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Elezioni, Confcommercio: "Al primo punto ci sia la sicurezza. Leggi sulle certezza della pena"

In questa campagna elettorale, sostiene l'Unione provinciale Confcommercio di Forlì-Cesena, "è bene sensibilizzare trasversalmente i candidati su questa emergenza nazionale e territoriale"

Tra le richieste di buona politica che Confcommercio territoriale inoltra ai candidati locali di tutti i partiti e delle coalizioni in vista delle politiche del 4 marzo, per l'elezione del nuovo Parlamento, spicca quella di un diverso approccio al tema della sicurezza, la madre delle priorità in uno Stato degno di questo nome. In questa campagna elettorale, sostiene l'Unione provinciale Confcommercio di Forlì-Cesena, "è bene sensibilizzare trasversalmente i candidati su questa emergenza nazionale e territoriale".

"L’Unione provinciale Confcommercio Forlì-Cesena - mette in luce il presidente Corrado Augusto Patrignani - ha celebrato il 21 novembre scorso la Giornata della legalità indetta il come ogni anno dalla nostra Confederazione nazionale) nella chiesa dei Servi di Forlimpopoli insieme ai massimi rappresentanti delle forze dell’ordine e politiche territoriali. In streaming abbiamo seguito l’intervento del presidente Sangalli e la presentazione dell’indagine nazionale, sentendoci parte di una grande associazione, e abbiamo presentando i risultati di una indagine sulla percezione della sicurezza su circa 340 imprese provinciali. La situazione cesenate è peggiore rispetto a quella di Forlì, ma il dato saliente è un altro: oltre la metà degli intervistati dalla nostra indagine è stato vittima di un crimine, di un furto o di una rapina. Secondo l’indagine Confcommercio–GfK Italia sui fenomeni criminali presentata da Confcommercio in occasione della Giornata della legalità 2017 circa un imprenditore su tre percepisce un peggioramento nei livelli di sicurezza per la propria attività rispetto all’anno scorso. Per la sicurezza della propria attività, è la certezza della pena (lo indica il 73% degli imprenditori) l’iniziativa ritenuti più efficace, seguita con il 59% da una maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine".

"Non a caso - sottolinea Patrignani - , quasi tutti gli imprenditori ritengono inefficaci le leggi che  contrastano i fenomeni criminali (92%) dicendosi nel contempo favorevoli all’inasprimento delle  pene (91%). E quattro imprenditori su cinque ritengono che non si scontino realmente le pene per i reati commessi. Su questo si deve riflettere e agire. Il modo più indicato, in uno stato di diritto, ci pare quello di agire su buone leggi indirizzate a far rispettare la certezza e l’efficacia delle pene. Le forze dell’ordine territoriali fanno il loro dovere in maniera egregia, con capacità e zelo professionale, ma si rinviene la necessità che vadano rimpinguate con organici più adeguati ad affrontare la crescente criminalità. Dal canto suo la Magistratura fa il proprio mestiere agendo, come è chiamata a fare, sulla base di leggi esistenti, ma se allo stato attuale è evidente che la certezza e l’efficacia della pena non sono garantite, allora bisogna intervenire a monte, e cioè sulle leggi".

"Il mondo cambia - prosegue il presidente provinciale Patrignani -   e non sono certamente le leggi a dover rimanere ferme e sempre uguali a loro stesse. In Italia ne abbiamo troppe e vanno sfoltite, ma intanto bisogna intervenire per correggere quelle che non funzionano. Sono insigni giuristi stessi a rimarcare che nel nostro ordinamento con il passare degli anni troppi comportamenti  delittuosi contro le persone e i loro beni hanno subito modifiche penali indirizzate ad affievolire le pene in nome di un equivoco garantismo, ma con pessimi risultati evidenti sotto gli occhi di tutti .Così non si può andare avanti. Bisogna rivedere le pene, renderle veramente commisurate ai delitti commessi e farle scontare. Troppe volte i criminali escono troppo presto dal carcere e commettono lo stesso delitto".

"Troppo spesso inoltre - aggiunge il presidente Unione provinciale - ci capita di dover recepire sfoghi di imprenditori che si dichiarano esausti e pronti a cessare l’attività dopo essere stati vittima di vari crimini reiterati. Lo sconforto in loro supera la voglia di continuare a lavorare. Si tratta di una sconfitta bruciante prima di tutto dello Stato.  Noi imprenditori potenzieremo le difese personali;  alle forze dell’ordine chiediamo di proseguire nella loro meritoria opera auspicando che vengano rinforzate le loro risorse. Ai futuri parlamentari chiediamo di fare la loro parte, quella principale: agire con leggi serie ed efficaci che garantiscano la certezza e l’efficacia della  pena.A livello territoriale chiediamo invece ai nostri Comuni di realizzare sistemi di videosorveglianza urbana con l’installazione di telecamere  che coprano tutti i quartieri, in modo da fungere da deterrente, in tempi il più possibile rapidi".

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