Discarica di Ca' Antonioli, il M5S contro il sindaco sulla mancanza di dati

"A tutt'oggi però l'amministrazione di Savignano sul Rubicone, non ha ancor comunicato a che punto sono gli studi e non abbiamo avuto nessuna informazione sui tempi; noi chiediamo solo che si faccia in fretta"

L’Associazione Rubicone in Movimento, a cui fa riferimento il M5S per l'area del Rubicone torna sulla vicenda dell’ex discarica di Ca’Antonioli dopo le dimissioni del consigliere Mauro Bertozzi dal gruppo di maggioranza avvenute in polemica con l’Amministrazione proprio su questo argomento. Il sindaco, da parte sua, ha fornito le sue risposte alla popolazione, spiegando che a suo giudizio non c'è stato inquinamento.

Dice una nota dell'associazione: “Il consigliere Mauro Bertozzi, infatti ha depositato un`interpellanza nel gennaio scorso, chiedendo chiarimenti sullo stato della discarica e sul rischio di inquinamento all`esterno della stessa. L`interpellanza non è stata ancora incredibilmente messa all`ordine del giorno del consiglio comunale. Ci stupisce come il presidente Semprini, così ligio ad “interpretare” il regolamento per non permettere le videoriprese in Consiglio Comunale, non riesca ad applicare il semplicissimo articolo 45 del regolamento: “Le interpellanze sono iscritte all`Ordine del Giorno della prima seduta consiliare secondo l`ordine di presentazione.”

“Nonostante il Presidente faccia finta di non avere visto l`interpellanza, Bertozzi almeno un risultato l`ha raggiunto: l’Amministrazione dopo aver scritto all’ASL e all’ARPA, ha convocato un incontro il 21 febbraio dove erano presenti i rappresentanti di ARPA , ASL, il sindaco, il vicesindaco, il dirigente dell’ufficio tecnico e alcuni cittadini di Rubicone in Movimento delegati dal consigliere Bertozzi”.

Ed infine: “Dalla relazione di Arpa ed ASL risulta che le ultime analisi sulla falda freatica nei pozzi limitrofi, risalgono al 2002. Come mai sono passati 12 anni dalle ultime analisi nei pozzi? L’amministrazione risponde che le analisi sul percolato, che vanno fatte periodicamente, erano sempre entro i limiti di legge e quindi si è deciso di non procedere ad ulteriori accertamenti nei pozzi esterni, visto che, come dice l’ASL, esiste già comunque il divieto di prelievo e di uso dell’acqua della falda freatica. Questa è una risposta evasiva; non si può lasciar passare tutto questo tempo vista la pericolosità della presenza di rifiuti speciali e di rifiuti solidi urbani (questi ultimi depositati negli anni settanta, quando le normative e i controlli non erano così rigidi come oggi e non si differenziavano i rifiuti) senza alcun controllo”.

“Fra l`altro il decreto legislativo n. 36 del 2003 pone in capo al proprietario dell’impianto, cioè il Comune, la responsabilità di predisporre un piano di monitoraggio e controllo (anche se per le discariche già chiuse prima del 2003, questo non è un obbligo, è sicuramente consigliato). In questo incontro, quindi, finalmente si è deciso che si faranno ancora le analisi nei pozzi circostanti. Prima di procedere l’amministrazione affiderà un incarico per definire l’andamento del flusso di falda in modo da individuare i pozzi sui quali fare i prelievi”.

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“A tutt’oggi però l’amministrazione di Savignano sul Rubicone, non ha ancor comunicato a che punto sono gli studi e non abbiamo avuto nessuna informazione sui tempi; noi chiediamo solo che si faccia in fretta.L’attuale giunta, che ha amministrato 10 di questi lunghi 12 anni senza controlli, dovrebbe comunicare ai cittadini i risultati delle analisi prima della sua naturale scadenza. E per fortuna che a questa amministrazione il tema dei rifiuti sta molto a cuore, visto che nel programma 2009-2014 era previsto un sistema di raccolta sperimentale porta a porta, purtroppo rimasto solo sulla carta. Continueremo a seguire la vicenda e terremo costantemente informati i cittadini, com’è nel nostro stile”.

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