Quale destino per piazza della Libertà? Le proposte dei candidati: eventi, city manager e mercato ambulante

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo). I candidati mancanti non hanno fatto pervenire le loro risposte.

DOMANDA: Piazza della Libertà, come è noto, è stato uno dei progetti ormai completati su cui la politica si è divisa maggiormente negli ultimi anni. Ora la piazza è pedonale ed è in mezzo ad un guado in attesa di un rilancio vero e proprio. Quali sono le Sue proposte per questo punto del centro storico?

Andrea Rossi (centro-destra)

Il progetto così come concepito, ovvero senza il parcheggio interrato che Lucchi aveva inizialmente promesso, ha impoverito la rete commerciale del centro storico, condannando molti negozi all'isolamento e dunque alla chiusura. E resto, ancora oggi, incredulo ascoltando le parole del candidato del Pd Lattuca che, di fronte, alle tante serrande abbassate, anche con il 'senno di poi', rivendica con orgoglio l'appoggio a quella decisione scellerata. La situazione è ormai compromessa, nel senso che sembra impossibile far tornare Piazza della Libertà al passato. Tuttavia, siamo convinti che si possa invertire la tendenza e rilanciare il centro storico che non deve essere più trattato con ostilità, ma come risorsa e motore di un nuovo modello di sviluppo. Parlando con i commercianti mi sono reso conto che, in tutti questi anni, è mancato, in primis, l'ascolto. Il Comune ha sempre imposto le sue scelte dall'alto, ignorando il grido disperato delle imprese che, intanto, anno dopo anno, morivano.

Per questo, oggi più che mai, è necessario mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti ed arrivare ad un progetto il più possibile condiviso. Ma ogni emergenza va trattata con soluzioni appropriate e con le necessarie competenze. Per questo ci affideremo ad un "City Manager", ovvero una figura esterna, altamente profilata sul settore marketing ed eventi, in grado di seguire costantemente la realizzazione del piano di rilancio, ponendosi come collegamento tra cittadini, operatori ed ente pubblico. Tuttavia, il rilancio del commercio non può prescindere da un funzionale piano della sosta. Allo stesso modo occorre snellire le pratiche per i permessi e avviare una seria politica sui negozi sfitti che, intercettando le aspettative della domanda e le esigenze dell'offerta, porti ad una sintesi virtuosa che sblocchi molte situazioni. Inoltre, è necessario un piano eventi che intercetti una clientela più numerosa e trasversale perché piazza della Libertà, che oggi è un contenitore vuoto, va riempito con appuntamenti di grande richiamo. Infine, poiché lo scenario del commercio è cambiato, garantiremo una formazione a tutti quei commercianti che devono destreggiarsi con disinvoltura tra i servizi dell'e-commerce per ampliare la loro clientela e raggiungere una sostenibilità economica anche nei periodi dell'anno più critici".

Claudio Capponcini (M5S)

I discorsi sulla Piazza della Libertà ormai sono tutti uguali, da tutte le parti,specie adesso in campagna elettorale, senza che chi li fa abbia mai nel tempo seguito le vicende di questo luogo e del suo scempio da parte dell'amministrazione Lucchi Sono solo parole di propaganda che poi sfumano in mezzo a mille altre promesse. Noi del M5S, il progetto maledetto della grande piazza lastricata d'oro (3 milioni di € per un pavimento) l'abbiamo seguito fin dalla sua nascita (2015), quando ci opponemmo alla decisione di iniziare i lavori del cantiere prima di Natale, per il semplice motivo di non privare i commercianti del periodo più redditizio dell'anno, ma anche per tentare di far riflettere il Sindaco Lucchi sull'inopportunità di dare inizio ad un'altra catastrofe come già il Foro Annonario, come puntualmente si è verificato. Nessuno dei pretendenti oggi alla sindacatura, tranne noi del M5S, fece sentire la sua voce in modo convincente; il PD ovviamente, che badava a convincerci che il conto lo avrebbe pagato la regione (nulla di più falso; del bonifico da Bologna non c'è ancora traccia) ma anche chi ora si è alleato con lui e sostiene che vuole rivitalizzare il centro storico, ma non tenne conto delle 7mila firme raccolte dai commercianti del centro (io ero tra loro in consiglio comunale); e la destra che puntò allora e sempre sul conto salato del progetto e sulla sparizione del parcheggio, senza analizzare in dettaglio gli altri e più importanti aspetti della trasformazione di una piazza storica in un piazzale da borgata romana (uno per tutti la cementificazione del sottosuolo della piazza con tutti i reperti archeologici lì ritrovati; una bella colata di cemento e via...)

