Elezioni, le interviste di CesenaToday. Zoffoli: "Niente tasse per chi crea nuova impresa"

Quale la ricetta del centro-destra per il futuro di Cesena? Ecco l'intervista a Gilberto Zoffoli, alla guida di una coalizione formata da Forza Italia, Nuovo Centro destra, Pri per fermare il declino e Fratelli d'Italia

Domenica 25 maggio i cesenati si recheranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Ben 8 sono i candidati a sindaco che si fronteggiano e che propongono le loro diverse ricette per la città. CesenaToday li intervista uno ad uno, per scegliere con più consapevolezza il futuro primo cittadino. SU CESENATODAY ANCHE LO SPECIALE ELEZIONI. Ecco l’intervista a Gilberto Zoffoli, candidato del centro-destra, alla guida di una coalizione formata da Forza Italia, Nuovo Centro destra, Pri per fermare il declino e Fratelli d’Italia.

Politiche per il centro storico. Quali azioni operative dovrebbe intraprendere con immediatezza il Comune per affrontare le questioni che determinano l’insoddisfazione dei commercianti?
Due: da una parte rendere più facile entrare in centro, in modo da renderlo concorrenziale con gli spazi dei centri commerciali; e dall’altra alleggerire i commercianti dalle tasse, per evitare quelle serrande chiuse che purtroppo stanno diventato sempre più frequenti. Come coalizione abbiamo dedicato una parte specifica alle politiche del centro storico. Vogliamo eliminare Icarus, costruire un parcheggio interrato sotto viale Mazzoni e rendere gratuita la prima ora di sosta nelle zone limitrofe al centro. Allo stesso tempo tutti i commercianti potranno beneficiare dello sgravio di un punto di Imu e, soprattutto, in centro aboliremo completamente la tassa di occupazione del suolo pubblico. Proprio così: non si pagherà più per tenere tavoli all’aperto o promuovere eventi di aggregazione. Un provvedimento costoso, ma possibile, e per il quale abbiamo già studiato le coperture.



Sempre sul centro, Icarus e parcheggi. Con Icarus è necessario partire dal presupposto che il futuro sindaco se lo ritroverà, volente o nolente, attivo e in funzione. Quale gestione del controllo dei varchi? E quale “ricetta” per la sosta in centro?
Non siamo contro la zona a traffico limitato, e anche noi siamo convinti che gli spostamenti debbano essere sempre più eco – sostenibili. Ma non possiamo vivere fuori dal mondo. Una famiglia con carrozzine e bimbi, o un anziano, non possono permettersi di parcheggiare nella zona Monte per andare in piazza del Popolo, né possono pagare troppi euro per la sosta. Diversamente si decide di andare nei più comodi nei centri commerciali. Icarus è un sistema sproporzionato per Cesena, psicologicamente deleterio. Allora nei primi cento giorni spegneremo le telecamere elettroniche, e riformeremo la sosta, con un’ora di parcheggio gratuita.

Lavoro, se deve fare una scala di priorità in che considerazione tenere l’occupazione? Cosa può fare il Comune su questo tema?
L’occupazione ha il primo posto. Non solo per un fatto di giustizia sociale, ma anche perché se non rendiamo le persone in grado di mantenersi da sole, per il Comune sarà sempre più difficile amministrare la città assicurando la qualità dei servizi e garantendo una rete assistenziale efficace. Quello che ci differenzia rispetto all’attuale giunta, è che noi siamo convinti che il rilancio dell’occupazione passi dalla creazione di un terreno favorevole alle imprese a Cesena. Non come accade ora, con le aziende caricate di tasse e burocrazia fino al soffocamento. Due esempi per spiegare la mentalità di questa giunta: l’Imu per i fabbricati produttivi spinta al massimo di legge, e la creazione diretta di posti lavoro - se così si possono chiamare quelli previsti nel 'Pacchetto lavoro' - da parte del Comune facendo leva su lavori socialmente utili della durata di qualche mese. Una follia, sia sul piano culturale che su quello amministrativo. Noi proponiamo di alleggerire l’Imu in capo alle imprese e di creare una “no tax area” per chi decide di insediare la sua attività a Cesena creando posti di lavoro: per due anni non dovrà pagare tasse di nessun genere”.

Tasse, la sua proposta operativa sulla programmazione dei tributi locali.
I cesenati oggi pagano troppe tasse. Noi vogliamo ridurre la pressione fiscale. Entro i primi cento giorni via un punto di Imu sui fabbricati produttivi, abolizione della tassa di soggiorno, sconto del 30% sulla tariffa di occupazione del suolo pubblico (che diventerà completamente gratis in centro), no tax area di 2 anni per le nuove imprese, e nessun aumento dell’addizionale Irpef e degli altri oneri tributari.

Ambiente: spinose sono le questioni relative ai possibili inquinamenti alla Busca e nelle vecchie discariche ormai “dimenticate”. Come affrontarle? In generale, quale politiche per i rifiuti e con quali obiettivi?
Per quanto riguarda la discarica dimenticata di Rio Eremo, abbandonata dalla fine degli anni Ottanta, è nostra intenzione completare subito gli ultimi due lotti della messa in sicurezza, inspiegabilmente dimenticati dal Comune nonostante i rilevamenti allarmanti effettuati sulle acque sotterranee da Arpa e da un istituto privato, con lo sforamento di diversi parametri sensibili. Vogliamo poi favorire il recupero dello scarto, favorendo la raccolta delle eccedenze alimentari da distribuire alle famiglie in difficoltà, e anche attraverso la riduzione della Tares per i soggetti donatori (siano essi produttori i distributori)”.

