Sostegno all'economia, dal commercio alle startup: ecco cosa vogliono fare i candidati

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo). Le risposte mancanti non sono pervenute dai candidati.

DOMANDA: Il sostegno all'economia è una delle principali richieste dei cittadini. Dire “economia” è dire tante cose: si va dal commercio al dettaglio alle start-up di giovani, dall'essere attrattivi per grandi insediamenti industriali che si vogliono ampliare o spostare in città, alla cooperazione, dagli appalti del Comune che fanno muovere commesse a facilitare le relazioni sindacali. Cosa farà e con quali priorità.

Enzo Lattuca (centrosinistra)

Una priorità è quella di investire in nuovi processi economici che rendano appetibile il nostro territorio. Mettere al centro le parole opportunità, avanguardia e qualità dei servizi, per sviluppare una rete di conoscenze e servizi tali da rendere Cesena pronta ai prossimi futuri sviluppi del mondo economico, lavorando anche per far entrare nelle imprese una forte innovazione tecnologica. Occorrerà dare sostegno delle nuove imprese creando una regia unica rispetto ai numerosi strumenti agevolativi oggi esistenti, anche mettendo a sistema gli incubatori pubblici e privati presenti in città: pensiamo a potenziare l’esperienza di Cesena Lab allargandone il campo di attività a tutti i settori economici. Bisognerà procedere, poi, con la valorizzazione delle attività imprenditoriali di vicinato, quali presidi economici e sociali dell’intero territorio.

Centrale, in quest’ottica, appare la riorganizzazione delle politiche fiscali per le imprese e la creazione di specifiche misure in favore delle imprese innovative nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero e dei servizi alle imprese. Occorre comunque passare dalla logica del contributo una-tantum alla promozione di un contesto strutturalmente favorevole, in particolare per le imprese virtuose.

Un ruolo strategico nelle politiche economiche comunali deve essere poi riservato agli interventi nel settore agricolo, vero e proprio patrimonio cittadino ed elemento identitario del nostro territorio. La propensione agricola del nostro territorio deve essere rinnovata, facilitando la collaborazione tra Comune, Fiera, Mercato Ortofrutticolo, Istituto Tecnico Agrario, Università, Associazioni dei produttori. L’innovazione del settore deve essere occasione per lo sviluppo di nuove imprese e di possibilità occupazionale per i giovani.

Infine, dobbiamo tenere a mente che non esiste sviluppo dell’economia e del lavoro senza che ciò avvenga nel rispetto pieno della legalità e del valore fondante della tutela della salute e della dignità dei lavoratori. Impegno costante dell’Amministrazione dovrà essere quello di mettere in campo politiche attive di prevenzione dei fenomeni del caporalato, anche incentivando strumenti di piena tracciabilità della filiera produttiva del lavoro agricolo ed agroalimentare libero da ogni forma di sfruttamento e, perciò, di qualità.

Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi)

Le imprese sono trainanti per tutti i territori, specie per una regione come la nostra, l'Emilia-Romagna, che nella classifica delle regioni più produttive d'Europa figura nelle prime dieci posizioni. Il sostegno alle imprese e al territorio è parte estremamente importante del programma. Attraverso la promozione dell’innovazione tecnologica e di processi produttivi rispettosi dell’ambiente, le imprese possono diventare la chiave di volta di un diverso modello di sviluppo locale.

Nei primi 3 anni dall'inizio del mandato vogliamo creare un Hub che metta in relazione fra loro le imprese, integrando scuole, centri per l'impiego e risorse umane che risiedono in città. Una sorta di "portale social per il lavoro" per creare connessioni sul territorio e innescare collaborazioni, rapporti di lavoro e di formazione e rendere ancora più efficiente l'economia della comunità Cesenate.

