Elezioni, le interviste di CesenaToday ai candidati. Di Placido: "Spending review in Comune e abolizione di Icarus"

Di Placido, storico esponente del Partito Repubblicano, è candidato per la coalizione formata da Liberal Democratici per Cesena e Progetto Liberale

Domenica 25 maggio i cesenati si recheranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Ben 8 sono i candidati a sindaco che si fronteggiano e che propongono le loro diverse ricette per la città. CesenaToday li intervista uno ad uno, per scegliere con più consapevolezza il futuro primo cittadino. SU CESENATODAY ANCHE LO SPECIALE ELEZIONI. Ecco l’intervista a Luigi Di Placido, 47 anni, imprenditore della “movida” (è socio nel frequentatissimo Teatro Verdi). Di Placido, storico esponente del Partito Repubblicano, è candidato per la coalizione formata da Liberal Democratici per Cesena e Progetto Liberale.

Politiche per il centro storico. Quali azioni operative dovrebbe intraprendere con immediatezza il Comune per affrontare le questioni che determinano l’insoddisfazione dei commercianti?

Il Centro Storico ha vissuto una progressiva crisi che non può solo essere giustificata con la crisi economica che ha colpito l’intero Paese; in realtà, nulla è stato fatto per metterlo al riparo, per quanto possibile, dalle crescenti difficoltà. Via Cesare Battisti va ripensata, dopo il fallimento dei progetti che la volevano il nuovo “boulevard” d’ingresso al Centro Storico e dei lavori eseguiti in maniera disastrosa: va eliminata la ZTL almeno fino all’altezza di Via Mura Porta Fiume, valutando la possibilità di invertire il senso di marcia in Via Mura Federico Comandini. Va inoltre presa in considerazione l’ipotesi di spostare qui il farmer market ora collocato in Via Quattro Novembre durante i giorni di mercato. In generale, per la rivitalizzazione del centro va potenziata l’attività della Cabina di Regia (anche con l’individuazione di un city manager con esperienza nel settore), nella quale il Comune deve operare da facilitatore del confronto e delle idee, lasciando alle organizzazioni e ai singoli operatori ampia libertà nel definire nuove strategie.

Icarus e parcheggi. Con Icarus è necessario partire dal presupposto che il futuro sindaco se lo ritroverà, volente o nolente, attivo. Quale gestione del controllo dei varchi? E quale “ricetta” per la sosta in centro?

Il sistema Icarus va abolito, perché nella sua attuale versione è solo un modo per rimpinguare le casse comunali, viste la poca chiarezza delle regole e la scarsa visibilità delle segnalazioni. Più vigili sulle strade e meno negli uffici, e il controllo è fatto. Rimaniamo convinti che il parcheggio interrato pubblico di tipo tradizionale sotto Piazza della Libertà debba essere assolutamente realizzato, pedonalizzando l’attuale spazio in superficie, con la formula del project financing. Bene i parcheggi scambiatori e le navette, ma non possono essere queste le soluzioni esaustive per rendere accessibile il Centro Storico: occorre abbandonare la visione “talebana” che ha caratterizzato le politiche del traffico e della sosta negli ultimi anni.

Lavoro, se deve fare una scala di priorità in che considerazione tenere l’occupazione? Cosa può fare il Comune su questo tema?

Per noi il lavoro è il tema prioritario, tanto che il nostro programma si apre proprio con esso. Nonostante le competenze dirette non siano in capo al Comune, quest’ultimo può mettere in atto politiche concrete. Occorre passare da una visione assistenzialista (regalo il pesce), ad una visione dinamica (insegno a costruire la canna da pesca per poter pescare il pesce). Ecco le nostre proposte: valorizzare un ampio programma di semplificazione delle proprie procedure autorizzative, con un più ampio ricorso alle procedure di autocertificazione; investire in formazione scolastica e professionale, sulla base anche di indirizzi formulati assieme alle rete imprenditoriale del territorio, attivando servizi per start-up e spin-off; operare affinché esperienze quali Rinnova, Centuria Agenzia, Cesena Lab possano operare con ogni sinergia possibile per permettere a giovani imprenditori e aziende in sviluppo l’apertura verso il mercato estero, ad esempio con sperimentazioni di prodotto e processo, ma nello stesso tempo misurandone i risultati e cambiando schema all’occorrenza; coinvolgere nel Tavolo Alleanza per il Lavoro le Banche e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena; favorire progetti di formazione/lavoro in azienda;  prevedere sgravi volti all’utilizzo degli spazi sfitti per l’insediamento di imprese giovanili e femminili in città (rimborsi IMU, fideiussioni); supportare e coordinare le iniziative di placement e formazione continua attivate sul nostro territorio dai vari attori (associativi, di formazione, di ricerca scientifica, scolastici); spingere sulla patrimonializzazione dei Consorzi Fidi e di Garanzia, con opportuni metodi di controllo;  favorire la nascita di un “Romagna Fab Lab" - coinvolgere i maggiori istituti di credito locale e insieme dare vita ad un “fondo per la nuova impresa giovanile”. Le idee imprenditoriali che lo meritano devono ricevere consulenze qualificate e linee di credito agevolate, in parte a fondo perduto, con qualche anno di preammortamento e con rimborso del restante credito a un tasso agevolato e congruo.

