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Di Placido (LibDem): "Sui centri commerciali il sindaco ha le idee confuse"

"E' un bene che si riprenda a parlare di nuova Via Emilia. E' un bene perché questo progetto potrebbe colmare, almeno in parte, le difficoltà infrastrutturali"

“E’ un bene che si riprenda a parlare di nuova Via Emilia. E’ un bene perché questo progetto potrebbe colmare, almeno in parte, le difficoltà infrastrutturali che da troppi anni attanagliano il nostro territorio, provocando una sua minore appetibilità in termini insediativi e di crescita. La speranza è che gli Enti coinvolti nella vicenda capiscano l’importanza del progetto e lascino da parte protagonismi di ogni tipo”: il via libera a tirar fuori il progetto dal cassetto, fortemente revisionato, viene anche da Luigi Di Placido, esponente dell'opposizione coi “Liberaldemocratici per Cesena”

Per Di Placido “lo sviluppo di Villa Selva, l’adeguamento della E45/E55, lo sviluppo del Porto di Ravenna sono potenziali direttrici di sviluppo, alle quali si potrebbe legare il progetto della nuova Via Emilia e il completamento del Lotto Zero della Secante. Occorre massima chiarezza sulle volontà politiche e sui fondi a disposizione, per evitare di perdere altro tempo in discussioni che, alla fine, non portano a nulla”.

“I primi segnali non lasciano particolarmente ottimisti: sono già cominciati i distinguo sul dove e sul come, quasi che non si parlasse di una distanza di soli 10 chilometri e ci fossero differenze territoriali e geografiche insormontabili. In questo balletto di prese di posizione, una cosa ci ha sopratutto colpito: il secco no del Sindaco Lucchi all’insediamento di nuovi iper. “In nessun modo la nuova viabilità potrà essere utilizzabile ai fini di procedimenti autorizzativi di nuove grandi strutture commerciali”, ha tuonato”.

Critica Di Placido: “A parte che non spetta a lui decidere questa cosa, ci sorge spontanea una domanda: perché il Sindaco Lucchi assume questa posizione così netta? Forse perché pensa che di grandi strutture commerciali ne abbiamo già abbastanza. E allora, perché ha intenzione di concedere il raddoppio dell’area Montefiore a Cesena, contribuendo così a dare vita a una grande struttura come quella che non vuole a Bertinoro? Quello che non va bene a 10 chilometri da Cesena, magicamente a Cesena diventa opportuno e addirittura urgente? Non vogliamo pensare che sia una questione di “marchi”, o che basti una caserma per chiudere gli occhi e giustificare l’ingiustificabile: se una cosa non ci sta, non ci sta, punto. E comunque notiamo una certa confusione nelle argomentazioni del Sindaco, che ci piacerebbe venissero spiegate in maniera esauriente. Un confronto sereno sulle dinamiche commerciali delle nostre realtà, peraltro, potrebbe essere l’occasione per valutare come approcciarsi al futuro con pianificazioni equilibrate e lungimiranti”.

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