Elezioni, Baredi (LeU): "Da Lia Montalti un'analisi insufficiente e ridicola della sconfitta"

"Tra le altre firme, si legge anche quella di Lia Montalti, consigliera regionale del PD cesenate. È una presa di posizione che non promette niente di buono"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Attorno alle analisi del voto – di tutti i voti e ogni volta –  il rischio è quello di sprecare fiumi di parole che paiono esse stesse infinitamente distanti dalla realtà che si pretenderebbe di analizzare. Credo possa essere interpretata solo così la lettera che alcuni consiglieri regionali del PD hanno voluto firmare e diffondere dopo il voto del 4 Marzo. Nella lettera si invita il PD a “…guardare avanti e non indietro”. Nessuna autocritica, se non quella di non essere riusciti ad andare  fino in fondo a certe riforme importanti (mi chiedo quali), e anzi si rivendica di aver consentito all’Italia un netto miglioramento. Scrivono proprio così: «netto miglioramento». E si invita a guardare al di là della comunicazione e dei social…(sigh!)

Tra le altre firme, si legge anche quella di Lia Montalti, consigliera regionale del PD cesenate. È una presa di posizione che non promette niente di buono. Perché una cosa è certa: quello del 4 marzo è stato per la sinistra un risultato devastante, storico, di dimensioni tali che verrà a lungo ricordato, e non solo per i numeri.   Anche il risultato di LEU è deludente e certamente sotto le aspettative di chi, come la sottoscritta, ipotizzava altre cifre. Questo vale per l’intero Paese e coinvolge anche Cesena.

Nella nostra città il Pd perde migliaia di voti, a Cesena più che in altre realtà romagnole, e la sinistra – Leu e le altre liste – mantengono appena i risultati e i voti che storicamente in città venivano, appunto, conquistati dalle forze di sinistra. Quella sottoscritta da Lia Montalti non è solamente un’analisi insufficiente e ridicola, ma diventa anche l’ultima spia della supponenza sorda e cieca di cui il Pd è stato vittima in questi ultimi anni. Anche nella nostra città. Spero che i vertici del PD cesenate vogliano fare uno sforzo maggiore per guardare, sì, un po’ anche indietro, e interrogarsi seriamente su ciò che anche a Cesena, proprio a partire dal partito di maggioranza, è mancato in termini di progettualità e di gestione della cosa pubblica. 

Noi di Liberi e Uguali, per parte nostra, siamo pronti. Insieme con le altre forze della Sinistra siamo aperti a un confronto che includa e ascolti tutte le realtà progressiste e laiche, e che possa contribuire alle prossime scadenze amministrative: c’è bisogno di ossigeno, di un nuovo progetto di sviluppo della città, di valorizzare le sue risorse migliori. Serve una netta discontinuità con l’esistente. Lo faremo a cominciare dai temi dell’urbanistica, del lavoro, della sanità pubblica, della cultura e dello sviluppo economico ed ambientale. 

Maria Elena Baredi (LeU)

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