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Un regolamento del Pd mette la candidatura Bulbi in bilico: serve la deroga richiesta da Enrico Letta

Non è spianata la strada della candidatura di Massimo Bulbi per il centro-sinistra nei collegi di Forlì-Cesena in vista delle elezioni del 25 settembre

Non è spianata la strada della candidatura di Massimo Bulbi per il centro-sinistra nei collegi di Forlì-Cesena in vista delle elezioni del 25 settembre. A frapporsi c'è anche un regolamento elettorale che secondo l'Ansa starebbe per essere votato dalla Direzione nazionale del Pd. In base a tale regolamento il Pd non candiderà sindaci di città con più di 20.00 abitanti, i consiglieri regionali e gli assessori, tranne quelli delle Regioni nell'ultimo anno di legislatura, i parlamentari uscenti che non sono in regola con il pagamento delle quote, e chi è stato deputato per più di 15 anni. Per questi ultimi una deroga è concessa a coloro i quali ricoprono o abbiano ricoperto la carica di Segretario nazionale, di presidente del Consiglio dei ministri e di Ministro.

Nella tagliola dei 'non candidabili' ci sono anche i consiglieri regionali in carica, come Massimo Bulbi, col regolamento che, però, aggiunge la possibilità di deroga. Oltre alla Regioni che si trovano nell'ultimo anno di legislatura, il regolamento aggiungerebbe i casi nei quali la Direzione Nazionale conceda, su richiesta del Segretario nazionale, una deroga espressa. Insomma, per candidare Massimo Bulbi dovrebbe essere lo stesso Enrico Letta – segretario Pd e amico di lunga data di Bulbi – a chiedere la deroga nazionale. Un passaggio in più rispetto ad una “semplice” candidatura espressa dal territorio. 

Sempre secondo il regolamento per quanto riguarda la procedura di selezione delle candidature, Letta "promuove un confronto con i Segretari regionali e le Presidenti dei Gruppi Parlamentari". Le proposte giunte da territori e dalle due capigruppo "possono essere integrate dal Segretario nazionale con l'individuazione, nel rispetto dell'equilibrio di genere, del pluralismo e dello Statuto, del Codice etico e del presente Regolamento, di dirigenti politici di rilievo nazionale e personalità espressione di importanti realtà della società italiana e portatrici di competenze, ovvero indicate da altre forze politiche con le quali il PD abbia stretto accordi politico elettorali", come appunto Demos e Articolo 1, annunciati oggi da Letta.

Alla fine dell'istruttoria "il Segretario nazionale, individuando le modalità più opportune per il rispetto effettivo delle disposizioni della legge elettorale che garantiscono l'equilibrio tra i generi, elabora le proposte di liste dei candidati e delle candidate, da sottoporre all'approvazione della Direzione nazionale" che lo deve approvare a maggioranza assoluta. E' prevista anche l'istituzione di una Commissione elettorale di garanzia di nove membri che non verranno candidati. 

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