Elezioni, "Cambia Mercato" incontra Coldiretti: "Agricoltori custodi del territorio"

Lo afferma Cristina Santucci, candidato sindaco della lista Cambia Mercato, dopo l’incontro con Sauro Benvenuti, segretario di zona di Coldiretti, alla presenza di Ombretta Farneti

"Un incontro molto cordiale, con temi interessanti all’ordine del giorno che mettono al centro l’attività agricola in sinergia con il turismo enogastronomico e naturalistico e il sociale". Lo afferma Cristina Santucci, candidato sindaco della lista Cambia Mercato, dopo l’incontro con Sauro Benvenuti, segretario di zona di Coldiretti, alla presenza di Ombretta Farneti, nella sua veste di imprenditrice agricola, insieme a due altri imprenditori Alessandro Pettinari e Loris Mengozzi.

"L’agricoltura è evidentemente una delle attività che più coinvolgono il nostro territorio, di cui l’agricoltore è il custode non da oggi, ma da secoli - afferma Santucci -. Non è un mistero per nessuno che se non c’è un ricambio generazionale in agricoltura e, quindi, nuovi imprenditori a cui passare il testimone, il territorio collinare e montano ne risente pesantemente, soprattutto dal punto di vista del dissesto idrogeologico, influenzando negativamente anche l’area di pianura. Certo l’attività agricola deve essere più remunerativa e trovare nuovi orizzonti. Pensiamo per esempio alle aziende agricole multifunzionali, che oltre a trasformarsi in aziende agrituristiche (ristorazione e ricettività), potenzino anche il loro ruolo sociale e didattico”.

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Altro punto toccato quello della “produzione agricola italiana che potrà salvarsi solo se saprà conservare la propria eccellenza di agricoltura di qualità. "Bisogna puntare al connubio tra agricoltura e turismo, grazie alle nostre tradizioni eno-gastronomiche, - sostiene Farneti -  alla vocazione collinare per sport slow all’aria aperta e al recupero di antichi casolari come strutture ricettive, e ci si deve attivare su progetti specifici come la filiera del fieno essiccato al sole, la filiera del grano antico, il mercatini di prodotti artigianali e a chilometro zero. Ma servono anche agevolazioni e un più accentuato snellimento della burocrazia, oltre a indurre i proprietari di terreni incolti a regimare le acque o a dare in affitto le proprietà a coltivatori in modo tale da tutelare il territorio".
 

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