Vogliamo migliorare la qualità delle occasioni di collaborazione amministrazione e imprese. Dobbiamo permettere a chi fa impresa di occuparsi del proprio lavoro al meglio, alleggerendo la burocrazia e privilegiando le imprese più meritevoli del territorio. Per far ciò intendiamo istituire lo Sportello Impresa in Europa, potenziando l’ufficio attualmente dedicato ai Progetti Europei e investendo in formazione, in modo che diventi un efficace punto informativo per le aziende cesenati. Tra gli obiettivi primari ci sarà quello di informare le aziende cesenati sulle opportunità di finanziamento che la Regione e l’Europa possono offrire loro. CSN inoltre è convinta che sia necessario limitare la quantità di bandi fatti al massimo ribasso, che spesso generano output di scarsa qualità nel medio-lungo periodo -  e privilegiare la formula dei bandi a offerta economicamente più vantaggiosa, che permettono di intercettare le imprese del territorio e di assegnare loro, con migliorie ed eventuali integrazioni sul progetto, la realizzazione delle opere, delegandole a invito alla partecipazione alla gara.

Obiettivo strategico è anche quello di promuovere le imprese che implementano progetti virtuosi di welfare aziendale locale, legato al benessere dei propri collaboratori. Il progetto “Impresa etica” sarà lo strumento per favorire le imprese nell’intraprendere percorsi formativi e culturali innovativi, ma anche nell’ offrire servizi ai dipendenti. Nella certificazione di impresa vi saranno indicatori chiari, come un welfare aziendale condiviso, l’attenzione al risparmio energetico ed alla riduzione dei rifiuti, la scelta di alimenti sani e locali per le proprie mense, la promozione di stili di vita sani, il coinvolgimento dei dipendenti per l’accesso al lavoro con sistemi di trasporto pubblici o poco impattanti e soprattutto indicatori del bilancio sociale.

Claudio Capponcini (M5S)

Lo sviluppo di una città, di un territorio, è sempre più una questione da affrontare in condivisione con tutti gli attori, aprendo l’interesse all’intero territorio romagnolo. E tutti questi attori, imprese, artigiani, commercianti, volontari, ecc..devono sapere che l'amministrazione è dalla loro parte perchè si comporta con equità e trasparenza, senza figli e figliastri, senza padrini e padroni; equità nelle azioni; trasparenza nelle decisioni.

L’idea di futuro della città e del suo territorio partono quindi solo dalla condivisione di obiettivi. Detto questo, Cesena ha necessità di uscire da una gestione fatta di annunci e burocrazia, una politica gestione senza dialogo che svilisce e zittisce le migliori potenzialità di cui dispone. Ruolo del Comune è arretrare dal protagonismo arrogante attuale e far avanzare i suoi stakeholder, chiedendo siano messe in evidenzia le potenzialità dei suoi giovani, e delle sue imprese affinché vi sia vero sviluppo economico, per meglio reperire risorse per aiutare le aree di criticità sociale e favorirne l’inclusione sociale. Il Comune deve essere il facilitatore dell’incontro tra gli attori del territorio. I suoi obiettivi sono la creazione e manutenzione delle infrastrutture, ad iniziare da quelle strategiche, sia in fatto di viabilità che tecnologiche (vedi ultrabanda).

Cesena ha tante potenzialità in termini di presenza formazione scolastica che va messa maggiormente a frutto verso il sistema delle imprese. Avere il governo della città significa mettere a frutto le 600 risorse che costituiscono l’amministrazione comunale; snellire i procedimenti burocratici, partendo tra i 450 procedimenti da quelli maggiormente utili alle imprese; rivedere la gestione degli insoluti, che con i suoi 38 milioni di euro costituiscono risorse indisponibili al bilancio cittadino; dare attuazione alle risposte di sicurezza che il territorio richiede, sinora solo annunciate; uscire dalla logica particolare che hanno contraddistinto questi ultimi 10 anni per virare verso la gestione trasparente e condivisa; dare equità al calcolo delle teriffe fiscali, con metodo proporzionale e personalizzato; razionalizzare il TPL con modello efficiente (a raggera centripeto); semplificazione spinta tramite autocertificazione e informatizzazione.