Oggi è tardi purtroppo. Lucchi e la sua giunta se ne vanno e ci lasciano da gestire un grande spiazzo vuoto e triste che sarà difficile far tornare interessante, frequentato e gradito ai cittadini Fin qui la storia; da qui la ripartenza che però non può prescindervi. Punteremo prima di tutto sulla messa in sicurezza della piazza perchè abbandonata com'è per la maggior parte del tempo (come del resto tutto il centro storico) non vorremmo diventasse preda del crimine come già successo per altre zone della città (una per tutte il Cubo-Stazione FS); dove non c'è tranquillità ambientale, non c'è voglia di frequentazione, sfuma l'interesse; i team antidegrado formati dai cittadini, i nuclei di sicurezza urbana formati dai vigili urbani, il controllo di vicinato organizzato con i cittadini, l'attivazione finalmente delle telecamere anche in centro storico e segnatamente nella piazza della libertà, oltre ovviamente al pattugliamento continuo di agenti di PM (ora è possibile aumentare l'organico della PM se il sindaco vuole), sono tutti elementi fondamentali per dare tranquillità e sicurezza e far ritornare la gente a frequentare la piazza

Ottenuto questo e in parte contemporaneamente, sarà da gestire la location come luogo di incontro e svago; pensiamo a Santarcangelo (esempio a me caro) che presenta nella sua piazza un calendario di eventi continuo e interessante con alcuni appuntamenti divenuti un "must" (il nostro calendario sarà disponibile dopo le elezioni per ovvi motivi di opportunità e stile); porto spesso questo esempio perchè Piazza della Libertà è giusto che diventi LA PIAZZA di Cesena; ne ha le dimensioni, ne ha l'ubicazione, ne ha la potenzialità; attrezzarla con strutture ad hoc per gli eventi più impegnativi non sarà un problema se non si vorranno adottare soluzioni pilotate non dal buon senso, ma da accordi pregressi (vedi il CONAD per le feste di Natale) C'è poi da parte nostra interesse a che il mercato di piazza del Popolo sia reso più agibile e sicuro; uno sdoppiamento del mercato tra le due piazze nello stesso giorno, sarebbe una soluzione ideale.

Davide Fabbri (Cesena in Comune)

La Lista civica "Cesena in Comune" con Davide Fabbri candidato a sindaco, propone un mercato dei piccoli produttori e del riciclo in Piazza della Libertà a Cesena. Un progetto importante per l’intero centro storico, che consiste nella riqualificazione urbana necessaria a sanare lo scempio compiuto per motivi a tutti evidenti in Piazza della Libertà, laddove si è voluto creare ad arte uno strappo del tessuto urbano per far si che i cesenati fuggissero dal centro per privilegiare i propri acquisti nei centri commerciali gestiti (di fatto in monopolio) dalla grande distribuzione organizzata di CONAD e COOP. Il danno causato volutamente e scientificamente dall’Amministrazione PD alla città, ed a tante famiglie messe sul lastrico con scellerato cinismo, è di proporzioni enormi e sotto gli occhi di tutti. Piazza della Libertà, ancora da ultimare a distanza di anni dall’inizio dei lavori, si presenta infatti talmente fredda da non poter essere frequentata né di giorno né, ovviamente, di notte. Occorre pertanto trovare una soluzione, per eliminare l'attuale deserto di pietra creato da questi funzionari in mano alla Lega delle Cooperative e alla Grande Distribuzione Organizzata.

Lanciamo con forza l’idea della realizzazione di una struttura fissa in vetro, legno e ferro, che andrà a coprire una parte della Piazza per ospitare diverse attività, di cui il centro storico ha un grandissimo bisogno.
Occorre far tornare in centro i consumi dirottati verso supermercati, centri commerciali, ipermercati.
Al mattino, dal lunedì al venerdì, la struttura ospiterà un mercato permanente di prodotti ortofrutticoli freschi a km zero posti in vendita da un Consorzio di produttori locali a prezzi convenienti, insieme ad altri prodotti DOP romagnoli. Un luogo di consumo consapevole dove i produttori locali possano vendere direttamente ai consumatori, senza intermediazioni, prodotti di filiere trasparenti ottenuti nel rispetto della qualità, e salvaguardia della biodiversità. Questa iniziativa si pone diversi obiettivi, tutti a vantaggio dei consumatori, fra i quali anche la convenienza nell’acquistare prodotti migliori di quelli che abitualmente si trovano sugli scaffali dei supermercati ed a prezzi inferiori. Nelle ore pomeridiane la struttura potrebbe essere utilizzata per iniziative di aggregazione e socializzazione di varia natura, culturale e sociale. Pensiamo ad un mercatino del riciclo e dello scambio, particolarmente apprezzabile in tempo di crisi economica, dato che siamo in presenza di tante persone che si stanno avvicinando sempre di più alla soglia della povertà.

