Uomo chiave tra l'Italia e l'Europa, Sandro Gozi: "Mi piacerebbe correre in Romagna"

Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei, che ha già dato la sua disponibilità a ricandidarsi

Mancano pochi giorni all'ufficializzazione dei nomi che i vari partiti mettono in campo per le elezioni politiche del 4 marzo. Alcuni hanno già scoperto le carte, altri stanno ancora definendo l'assetto finale, in base anche a come sono stati costruiti i collegi uninominali. Per quanto riguarda quello cesenate, infatti, il problema per il Pd non è secondario, visto che insieme a Cesena ci sono comuni come Bellaria, Gatteo, Cesenatico e parte dell'alto forlivese, che ultimamente hanno  espresso maggioranze di centrodestra, e che non possono essere definite certamente "roccaforti rosse"

Il problema riguarda, ovviamente, anche il cesenate Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei, che ha già dato la sua disponibilità a ricandidarsi ma ancora dal Pd di Roma non è stato deciso dove e come lo farà ."Mi fa piacere che dal Pd cesenate sia arrivato sostegno e condivisione all'ipotesi della mia candidatura - spiega Sandro Gozi - Le prossime elezioni saranno decisive e difficili: potremo farcela solo se lavoriamo di squadra".

Onorevole, con quali modalità si ricandiderà? Listini plurinominali o collegio uninominale?

"Questo non spetta a me stabilirlo: il Pd, a livello regionale e nazionale, farà le sue valutazioni, tenendo conto anche degli alleati che corrono con noi. Ma in pochi giorni sarà tutto più chiaro".

Alle Elezioni politiche del 2013 è stato eletto alla Camera dei Deputati trovandosi nella posizione numero sedici della lista PD nella circoscrizione Lombardia. Questa volta correrà in Romagna, nella sua terra?

"Se ci sarà la possibilità, mi piacerebbe correre in Romagna. È la terra dove sono nato e cresciuto e, anche se la vita mi ha portato lontano, negli ultimi anni ho lavorato per valorizzare al massimo questo territorio. Per questo mi ha fatto molto piacere l'apprezzamento del mio lavoro da parte dei circoli Pd".

Positivo o negativo il bilancio della finita legislatura in cui ha svolto un incarico di grande prestigio e impegno?

"Questa legislatura rischiava di nascere senza futuro e, invece, è stata trasformata in una legislatura che ha rimesso in piedi il Paese dopo gli anni terribili della crisi. Certo, avrei sperato in un altro esito rispetto alle riforme istituzionali, ma dal mio punto di vista sono molto soddisfatto. Ho guidato la politica europea del nostro Paese in un periodo in cui l'Europa è quotidianamente al centro del dibattito pubblico. I Governi Renzi e Gentiloni hanno dato autorevolezza e credibilità all'Italia in Europa, e sono state approvate riforme fondamentali che aspettavamo da tanti anni. Penso alle unioni civili e al biotestamento".

Sono 23 anni che ricopre incarichi diplomatici e politici con un interesse particolare all'Europa. Com'è cambiata la politica europea negli ultimi vent'anni? Bisogna crederci ancora? 

"In realtà faccio politica da poco più di dieci anni... Ma è vero: mi sono occupato dell'Europa da diplomatico e tecnico, prima che da politico. L'Europa è cruciale perché le sfide principali per la nostra vita quotidiana si giocano tutte a livello europeo. Pensiamo alle migrazioni: davvero si può gestire un fenomeno come questo chiudendoci nei confini nazionali? Ancora: in quante famiglie c'è un figlio, fratello, o nipote che parte per andare a studiare all'estero con il programma Erasmus? La verità è che abbiamo bisogno di un'Europa che ci protegga e ci dia opportunità. Chi lo nega, vive semplicemente fuori dalla storia".

A livello locale come ha operato in questi anni? Qualcosa da mettere in risalto?

"Ho lavorato su due livelli: il primo, ascoltando le comunità, a partire da quelle più piccole per dare risposte alle loro esigenze. Da Bagno di Romagna a Sarsina, da Cesenatico a Savignano: amministrazioni, imprese, società civile. Il secondo: aiutando questo territorio a emergere sulla scena internazionale perché ne ha tutte le possibilità. In questo senso ricordo il vertice a Cesena con i miei colleghi ministri di Germania, Francia e Slovacchia, Roth, Désir e Javorcick; l’evento SumLab dedicato ai giovani comunicatori da tutta Europa; la conferenza “Financing the Eusair” a Cesenatico; il lavoro per gli scambi Erasmus che ha coinvolto ragazze e ragazzi cesenati e maltesi; la valorizzazione del patrimonio culturale locale: penso alle retrospettive su Renato Serra in Lussemburgo e Ilario Fioravanti a Bruxelles".

I sondaggi che vengono pubblicati in queste settimane vedono il M5S e il centro-destra come prevalenti. Se rimanesse tutto così, e in caso di una sua elezione, rischia di diventare deputato di opposizione. E' pronto?

"No guardi, a quaranta giorni dal 4 di marzo, tutto è assolutamente aperto. In più, sono convinto che chi fa politica debba ambire a cambiare i sondaggi, non semplicemente a leggerli. Il centrosinistra ha tutto il tempo per recuperare consenso e vincere. Se mettiamo in campo la nostra serietà di governo e la nostra competenza, possiamo davvero riscrivere la storia di queste elezioni".

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