Andrea Rossi (centrodestra)

L'economia parte inevitabilmente dal lavoro che sarà un punto prioritario della prossima Amministrazione. L'obiettivo è garantire maggiori possibilità di formazione e occupazione, in particolare per i giovani cesenati o i ragazzi che qui compiono il loro percorso di studi. Per fare questo bisogna, in primis, creare un ambiente favorevole allo sviluppo, limitando il ricorso a soluzioni tampone.

Per questo motivo metteremo a regime un vero e proprio “Pacchetto Lavoro” che allarghi la visione e porti una semplificazione amministrativa, ovvero ad un radicale snellimento delle procedure e allo sgravio delle incombenze sul cittadino e le imprese. Ecco perché doteremo la struttura comunale di un team interno di “esperti della semplificazione”, ovvero figure trasversali ai diversi uffici che dovranno ottenere almeno un 30% di efficienza interna recuperata, ricoprendo il triplice ruolo di facilitatori, attrattori e formatori.

Ma il Comune dovrà anche investire in formazione scolastica e professionale sulla base anche di indirizzi condivisi con le imprese del territorio, attivando servizi per start-up e spin-off. Dovrà operare affinché esperienze quali Romagna Tech o Cesena Lab possano avviare ogni tipologia di sinergia per permettere a giovani imprenditori e/o aziende in sviluppo l’apertura verso il mercato estero. E' necessario favorire progetti di formazione/lavoro in azienda, supportare le iniziative di placement e formazione attivate sul territorio e coinvolgere i maggiori istituti di credito per dare vita ad un “fondo per la nuova impresa giovanile”. Inoltre, il Comune dovrà favorire, con detassazioni o altre agevolazioni, progetti aziendali di sostegno a madri lavoratrici - padri lavoratori come il “nido aziendale” o il “nido di zona industriale”, il “dopo scuola aziendale o di zona”, il lavoro da casa, ovvero tutto ciò che può migliorare la qualità di vita dei lavoratori.

In tema di lavoro, un aspetto fondamentale è la difesa della legalità, contro ogni forma di sfruttamento e, infine, per favorire lo sviluppo servono i cosiddetti "Acceleratori d’impresa". In tal senso “Cesena Lab” è certamente un inizio, ma per avere la forza di attrarre più capitale, catalizzare progetti di qualità ed avere più attori in gioco, bisogna pensare più in grande. Magari pensando ad un “Romagna Lab” che eserciterebbe una forza di attrazione su più larga scala, portando alla nascita sul nostro territorio di imprese, magari anche estere.

Luca Capacci (Fondamenta)

L’economia del futuro sarà giustamente un’economia circolare, che abbatte la creazione di rifiuti e favorisce il riuso, il riciclo e la durabilità degli oggetti. Per questo imposteremo da subito una città che punti all’economia circolare realizzando le infrastrutture tecnologiche necessarie e assicurando il raggiungimento delle sempre nuove fibre di internet in tutto il territorio (comprese le zone produttive).

Creeremo un Tavolo del lavoro tra imprese, associazioni di categoria, amministrazione, centro unico per le professioni, sindacati e Università per mettere in rete le diverse aziende tra di loro, favorire e applicare le nuove ricerche e conoscenze, e creare le condizioni per continuare nell’alta qualità del prodotto artigianale italiano ed essere pronti al futuro.

Sosterremo i piccoli negozi di vicinato, non solo in centro ma in tutta la città, negozi che svolgono un ruolo anche di creazione di relazioni sociali e di sicurezza e presidio territoriale: li metteremo in rete, li faremo partecipare ad altri progetti in altri ambiti (per esempio, per usare qui i bonus dati dagli eco-compattatori che installeremo) e abbasseremo l’IMU fino anche all’azzeramento. In generale, abbatteremo le imposte locali relative a negozi, uffici e capannoni, beni strumentali al lavoro.

