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Due consiglieri di quartiere: "Stranieri accampati al parco nonostante lo sgombero, siamo stati minacciati durante la verifica"

I due esponenti politici giovedì mattina sono andati al campo sportivo del quartiere per verificare la segnalazione di persone accampate, arrivata dai residenti. "Ci siamo davvero spaventati", dichiarano i consiglieri

Protestano per essere stati chiamati 'Razzisti' e di aver ricevuto minacce di morte: è quanto sostengono Nicola Garbin e Maria Cristina Tassinari, due consiglieri del Gruppo Insieme del Quartiere Dismano di Cesena. I due esponenti politici giovedì mattina sono andati al campo sportivo del quartiere per verificare la segnalazione di persone accampate, arrivata dai residenti. "Ci siamo davvero spaventati - dichiarano i consiglieri - di fronte a tanta violenza verbale solo perché siamo passati per vedere di persona quanto riferito da numerosi cittadini e dalla Polizia municipale già intervenuta mercoledì, su richiesta di abitanti dell’area per la situazione di degrado venutasi a creare".

Sempre i due consiglieri di 'Insieme': "I giovani extracomunitari dopo aver montato la tenda dove di fatto abitano, girerebbero ubriachi per il quartiere, sporcando e devastando l’area dove si sono insediati, di solito frequentata dai ragazzi per la vicinanza con il campo sportivo. Ieri la Polizia municipale ha fatto smontare la tenda e elevato una multa. Ma oggi la tenda è ancora lì e i giovani stranieri, evidentemente infastiditi dall’intervento della Municipale, sono passati alle minacce. A questo punto, abbiamo nuovamente chiamato la Polizia Locale che tuttavia ha risposto che non sarebbe intervenuta sostenendo che i giovani stranieri non erano presenti. Dato smentito, nei fatti, dalle minacce proferite da uno del gruppo uscito dalla tenda. E’ stato allora che abbiamo chiesto l’intervento della  Polizia di Stato e dei Carabinieri che, auspichiamo, risolvano la situazione".

"Il problema è tuttavia un altro. Siamo di fronte a un fenomeno che, forse sottovalutato, sta toccando anche il nostro territorio. Ci sono regole, norme e consuetudini che tutti dobbiamo rispettare per garantire la convivenza civile e l’ordine pubblico. Stiamo assistendo, al contrario, al diffondersi di una situazione di anarchia e di disordine sociale che può sfociare nella violenza e nell’intimidazione su cui le Istituzioni sembrano chiudere gli occhi. Non va bene. Se noi cittadini abbiamo doveri stringenti come pagare le tasse e osservare le leggi, abbiamo anche il diritto di essere tutelati e di vivere in sicurezza, con servizi adeguati”, concludono Nicola Garbin e Maria Cristina Tassinari

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