Nelle ore serali la struttura potrebbe divenire un piacevole luogo per incontri fra i cittadini, per rappresentazioni teatrali, spettacoli culturali in genere, mentre nei fine settimana si potrebbero ospitare eventi di vario tipo, tesi a rivitalizzare il centro storico della città. La nostra proposta mira a realizzare un intervento urgente e necessario, che potrebbe essere realizzato a costo zero per l’Amministrazione comunale, grazie allo strumento del "progetto di finanza" e all’intervento dei privati che lo gestiranno; che trasformerebbe questo spazio oggi deserto e degradato, in un piccolo "Covent Garden" londinese o, forse meglio, in un piccolo "Mercado de la Boqueria" di Barcellona dedicato alle specialità alimentari. Con grandi ritorni anche in termini di flussi turistici.

Luca Capacci (Fondamenta)

Le proposte per piazza della Libertà, finalmente non più parcheggio, si inseriscono all’interno del nostro progetto generale per il centro storico e la città (le soluzioni, unite in un progetto generale, abbracciano sempre diversi ambiti). Purtroppo, i lunghi lavori hanno portato ad un abbandono dei negozianti, nonostante ci sia in atto una ripresa. Le nostre proposte per la piazza e per il centro sono quindi: la piazza come uno dei 2 cuori principali di eventi e manifestazioni: allargamento a tutta la piazza del mercato di antiquariato, svolto mensilmente sotto i portici di palazzo OIR (compatibilmente con le stagioni), e creazione di nuovi eventi, come il “Macfrut in piazza”, dedicandolo in particolare a frutti locali e quelli “dimenticati”; creazione di una “cabina di regia” per gli eventi in centro, con coinvolgimento attivo di negozianti, residenti e cittadini; serie di eventi che coinvolgano le tante scuole di danza, teatro, musica ecc della città: ogni sabato, una scuola diversa organizzerà 4-5 flash mob (in sinergia con la “cabina di regia”) sparsi per il centro, con piccolo spettacolo finale in piazza della Libertà; riproposizione del progetto “Riaccendiamo le vetrine” ed estensione anche a giovani liberi professionisti (designer, grafici, fotografi, architetti, ecc) oltre che ad artisti e artigiani; creazione del progetto “Casa e Bottega”: a giovani single, coppie, famiglie o chi ha perso il lavoro, viene data una casa ad affitto contenuto in centro insieme a uno spazio di lavoro (anche co-working), così da dare la possibilità alle persone di mettersi o rimettersi in gioco;
Sostegno ai piccoli negozi di vicinato tramite l’abbassamento delle imposte locali (proposta per tutta la città), la loro messa in connessione e la partecipazione ad altri progetti (per esempio, installeremo ecocompattatori per il riciclo della plastica che, in cambio, rilasciano bonus da utilizzare in negozi convenzionati);  Pedonalizzazione del centro storico, in particolare delle vie e piazze più centrali; Facilitazione, chiarezza e semplificazione burocratica e normativa, con individuazione di deroghe chiare e definite, anche per favorire gli eventi e la creazione di Temporary Store, Pop-Up Store (attività aperte un giorno solo e che si “appoggiano” ad attività esistenti) e per Temporary Exhibitions; Redazione di un “Regolamento dei beni comuni” affinchè tutti possiamo prenderci un po’ cura della città.

Antonio Barzanti (Casapound)

Il PD ha speso 3 milioni per desertificare anche questa zona del centro. Tre anni per pavimentare una piazza, con il risultato che quasi tutte le attività commerciali storiche, che vi ruotavano attorno, un poco alla volta hanno dovuto chiudere. Non basta sicuramente la fontana danzante, alla base del campanile del Duomo, a richiamare gente.  Quanto cattivo gusto in certe scelte. Oggi, in attesa di una politica abitativa che riporti i cesenati in centro, prima che diventi un definitivo ghetto per stranieri, non si può continuare ad insistere con bandi inutili o con la creazione di artificiosi eventi,  spesso anche brutti, utili solamente per affollare la piazza per qualche giorno o settimana. Alcune recenti scelte sono state persino ulterioremente dannose per gli esercenti del centro. Pensiamo ad esempio alla mancanza di riguardo che c’è stata, verso i negozianti, con la decisione di mettere il supermercato natalizio in piazza.