Favoriremo il contatto tra Università e territorio, affinchè il grande lavoro di ricerca universitaria non sia fine a se stesso ma trovi applicazione concreta, e anche per indirizzare alcune ricerche universitarie. Implementeremo l’Ufficio Europa con anche uno sportello per il pubblico, in modo che privati e associazioni possano accedervi per trovare i bandi e ricevere un supporto nella redazione del progetto. Realizzeremo almeno 3 gemellaggi con città europee analoghe (per tessuto economico-sociale, dimensioni, Università ecc) in modo sia da creare relazioni e scambi, sia per poter partecipare insieme ai bandi diretti della Commissione UE (più alti).

Aumenteremo il raggio d’azione di CesenaLab aprendolo a tutti gli altri settori, non solo quello informatico (com’è ora). Lavoreremo per la chiarezza, la facilitazione, la digitalizzazione e semplificazione burocratica e normativa. Inizieremo da subito nella redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale e cominceremo con momenti di confronto con cittadini e associazioni. Ragioneremo in ottica romagnola egualitaria, senza prevaricazione di una città sull’altra.

Davide Fabbri (Cesena in Comune)

ECONOMIA

Nella situazione di crisi economica globale, il Comune di Cesena, nonostante i suoi mezzi sempre più limitati, ha un ruolo strategico nello sforzo di arginare e contrastare gli effetti della crisi. Il Comune infatti è più vicino al territorio, alle persone, ai lavoratori, ai disoccupati, può operare in sintonia con loro e tentare più agevolmente nuove soluzioni, a patto che si trasformi in soggetto attivo di politiche economiche innovative e in animatore di vita sociale: ascoltando, sperimentando, ripensando alcuni dei suoi servizi in funzione di nuovi tempi e modi del lavoro. Sapendo di doversi trasformare in un baluardo contro le difficoltà economiche e sociali e in motore di speranze e di energie. Oggi tutto questo a Cesena manca, perché le scelte delle amministrazioni passate si sono orientate verso formule stereotipate (legate all’edilizia e alla grande distribuzione commerciale) e grigie, agendo da portavoce di potentati economici locali.

Occorre un rilancio economico di Cesena. È nostro obiettivo fermare la migrazione delle aziende oggi presenti sul territorio cittadino verso altri Comuni limitrofi per loro più convenienti e, anzi, invertire questa tendenza attraendone di nuove, tramite tutte le leve operative su cui un Comune può agire. In tale ambito si ritiene che i settori dell’innovazione, della creatività, della piccola-media impresa e delle nuove tecnologie siano particolarmente adatte al territorio di Cesena, in prospettiva presente e futura.

Un polo per la ricerca e l’innovazione.

Il nostro impegno si dirige su due linee principali:
– la prima, strategica, è quella della realizzazione di un polo terziario destinato alla ricerca e all’innovazione tecnologica; la seconda, contingente, di creare un rapporto organico e consapevole con la variegata realtà lavorativa cesenate, così da poter formulare un piano progressivo di intervento in accordo con gli elementi di propria competenza. In tal senso saranno rivisti completamente i metodi, gli strumenti di valutazione dello sportello unico attività produttive, ponendo alla base del suo funzionamento un rapporto capillare e costante nel tempo con tutte le realtà produttive del territorio.

Attrattività per le imprese.

Si intende intraprendere tutte le azioni possibili per facilitare l’attività d’impresa e per favorire l’insediamento nel proprio territorio di imprese caratterizzate da forte innovazione (settori high-tech e industria creativa), ritenendole particolarmente importanti per lo sviluppo economico del nostro territorio e la creazione di posti di lavoro qualificati. Le agevolazioni andranno soprattutto indirizzate all’attrazione e al mantenimento di imprese e start up nei settori terziario high-tech, e in particolare:
– settori terziari a elevato contenuto tecnologico come definiti dall’osservatorio nazionale sui distretti tecnologici, in specie verso i servizi di telematica, medicina, ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria, comunicazioni, ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche. Tra gli strumenti adottabili per rendere Cesena una città appetibile per le aziende e realtà innovative: le agevolazioni fiscali, la semplificazione amministrativa, la diminuzione di oneri e standard puntando sull’utilizzo e la riqualificazione dell’edilizia esistente.