La variante di salvaguardia, con la riduzione delle aree edificabili, cambia positivamente l'indirizzo sull'eccessiva urbanizzazione del territorio avvenuta negli ultimi decenni?
Bene la preoccupazione per ridurre le aree edificabili. L’ambiente e il verde sono beni da tutelare. Male, anzi malissimo, il metodo scelto. A Cesena manca un pensiero urbanistico. Siamo uno degli ultimi comuni in Emilia Romagna che ancora devono fare il Piano strutturale comunale, quello che una volta si chiamava piano regolatore. Quello è lo strumento previsto dalla legge per decidere l’organizzazione del territorio, da redigere attraverso un ampio dibattito cittadino, cui tutti devono partecipare. La Variante di salvaguardia è una scorciatoia per decidere unilateralmente a chi concedere e a chi no la possibilità di costruire. Ciò è ingiusto ed espone il Comune a cause milionarie da parte di cittadini che si sono visti ritirare l’edificabilità. Io, che di mestiere faccio l’ingegnere, ho già sentito di persone intenzionate a fare ricorso.

Sicurezza, che risposte si possono dare all’esigenza elementare di vivere serenamente?
E’ un problema grave, perché determina in modo fondamentale la qualità della vita. Occorre una risposta subito. Noi vogliamo mettere più telecamere di sicurezza e potenziare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Pensiamo alla Polizia municipale, e ai tanti agenti lasciati negli uffici o mandati in giro a fare multe. Devono essere impiegati nel controllo del territorio. La giunta Lucchi ha per anni negato il problema sicurezza, ammettendolo solo dopo l’intervento niente meno che del Prefetto. E non ha messo in campo misure efficaci di prevenzione. Il pacchetto sicurezza, licenziato in consiglio comunale a fine anno, ha previsto come unica azione concreta tra le tante fumose, la possibilità di concedere ai privati la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri. E sappiamo tutti come è andata a finire, con il favore fatto al Conad Montefiore.

Con la nuova normativa che rivede le Province, Cesena perde i suoi legami storici con Forlì ed è libera di guardarsi attorno verso Rimini o Ravenna? Lei è favorevole ad una Provincia di Romagna? In generale, come impostare le prossime politiche di area vasta?
Le politiche di area vasta devono essere concertate e non imposte da Bologna. Non devono impoverire dei territori a scapito di altri, ma migliorare complessivamente la nostra Romagna. Cesena non perde i suoi legami con Forlì: anzi, dopo cinque anni di continui litigi tra Lucchi e Balzani, li deve stringere per contare di più in Romagna e in Regione. Per questo mi sono recentemente incontrato con Anna Rita Balzani, candidata sindaco per il centrodestra a Forlì, con cui ho condiviso le linee strategiche dello sviluppo del nostro territorio. Infrastrutture, fiere, sanità, trasporti: su questi temi serve fare rete.

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Se parliamo di opere pubbliche, quali progetti promuove e quali boccia per uno sguardo lungo sulla Cesena del futuro? Cosa farebbe Lei?
La grande Malatestiana ha visto un rilancio monco di una delle nostre più prestigiose realtà pubbliche. La Biblioteca dei bambini ha meno volumi disponibili per consultazione e prestiti. Un paradosso. Manca ancora anche un direttore. Per quanto riguarda il futuro bisogna procedere a gamba tesa con le infrastrutture. Penso al lotto zero della Secante, con il collegamento diretto all’autostrada, alla via Emilia Bis, e ad una strada veloce di collegamento con il mare. Vogliamo anche potenziare le frazioni, che sono state penalizzate in questi anni. In ciascuna di esse costruiremo un’opera pubblica, che saranno i residenti stessi ad indicarci.

Sanità, l’Ausl unica è ormai una realtà. Se del caso, quali modifiche apportare a questo progetto ancora in itinere?
Purtroppo ci si è incaponiti ad andare avanti con la struttura amministrativa senza avere disegnato prima il progetto operativo. E’ tutto ancora fumoso. Noi vigileremo affinché il Bufalini non perda la prossimità dei servizi coi cittadini, in quei reparti non ad alta specializzazione che non giustificano la necessità di una polarizzazione in alcune città. Il primario deve esserci in reparti come la Nefrologia, per esempio. Occorre anzi potenziare i reparti ancora incompleti, come la Cardiologia, dove deve essere aggiunta l’angioplastica per curare tempestivamente le persone colpite da infarto. Va risolto il nodo del pronto soccorso, deviando i codici più leggeri ad un altro genere di assistenza sul modello Cesenatico, che prevede medici di base all’interno dell’ospedale, deputati proprio all’intervento sulle situazioni meno problematiche.

Infine, il welfare e scuole, settori in cui il Comune può far molto. Ci sono novità e correttivi da apportare?
Serve che il Comune faccia un passo indietro per liberare a pieno le tante energie della società civile  in un'ottica di vera sussidiarietà. Questo significa per nidi e materne incentivare l'iniziativa dei privati, capace di proporre a minori costi servizi di uguale o maggiore qualità. Se tutti gli asili nido fossero affidati al privato sociale, il Comune risparmierebbe 900 mila euro l'anno, che potrebbero essere reinvestiti in servizi per i cittadini o per abbassare ulteriormente le rette delle stesse scuole. In generale, per il welfare sussidiarietà significa coinvolgere associazioni e cooperative nel momento della programmazione, non dopo come avviene ora. Questo permetterebbe di ottimizzare le forze e di garantire maggiore servizi.

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