiettivo fondamentale da raggiungere in tempi brevi, lavorando sul coordinamento di strumenti e forze. E’ importante intraprendere programmi diffusi di rigenerazione urbana dello spazio pubblico:  una città vissuta è una città più sicura (con progetti mirati per la Stazione e aree abbandonate lungo la ferrovia). Per raggiungere obiettivi tangibili e monitorarne puntualmente i risultati istituiremo la figura del Security Manager, che progetterà tutte le attività in tema di sicurezza e farà da collegamento fra Amministrazione e le istituzioni preposte a garantire sicurezza e ordine pubblico.

Faremo richiesta agli enti competenti per aumentare la dotazione sul territorio di Polizia e Carabinieri. È possibile agire sulla Polizia Municipale, attraverso la mobilità volontaria tra Enti e lo spostamento da attività di ufficio, per una maggiore presenza di agenti attivi sul territorio. Per il controllo di vicinato, insieme alla Polizia Municipale, ci avvarremo di esperti  a supporto.

Il progetto MAN lanciato dall’amministrazione uscente è di vecchia concezione e molto costoso: è possibile oggi utilizzare telecamere più evolute con drastico abbassamento dei costi di installazione e velocità di realizzazione. L’installazione di telecamere pubbliche intelligenti, nell’ambito di un progetto coordinato dal Security Manager, permetterà di vigilare in maniera puntuale sulla sicurezza delle aree produttive e commerciali. E’ fondamentale promuovere il radicamento della cultura della legalità ad ogni livello. In una città dove tribunale e difensore civico sono stati soppressi, vogliamo attivare un percorso per la realizzazione dello sportello di prossimità, per tutte le pratiche che non necessitano dell’assistenza di un legale.  Come altri comuni nella nostra regione, per garantire la correttezza degli appalti, rafforzeremo l’utilizzo di clausole in conformità con la normativa per avere garanzie chiare dai partecipanti a corredo dell’offerta. Supporteremo una rete di osservazione monitoraggio e denuncia delle situazioni a rischio di infiltrazioni mafiose, come ad esempio l’utilizzo delle sale gioco per il riciclaggio di denaro sporco, per cui la nostra provincia è tra le prime dodici a livello nazionale. Cesena risulta essere una delle zone d’Italia più afflitte dalla piaga del caporalato: la difesa del lavoro regolare e giustamente retribuito è un baluardo contro il degrado sociale e umano e un presidio di sicurezza sociale.

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