Dopo 22 anni sulla scheda per le Politiche torna il Pri: "Occasione storica"

L’edera torna su tutte le schede italiane dopo 22 anni di assenza (nel 1996 fu presente alla Camera in aggregazione con altre forze, nel 2013 presente solo in Emilia Romagna ed in Sicilia

Alle prossime elezioni politiche del 4 marzo torna a comparire sulla scheda elettorale il simbolo dell'edera, quello del Partito Repubblicano. Renato Lelli, segretario regionale PRI Emilia Romagna ricorda che “domenica pomeriggio è stato depositato al Viminale il simbolo con cui il PRI si presenta in tutt’Italia alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo in tutti i collegi d’Italia. I repubblicani andranno soli, senza essere in coalizione con nessun raggruppamento. Tale operazione si è resa possibile grazie al gruppo parlamentare di ALA che ci consente di essere presenti sulle schede elettorali senza raccogliere le firme, con la stessa operazione fatta per altri”.

Per Lelli “questa è un’occasione storica frutto del risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e della nuova legge elettorale su base proporzionale che consente nuovamente anche alle forze minori di essere presenti sulle schede con proprie liste e con la possibilità di essere presenti in Parlamento, qualora si superi la soglia di sbarramento. Pertanto l’edera torna sulle schede dopo 22 anni di assenza (nel 1996 fummo presenti alla Camera in aggregazione con altre forze – nel 2013 fummo presenti solamente in Emilia Romagna ed in Sicilia). La sensazione di essere nel giusto ce lo dicono le tante disponibilità sia ad aiutarci che a candidarsi con noi che stiamo ottenendo anche in realtà del Paese ove i repubblicani erano assenti da tempo. Con l’aiuto di ALA stiamo lavorando alla composizione delle liste. Stiamo lavorando alacremente anche in Emilia Romagna alla individuazione dei quasi 50 candidati necessari e nei prossimi giorni presenteremo la lista completa”.

“Lo stato di crisi che il Paese attraversa e l’incapacità delle forze politiche che a turno hanno governato il Paese negli ultimi decenni non ci vedono corresponsabili dei disastri combinati. Noi siamo sempre stati il Partito del bene comune e dell’interesse generale e abbiamo profonda conoscenza di cosa significhino questi termini. Non abbiamo mai fatto promesse irrealizzabili e con questo spirito ci ri-presentiamo ai cittadini, nella consapevolezza che il nostro impegno vada a beneficio dell’Italia: il Paese ha bisogno di riforme strutturali, attentamente studiate, di più serietà nel governo della cosa pubblica, di più giustizia ed equità”.   

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