Diegaro, Cesena Siamo Noi: "Ecomostro o mancanza di progettualità?"

"Le polemiche di questi ultimi giorni sulle opere di arredo della rotatoria intitolata a Paul Harris e situata in corrispondenza dell’ingresso alla E45 a Diegaro suggeriscono alcune riflessioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Le polemiche di questi ultimi giorni sulle opere di arredo della rotatoria intitolata a Paul Harris e situata in corrispondenza dell’ingresso alla E45 a Diegaro suggeriscono alcune riflessioni.

Prima di tutto occorre forse ricordare che Paul Harris è il fondatore del Rotary, e che l’intitolazione della rotatoria è stata concessa in seguito ad una richiesta del Rotary Club di Cesena, e valutata positivamente dalla Commissione Toponomastica comunale. Il Rotary Club ha ottenuto dal Comune l’affidamento della rotatoria, il suo arredo e la sua manutenzione. Si tratta di una procedura abbastanza consueta, che permette la partecipazione dei privati ad opere (e a spese) che sarebbero normalmente a carico del pubblico, e grazie alla quale a Cesena sono state realizzate opere di arredo di diverso genere in molte rotatorie.

Se questa modalità di partecipazione dei privati alla realizzazione di opere pubbliche è di per sé virtuosa e deve essere incentivata, le polemiche di questi giorni sull’ “ecomostro” diegarese ne evidenziano uno degli aspetti di maggiore criticità, che risiede nella relazione fra ciò che il privato offre e ciò che il pubblico dovrebbe ottenere.

Le polemiche riguardano principalmente la dimensione degli oggetti che saranno collocati nella rotatoria. Se il progetto è in avanzato stato di realizzazione come sembra, possiamo supporre che sia stato valutato dagli uffici competenti in materia di viabilità. Da un punto di vista tecnico, dunque, l’opera non dovrebbe provocare problemi alla viabilità e alla visibilità, però sembra creare un problema di percezione a molti cittadini, che si sono riuniti in un comitato per ostacolare la sua realizzazione.

Pur apprezzando l’impegno dei cittadini e il loro interesse verso il territorio in cui vivono, non possiamo fare a meno di rilevare che questo tipo di polemiche si potrebbe rivolgere ad ogni progetto di rotatoria che è stato realizzato nel nostro territorio. I diversi tipi di arredo che si possono osservare nel paesaggio stradale sono infatti non coerenti fra di loro e spesso del tutto estemporanei. Quello che emerge è l’apparente mancanza di un coordinamento da parte dell’amministrazione, che affida le rotatorie senza un progetto generale che garantisca la qualità e la coerenza tematica dei diversi interventi. Sottolineiamo che, anche se di dimensioni limitate, questi interventi sono molto importanti perché sono visibili a tutti, sono assai numerosi, e perché spesso caratterizzano gli spazi pubblici di ingresso alla città e offrono una prima immagine ai visitatori che arrivano a Cesena.

I privati, in modo del tutto legittimo e virtuoso, offrono le loro risorse e la loro capacità progettuale per arredare gli spazi della viabilità; l’amministrazione dovrebbe cercare di orientare queste energie verso la realizzazione di progetti coerenti rispetto ad un piano complessivo e di qualità elevata. La recente ristrutturazione del Foro Annonario dimostra che non basta l’accordo con il privato per ottenere buoni risultati: occorre che l’amministrazione assuma un ruolo di guida nei progetti, impegnandosi ad esigere standard di qualità elevati per realizzare opere sul suolo che appartiene a tutti.

Il gruppo di urbanistica di Cesena Siamo Noi.

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