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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Politica

E45, Cesena Siamo Noi: "Nessun punto di svolta per il rumore lamentato da anni dai residenti"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

A quanto pare i cittadini residenti lungo l’E45 contano poco o nulla per i rappresentanti del nostro territorio ma anche per i vertici di Anas che hanno in gestione la strada. Almeno questo è quello che emerge dal recente incontro tra l'assessore regionale alla mobilità Andrea Corsini, il presidente della Provincia di Forlì Cesena (e sindaco di Cesena) Enzo Lattuca e, per Anas, il direttore operativo Matteo Castiglioni e il responsabile della struttura territoriale dell'Emilia Romagna Aldo Castellari. Con grande sgomento abbiamo appreso che il maxi investimento di 500 milioni di euro stanziati in 3 anni per lavori lungo i 90 km del tratto romagnolo dell’E45 non prevede fondi per la realizzazione di barriere fonoassorbenti. Da anni i cittadini cesenati che vivono accanto a questa strada, dove transitano giornalmente 20 mila veicoli, lamentano il problema del rumore e la mancanza delle barriere fonoassorbenti. Diversi sono stati i rilievi della rumorosità fatti da Arpa su sollecitazione dei residenti, i cui esiti hanno confermato il superamento dei limiti di rumore. Nel 2019-2020 il comitato di Diegaro ha raccolto oltre 700 firme, affidate all’assessore ai lavori pubblici Castorri, il quali si era impegnato a consegnarle ad Anas. Ma evidentemente a nulla è servito perché il mega finanziamento, destinato alla messa in sicurezza della strada, esclude le barriere fonoassorbenti richieste dai cittadini.

A fronte di un simile stanziamento, si sarebbe potuto scegliere di considerare anche le necessità dei residenti e rispettare il Decreto Ministeriale 29 novembre 2000 che fissa i criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore.  In base a questo Decreto è obbligo del gestore dell’infrastruttura (Anas in questo caso) individuare le aree in cui il rumore superi i limiti di legge, e predisporre un piano di risanamento. Il Decreto specifica anche che gli obiettivi di risanamento previsti dal piano devono essere conseguiti entro quindici anni. In altre parole le barriere fonoassorbenti dovevano essere realizzate entro il 2015! Come lista civica troviamo inaccettabile che un simile piano di investimenti non includa anche le barriere fonoassorbenti. E, per una arteria così importante per il nostro territorio, contestiamo anche la mancanza di lungimiranza nel realizzare lavori di messa in sicurezza parziali, che non affrontano il tema delle corsie di emergenza, che potevano essere realizzate almeno nel tratto di pianura. Così come sarà ristrutturata la E45 rimarrà una strada insicura, dove le auto sono costrette a transitare su corsie strette delimitate da alti guard rail di 140 cm di altezza. Praticamente un “tubo”, dove se un automobilista fora una gomma diventa pericoloso uscire dall’auto per sostituirla. E dove, se mai in futuro si vorranno finalmente montare le barriere fono assorbenti, occorrerà smontare e rimontare i guard rail o realizzare nuove opere di sostegno. A quali costi aggiuntivi? Non era più corretto installare già in questa fase di ristrutturazione dell’E45 le barriere stradali integrate alle barriere fonoassorbenti? Secondo noi “sicurezza” è anche rispettare i parametri di rumore emessi a tutela della salute dei residenti.

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