Tasse, la sua proposta operativa sulla programmazione dei tributi locali.

Le spese del Comune per beni, servizi, trasferimenti sono aumentate considerevolmente negli ultimi 5 anni. Noi crediamo che tale aumento non sia giustificato e derivi da una attenzione alle dinamiche di spesa inferiore a quanto necessario. Ecco perché applicheremo una seria e approfondita spending review a tutto il bilancio comunale, società partecipate comprese, per trovare le risorse necessarie alla diminuzione della tassazione e al contenimento dei costi, senza che questo implichi uno scadimento qualitativo e quantitativo dei servizi. In generale proponiamo: ridurre e rimodulare la tassazione sulle imprese con l’eliminazione della Cosap per i pubblici esercizi, eliminazione della tassa di soggiorno; riduzione della aliquota base imu per le attività produttive al 9,6, riduzione della aliquota base imu per le attività produttive in caso di ampliamento  riduzione della aliquota base imu per le attività produttive in caso di neo-imprese giovanili o femminili; nessun ulteriore aggravio di costi in seguito ad applicazione di Tasi e Tari. estensione dell’esenzione dal pagamento dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 15.000 Euro. Questi sgravi saranno ottenuti inizialmente attraverso parte del cospicuo avanzo di bilancio accumulato nel 2013, poi tramite serie politiche di spending review che riducano le spese improduttive.

Quale politiche per i rifiuti e con quali obiettivi?

Da anni sosteniamo con convinzione la tesi che la sensibilità alle politiche ambientali non possa prescindere da una nuova gestione delle politiche dei rifiuti: bisogna completare velocemente la sperimentazione della raccolta differenziata Porta a Porta, Esperienze diffuse in tutta Italia dimostrano che con la raccolta porta a porta si possono raggiungere una riduzione complessiva dei costi, creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione delle tariffe alla cittadinanza. Le nuove assunzioni non significano maggiori costi perché questi sono compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi verranno poi investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche per garantire un risparmio sulla tariffa al cittadino, che finalmente pagherà per i rifiuti che produce realmente. Con l’aumento del riciclaggio delle risorse calerà la necessità di impianti di smaltimento, siano essi inceneritori o discariche, accrescendo in tal modo il rispetto al territorio. Il sistema Porta a Porta potrà permettere anche la creazione di un “Distretto del recupero”, attraverso politiche che favoriscano la nascita e l’insediamento di imprese operanti nel settore dei materiali riciclabili.

La variante di salvaguardia, con la riduzione delle aree edificabili, cambia positivamente l'indirizzo sull'eccessiva urbanizzazione del territorio avvenuta negli ultimi decenni?

L’urbanistica non è stata gestita in maniera razionale, e soprattutto non è stata pensata a lungo termine con una strategia complessiva, bensì con un orizzonte temporale molto limitato, con scelte che hanno smentito lo stesso Piano Strutturale in essere. Avere un numero altissimo di contenziosi indica che le procedure sono farraginose e le regole poco chiare, come ha dimostrato anche la vicenda delle verande e le sue dolorose conseguenze. L’Amministrazione uscente ha approvato una Variante di salvaguardia (unico vero atto urbanistico in cinque anni) con la quale 164 ettari edificabili tornano agricoli, e cittadini e imprese vengono messi in difficoltà per non aver realizzato progetti, spesso a causa della grave crisi che ha colpito il mercato: un macigno sullo sviluppo futuro della città, poiché blocca le possibilità di uno sviluppo armonico e di un rilancio del settore edilizio. Tutto sarà concentrato all’interno del futuro Quartiere Novello, dando quindi vita ad una sorta di monopolio urbanistico, dal momento che le uniche possibilità di ampliamento saranno previste in quell’area.

I cittadini, specialmente nelle frazioni, vivono in uno stato ormai perenne di preoccupazione per i furti e la piccola delinquenza. Che risposte si possono dare?

Da anni ci interessiamo di sicurezza, considerandolo uno dei fattori fondamentali per la civile convivenza e la prosperità di una città, e la cosa in passato ci ha procurato accuse di creare inutile allarmismo e accendere gli animi dei cittadini. Da tempo registriamo una grave sottovalutazione dei fenomeni da parte dell’Amministrazione. Per rendere più efficace la lotta al crimine ed il controllo del territorio abbiamo fatto negli ultimi anni diverse proposte concrete: spostamento del commissariato di polizia presso gli spazi oggi inutilizzati della caserma del Caps (il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità nel 2012 un nostro Ordine del giorno) per migliorarne la logistica e per risparmiare importanti risorse economiche oggi spese per affitti, che invece potrebbero essere utilizzate per migliorare i servizi; nuova collocazione per le sedi di Carabinieri e Guardia di Finanza con le medesima finalità; maggiori dotazioni di personale di Polizia, dato che Cesena è da sempre sottodimensionata, in particolare un riequilibro di forze con Forlì la cui prevalenza rispetto a Cesena risulta ingiustificata; un diverso impiego della Polizia Municipale che si può riassumere in “meno multe per divieto di sosta e più contrasto alla criminalità”. Non vogliamo vigili – parcheggiatori, ma agenti di Polizia Municipale impegnati a regolare il traffico, la sosta e svolgere funzioni di antinfortunistica, ma soprattutto in stretto contatto e collaborazione con le altre forze di polizia per combattere la criminalità. Tornerà, inoltre, il vigile di quartiere. A ciò può essere legata una serie di incentivi per la realizzazione di sicurezza passiva nelle abitazioni e nelle attività. Inoltre, in linea con il Protocollo d’intesa “Mille occhi sulla città” e con esperienze già presenti in realtà limitrofe, cureremo l’organizzazione di un servizio di pattugliamento e presidio in stretto coordinamento con le forze di polizia ad opera di istituti privati di vigilanza con costi bassissimi per le famiglie aderenti.