Autoimprenditorialità.

Una particolare attenzione verrà data al concetto di autoimprenditorialità, ad oggi valida alternativa per i molti cesenati alla ricerca di prima occupazione o di riqualificazione. Verranno creati percorsi di autoimprenditorialità e agevolate le start up con programmi di accompagnamento e di aiuto, anche all’accesso ai finanziamenti. Possono essere utilizzate aree attualmente in disuso, per creare spazi di lavoro collettivo (coworking) dove fornire locali condivisi a professionisti e start up.

Il commercio di prossimità.

Viviamo in una città in cui le recenti amministrazioni hanno promosso quasi unicamente la diffusione delle forme di commercio della Grande Distribuzione Organizzata (supermercati, centri commerciali, ipermercati).

Riteniamo che la presenza di un diffuso commercio di prossimità, dei piccoli commercianti locali, sia un ingrediente fondamentale per la qualità della vita in città, in quanto migliora la socialità – soprattutto quella degli anziani – e la familiarità con il proprio territorio. La presenza del commercio di prossimità determina, assieme ai servizi cittadini, la differenza tra un quartiere dormitorio e una città viva.

Mercato dei piccoli produttori e del riciclo in Piazza della Libertà.

Vogliamo incentivare, nelle forme regolamentate previste dalla legge, le moderne forme di democrazia economica, in particolare un mercato dei piccoli produttori (soprattutto dell’orto-frutta), luogo di consumo consapevole dove i produttori locali – piccoli e medi – possano vendere direttamente, senza intermediazioni, ai consumatori, prodotti di filiere trasparenti ottenuti nel rispetto dell’ambiente, della qualità, della salvaguardia della biodiversità e dei ritmi biologici naturali degli animali allevati. Al mercato dei piccoli produttori potranno affiancarsi altre iniziative particolarmente apprezzabili in tempo di crisi economica e di incremento del numero di persone al di sotto della soglia di povertà, come il mercato del riciclo.

Antonio Barzanti (Casapound)

Il tessuto economico di Cesena è composto da qualche grande eccellenza imprenditoriali (fortunatamente ancora a condizione famigliare,  nomi prestigiosi a livello mondiale, aziende gestite da cesenati o romagnoli) e da tante piccole e medie realtà: artigiani, produttori, esercenti e commercianti.

La grande crisi economica di questi ultimi anni ha colpito indiscriminatamente tutti, anche se sono le realtà più modeste quelle che hanno sofferto maggiormente. Ogni efficace azione di tutela, nei confronti delle realtà economiche, va intrapresa prevalentemente a livello nazionale. Anzi, oggi neppure i governi nazionali hanno facoltà di libera azione nelle politiche economiche dei propri paesi, vincolati e condizionati  pesantemente – per non dire imprigionati – dalle politiche di austerità imposte dalla commissione europea.

Tuttavia, qualche azione positiva può essere intrapresa anche della prossima amministrazione comunale. Queste sono le nostre proposte. Semplici, concrete e praticabili: Rateizzazione delle imposte e delle addizionali per le imprese in difficoltà. Riduzione delle imposte comunali per gli esercizi commerciali che non installano apparecchi elettronici per il gioco di azzardo. Sostengo alle nuove imprese, tramite la destinazione del patrimonio immobiliare comunale sfitto, a prima sede delle nuove attività, con affitto a canone agevolato.

Incentivare il credito per le imprese. Creazione di un tavolo permanente tra amministrazione, istituti di credito – preferibilmente locali – e le associazioni di categoria, per monitorare l’andamento economico e favorire l’accesso al credito delle imprese. Incentivare la nascita delle nuove imprese, attraverso l’esenzione delle imposte comunali, per tutto il periodo nel quale queste sono definite Start-Up, ovvero 2 anni. Creazione di un ufficio comunale per i bandi nazionali ed europei, in sostegno alle imprese che vorranno parteciparvi, con funzioni di indirizzo e consulenza.

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