Serve una risposta concreta e programmata. Pensiamo ad un calendario di eventi qualitativi, da promuovere con continuità. La creazione di appuntamenti culturali e sociali fissi. Occorre inoltre che le nuove attività commerciali, e i nuovi locali, siano caratterizzati per qualità e particolarità. Piazza della Libertà ha bisogno di buon gusto e bellezza, non di giganteschi fast-food. Bisogna ispirarsi a quanto funziona. Ad esempio al vicino tratto compreso tra i Giardini Pubblici, il Teatro Bonci e Corso Garibaldi, dove nel corso di qualche anno, senza bisogno di bandi, si sono man mano concentrati piccoli locali ognuno diverso dall’altro, tutti caratterizzati dal saper richiamare gente con una sorprendente continuità. Ne è nata una zona viva e ben frequentata. Che attrae e genera una sua economia attiva. Tra Piazza della Libertà e quell’area ci sono pochi metri. L’apertura di un nuovo locale, con quelle caratteristiche tipologiche, potrebbe fungere da collante tra queste due zone, e risollevare le sorti della nuova Piazza della Libertà.

Enzo Lattuca (centro sinistra)

Proprio questa mattina ho incontrato i nuovi gestori del bar AmoR, un ottimo inizio per la ripartenza di Piazza della Libertà. Un altro impulso, che contribuirà sicuramente a rivitalizzare la piazza, sarà dato dall’attività - sempre in ambito food - che sorgerà nei locali della ex Feltrinelli, così come dai due chioschi che sorgeranno su Corso Garibaldi.Per contribuire a riaccendere le vetrine dei negozi ancora sfitti della piazza, da parte nostra confermeremo ed estenderemo gli incentivi per l’affitto messi a disposizione dall’Amministrazione comunale. Voglio poi ricordare l’importante scelta, a cui ho dato con favore il mio contributo quando ero parlamentare, di realizzare nel Palazzo OIR la futura Pinacoteca della città: anche questo è infatti un progetto molto importante per la ripartenza di Piazza della Libertà, che avrà ricadute positive per tutta la città. Infine ci impegneremo ad organizzare eventi con il coinvolgimento dei commercianti e degli esercenti del centro storico. Ad esempio una bella idea che è emersa già in queste settimane è quella di organizzare un mercato settimanale dei fiori e, annualmente, una Festa dei Fiori.

Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi)

Per il rilancio del centro storico occorre creare un’attrattiva per le persone che lo frequentano nelle ore diurne infrasettimanali: prevederemo incentivi per l’insediamento di uffici di servizio, professionisti e di servizi a supporto della vocazione culturale e turistica del centro storico. E’ importante inoltre la possibilità di insediamento delle piccole attività artigianali. L'attrattività passa anche dal decoro urbano: gli interventi di riqualificazione a macchia di leopardo, fatti negli ultimi anni, mettono in evidenza il degrado delle aree limitrofe. Occorre un piano di riqualificazione che interessi l'intero centro e l'istituzione di patti di collaborazione con i commercianti per la cura delle zone di pertinenza. 
Il piano complessivo della mobilità e dell’accesso al centro storico sarà una delle tematiche da sottoporre al confronto pubblico per la sua particolare rilevanza rispetto alle politiche di rilancio della città e delle imprese. Nel primo anno di mandato incontreremo residenti e titolari di attività per modificare l’attuale sistema della ZTL e attuare una efficace pedonalizzazione (non approssimativa e promiscua con altri mezzi come quella attuale), con regole orarie per l’ingresso e minimizzando l’attraversamento dei mezzi di trasporto pubblico sui corsi principali. Analogamente avvieremo un percorso partecipato, insieme a cittadini ed esperti, per l’individuazione delle esigenze di accesso e di sosta per residenti e fruitori, per un piano sosta efficace, che includa il potenziamento di parcheggi a ridosso del centro storico, sia per una sosta di tipo “veloce” a ridosso degli ingressi al centro, sia di tipo “lenta” per migliorare la fruizione al centro. 

Per realizzare un piano di mobilità sostenibile dal punto di vista ambientale favorendo al contempo l’accesso alle aree ZTL, occorre avere il coraggio di investire su un servizio di Trasporto Pubblico Locale capillare e gratuito, ai fini della promozione del suo utilizzo. Avremo modo di parlarne a fondo di questo. Inoltre, il centro storico di Cesena, per sua natura e mancati adeguamenti ha ancora pochi locali e negozi accessibili senza barriere per i portatori di handicap: con la collaborazione degli esercenti e delle associazioni di categoria vogliamo affrontare concretamente questo problema perché riteniamo che l’attrattività del centro storico passi anche per la accessibilità della gran parte delle sue attività commerciali.

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