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E45 e messa in sicurezza, Fabbri: "Serve una riqualificazione definitiva"

Afferma Fabbri: "Quello che più mi ha sorpreso è l'assoluta mancanza di presa di posizione delle forze politiche locali. Non una parola per sottolineare che con questi investimenti l'E45 è di fatto priva di manutenzione"

"Occorre un'efficace messa in sicurezza della E45, un'arteria, vecchia, pericolosa e perennemente cantierizzata, che richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada a pedaggio". E' quanto afferma Davide Fabbri, ex consigliere comunale di Cesena, fra i coordinatori della "Rete Nazionale Stop OR-ME (Autostrada Orte-Mestre)". In questi giorni, per discutere i piani di investimento della manutenzione della E45 (a seguito dell'accantonamento del dannoso progetto di nuova autostrada Orte-Mestre), si è svolto in Municipio a Cesena un incontro tra la direzione regionale dell’Anas e gli amministratori pubblici dei sei Comuni dell’Unione Valle Savio.

L'opera autostradale Orte-Mestre non è più inserita nel Documento Economico Finanziario del Governo Renzi. "Vi è per ora un rallentamento dell'iter di approvazione del progetto, ma fino a quando questa grande opera rimarrà nel Piano delle Infrastrutture Strategiche noi ecologisti non potremmo mai abbassare la guardia - continua Fabbri -.  Le nostre proposte sono chiare da tempo: occorre una efficace messa in sicurezza della E45, un'arteria, vecchia – pericolosa e perennemente cantierizzata, che richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada a pedaggio. I progetti per la messa in sicurezza dell'E45 a suo tempo furono realizzati e pagati, si tratta solo di tirarli fuori, aggiornarli e chiedere che siano finanziati. L’Anas ha messo sul piatto lavori per 70 milioni di euro, di cui circa 10 milioni di euro per opere di rifacimento del piano viabile".

"La sostanza di queste cifre roboanti è poco più di zero, se paragonata alle necessità, e ancora meno se paragonata alla cifra preventivata per la trasformazione in autostrada e nuovo tracciato Cesena-Mestre (10 miliardi di euro). Non solo: gli 11 milioni già spesi nel 2014 e i circa 21 milioni appaltati o di imminente avvio, riguardano interventi di manutenzione, su opere costruite negli anni '70 e '80, quindi a una distanza di 30/40 anni - continua Fabbri -. Ma la cosa più grave sono i quasi 10 milioni di euro previsti per l'asfaltatura, che sono assolutamente insufficienti, che corrispondono a circa 4 chilometri di strada all'anno, con il risultato che per riasfaltare lo stesso tratto occorreranno almeno 20 anni".

Prosegue il coordinatore della "Rete Nazionale Stop OR-ME": "Gli amministratori pubblici hanno fatto bene a rimarcare l'assoluta insufficienza di questi investimenti, in particolare per il rifacimento dell'asfalto, ma quello che più mi ha sorpreso è l'assoluta mancanza di presa di posizione delle forze politiche locali. Non una parola per sottolineare che con questi investimenti l'E45 è di fatto priva di manutenzione. I sindaci del territorio hanno di fatto fagocitato i partiti e i loro iscritti, seguendo una logica di non disturbo al governo nazionale a discapito della sicurezza dei cittadini e utenti della strada".

"Ma l'assenza più evidente è il “silenzio assordante” delle forze politiche di cosiddetta opposizione (o meglio, le minoranze) che fungono da spettatori silenti a tutta la vicenda. Segnalo inoltre una pratica ingiustificata che Anas mette in campo: durante lo svolgimento dei lavori di manutenzione, Anas devia il traffico sulle strade provinciali - chiosa -. Tale consuetudine deve essere tassativamente vietata dagli enti locali, per il fatto che l'E45 è dotata di carreggiate separate capaci di assorbire il traffico in direzione sia Nord che Sud, e che le imprese incaricate dell'appalto sono consapevoli dello stato di fatto, tant'è che gli oneri di sicurezza pagati da Anas tengono conto di questo aspetto. Facciamo un esempio: si è mai vista la Società Autostrade riversare il traffico nelle strade locali per svolgere i lavori di manutenzione autostradale".

Conclude Fabbri: "I cittadini della vallata del Savio non si debbono sobbarcare problemi di redditività o di sicurezza delle imprese, tanto più che durante il giorno vengo intralciati servizi essenziali di trasporto: ospedali, scuole e attività economiche; senza contare i danni derivati alla viabilità secondaria non adeguata a quel tipo di traffico. Gli amministratori pubblici devono pretendere che Anas devi il traffico sulle strade secondarie solo in casi eccezionali (incidenti o problemi gravi di dissesto) tali da essere impedimento alla circolazione, e che i lavori vengano svolti di notte, come in tutti i paesi civili. Un proverbio dice: chi tace acconsente".

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