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Caso Dionigi, Il M5S all'attacco: "Finalmente le dimissioni, ci sono voluti tre mesi"

"La questione è stata scoperta a metà ottobre 2016, ma ci sono voluti più di tre mesi per ottenere ciò che avrebbe dovuto avvenire fin da subito”

“Tommaso Dionigi, l’assessore alla trasparenza, università e comunicazione di Cesena, si è finalmente dimesso dopo il caso dell’incarico da 36.000 euro senza gara ad una società in cui è presente un socio a lui collegato in un'altra società. La questione è stata scoperta a metà ottobre 2016, ma ci sono voluti più di tre mesi per ottenere ciò che avrebbe dovuto avvenire fin da subito”: a tornare sulle dimissioni dell'ex assessore Tommaso Dionigi è il M5S. Che ricorda: “L’incarico alla società Habenas srl, partecipata da un socio in affari di Dionigi, è ciò che ha dato il via a tutta questa vicenda, mentre in tanti preferiscono dimenticarselo”

Continua la nota del M5S: “L’offerta di Habenas è arrivata il 4 ottobre 2016 e l’incarico era già stato assegnato la mattina del 5 ottobre dal suo assessorato, in meno di 24 ore, senza effettuare le dovute verifiche e senza interpellare nessun’altra società o professionista. Un pessimo esempio di trasparenza.  Dopo che il caso è stato reso pubblico l’Assessore è uscito dalla nuova società costituita pochi giorni prima, la Foostation Srl,  e che lo collegava ad Habenas. Habenas  ha poi, in seguito alle polemiche sorte nel frattempo,  rinunciato all’incarico. La ricerca affidata ad Habenas in fretta e furia era di dubbia utilità, visto che comunque una volta che Habenas ha rinunciato all’affidamento quel lavoro tanto urgente sembra non sia più stato affidato ad alcuno”.

“Più volte, nelle prime fasi dell’affare Habenas Srl, l’Assessore si difese dicendo che le sue attività operavano fuori da Cesena e, addirittura, fuori dall’Emilia Romagna. Su questo spalleggiato dal Sindaco che lo difendeva a spada tratta rilanciando questa affermazione. Affermazione poi clamorosamente smentita dai fatti quando si scoprì che la Foodstation di cui era socio operava proprio all’interno del territorio comunale. Foodstation da cui è uscito subito dopo, adducendo altre futili argomentazioni”.

“Per l’investimento da 10 milioni di euro per la rete delle telecamere, è stato scelto anche in questo caso un percorso senza nessuna gara. Anche il percorso per le decisioni e gli incarichi legati alla rete delle telecamere presenta aspetti poco trasparenti e si basa ancora una volta su un incarico senza gara e ad affidamento diretto ad una Società di Imola specializzata in impianti fotovoltaici  grazie al fatto di averlo mantenuto sotto l’importo di 40.000 euro. Vogliamo ricordare che  l’investimento previsto per questa faraonica e sproporzionata opera peserà sulle casse comunale per una cifra di oltre 10 milioni di euro. Anche nella gestione dei fondi per la Valorizzazione del Centro Storico di Cesena, in questi mesi sono emerse difficoltà e ritardi per ottenere i rendiconti dettagliati di entrate e uscite, indice di scarsa trasparenza e possibile utilizzo e ripartizione dei fondi in maniera arbitraria, senza controlli e coinvolgimento del quartiere e dei cittadini”.

“In questi mesi e anche dopo aver accettato le dimissioni di Dionigi, il sindaco Lucchi ha difeso il suo braccio destro, ha ignorato o minimizzato i gravi fatti che hanno portato a richiedere le dimissioni dell’assessore, ha parlato di attacchi personali e così via, annunciando che tutto continuerà come prima. I consiglieri comunali del Partito Democratico, pur esprimendo qualche prudente osservazione sull’operato di Dionigi, si sono accodati al sindaco. I cittadini Cesenati e il Movimento 5 Stelle che ne è portavoce chiedono di abbandonare la gestione affaristica e verticistica della città, e agiranno per ottenere segni concreti della volontà di realizzare un forte cambiamento nel modo di arrivare alle decisioni nel consiglio comunale, capace di portare trasparenza e partecipazione, coinvolgendo realmente i gruppi consiliari di opposizione durante tutto il percorso decisionale e prestando il massimo ascolto alle richieste dei comitati spontanei di cittadini”.

Il M5S chiede l'istituzione della commissione di controllo e garanzia, criteri più trasparenti e partecipati nella selezione e nella scelta di chi viene nominato a dirigere le società partecipate dal Comune, periodiche commissioni comunali col resoconto dell’attività svolta; consigli di quartiere composti da persone elette. Ed infine l'attacco sulle prese di posizione dopo le dimissioni di Dionigi: “Il sindaco e il Partito Democratico forniscono un’evidente dimostrazione di indecenza e assenza di eticità, e usano tutti i mezzi e gli alleati disponibili per cantare le lodi dell’assessore. Sabato mattina il sindaco scrive ai consiglieri comunali, alla stampa e alla città. Paolo Lucchi evita accuratamente di indicare i motivi che hanno portato alle dimissioni. La deformazione dei fatti realizzata dal sindaco ignora o manipola gli eventi. Il gruppo consiliare del Partito Democratico è l'unico che osa parlare dei motivi delle dimissioni dicendo 'Come gruppo abbiamo tanto discusso sull'opportunità politica delle sue dimissioni: avevamo valutato che alcune sue scelte, anche se rispettose delle regole e certamente mai fatte a proprio vantaggio ma in buona fede per il bene della città, fossero state una leggerezza, magari inopportuna' ma poi attacca duramente “amareggiati perché la campagna delle opposizioni è sfociata in una forma di protesta ridicola quale quella del silenzio istituzionale”.

"Noi del Movimento 5 Stelle di Cesena condanniamo questo modo di intendere la politica. Noi non ci riconosciamo in chi cerca a tutti i costi di difendere dei comportamenti profondamente sbagliati dal punto di vista etico e morale. Respingiamo al mittente le accuse di aver fatto parte di una “protesta ridicola” uscendo dai banchi del Consiglio comunale, banchi divenuti asettici ed inconcludenti se ti trovi dal “lato sbagliato”, dato che tutte le decisioni vengono prese in altri luoghi”.

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