Con la nuova normativa che rivede le Province, Cesena perde i suoi legami storici con Forlì ed è libera di guardarsi attorno verso Rimini o Ravenna? Lei è favorevole ad una Provincia di Romagna?

Una delle caratteristiche della Amministrazione uscente è certamente stata la timidezza sugli argomenti legati alle politiche di area vasta. Escludendo la vicenda della ASL unica romagnola (sulla quale, peraltro, altri sono stati i veri promotori e sostenitori), il Comune di Cesena ha accuratamente evitato di prendere posizioni chiare e decise. D’altra parte, anche al livello territoriale più vicino, il ruolo di Comune capo-comprensorio è stato svolto all’insegna del bassissimo profilo, e prova ne è l’Unione dei Comuni nata da poco, alla quale solo 5 comuni su 15 hanno aderito. Questa mancanza di coesione si riverbera sulle prospettive di politiche sovra- territoriali, oltretutto sempre più necessarie. Molteplici sono gli ambiti nei quali si sarebbe dovuto lavorare: cultura, trasporti, infrastrutture, fiere, aeroporti, servizi in concessione, ma anche università, innovazione, sviluppo. E invece, si è spesso preferito difendere l’esistente, perdendo tempo e occasioni. Noi dimostreremo molto più coraggio di chi ha governato fino ad oggi: poiché siamo convinti della assoluta necessità di vere politiche di integrazione territoriale, restituiremo a Cesena il ruolo e il peso che le competono, per essere protagonisti di una forte iniziativa politica che definisca quanto prima una agenda di interventi ineludibili. Già nell’estate 2012 proponemmo in Consiglio Comunale un ordine del giorno sulla provincia unica, respinto dalla maggioranza.

Se parliamo di opere pubbliche, quali progetti promuove e quali boccia per uno sguardo lungo sulla Cesena del futuro? Cosa farebbe Lei?

Le opere pubbliche realizzate in questi cinque anni di Amministrazione Lucchi non sono frutto di progettualità della medesima, ma vengono da decisioni prese da Amministrazioni precedenti. Nessuna grande opera, infatti, è stata progettata e realizzata in questa legislatura. Noi pensiamo al parcheggio interrato di Piazza della Libertà e, per quanto di competenza comunale, alla realizzazione del Lotto Zero della Secante

Infine, il welfare e scuole, settori in cui il Comune può far molto. Ci sono novità e correttivi da apportare?

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Il  sistema di welfare comunale può e deve essere profondamente revisionato con nuove forme di collaborazione tra nuovi soggetti privati - oggi esclusi (principalmente assicurazioni di risparmio gestito, Sindacati, Associazioni datoriali, Fondazioni bancarie, grandi imprese e locali, reti di PMI, che vengano chiamati a compensare, almeno in parte, il sostegno pubblico.Secondo i Liberaldemocratici per Cesena, l'attuale modello di welfare è a rischio perché non è più sostenibile finanziariamente e a maggior ragione non lo sarà in un futuro con maggiori bisogni da soddisfare ( considerando fenomeni come l'invecchiamento della popolazione) e risorse pubbliche calanti: è quindi necessario ridefinire un modello del futuro e cercare soluzioni innovative, aprendo il mercato a soggetti privati, che a determinate condizioni (accesso sussidiato nel mercato, defiscalizzazione degli investimenti, facilitazioni nell'iter autorizzativo e altro)  potrebbero realizzare parti dell'ampio sistema di servizi di welfare per i cittadini. Il nuovo modello di welfare sarà ridefinito dai Liberaldemocratici per Cesena partendo da un ruolo innovativo da parte del Comune, che deve evolversi da quello di mero regolatore ed erogatore, verso un ruolo di sprone, programmazione, coordinamento, promozione, e semplice controllo di questa galassia di altri soggetti.Applicazione del “Distretto Famiglia”, dove pubblico e privato concorrono al benessere di tutte le famiglie, senza nessuna distinzione. Edilizia sociale capace di soddisfare le nuove esigenze abitative attraverso la grande quantità di appartamenti invenduti e un piano straordinario con aree a bassa incidenza del costo del terreno.

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