Decreto Sicurezza, Lucchi: "Non lo condivido ma è legge e ho il dovere di applicarlo"

"Ho già espresso la mia contrarietà al decreto che può gettare in strada non meno di 160 persone solo a Cesena"

Dopo la richiesta del Comitato Possibile Forlì-Cesena, che aveva invitato ripetutamente il sindaco Lucchi a non applicare il decreto sicurezza, seguendo il sindaco "dissidente" di Palermo Leoluca Orlando, il primo cittadino esterna ufficialmente la sua posizione su un tema molto dibattuto.

"Già il 9 novembre scorso - spiega Lucchi - l’Amministrazione comunale di Cesena, condividendo le posizioni espresse dall’Anci, dichiarò tutta la propria preoccupazione per le possibili ripercussioni negative sul welfare territoriale del Decreto sicurezza e immigrazione, voluto dal Ministro dell’Interno Salvini. Già allora ipotizzammo che il decreto avrebbe potuto gettare in strada, nella sola Cesena e nel corso di pochi mesi, non meno di 160 persone, con le ripercussioni umanitarie e i rischi che questo avrebbe potuto comportare. Stima che, purtroppo, a tutt’oggi confermiamo".

Il sindaco sottolinea come si fosse già attivato in passato con azioni concrete, preoccupato dalle ripercussioni sul territorio, che il decreto Salvini avrebbe potuto avere. "Scrivemmo una lettera ai deputati  eletti nel nostro territorio – gli onorevoli Carlo Ugo De Girolamo, Jacopo Morrone e Simona Vietina – chiedendo loro di farsi portavoce in sede parlamentare delle istanze e delle richieste che provenivano dai territori, appoggiando gli emendamenti al decreto proposti da Anci (assenso del Sindaco per l’apertura di nuove strutture di accoglienza; mantenimento nello Sprar dei richiedenti asilo vulnerabili e dei nuclei familiari con minori) ed esprimendo il timore per il rischio di smantellamento del sistema di accoglienza attuato in questi anni, che a Cesena ha dato risultati positivi in termini di sicurezza e integrazione, come attestano i numeri. Dal 2014 ad oggi, infatti, attraverso il sistema Sprar e l'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria), Cesena ha accolto centinaia di persone, di cui circa 200 attualmente ancora inserite".

"Ma oggi  . sottolinea Lucchi - quella norma è legge e noi abbiamo il dovere di applicarla, che ci piaccia o meno. In democrazia funziona così: i Sindaci hanno il dovere di rendere operative le leggi, anche quando non ne apprezzano le finalità e, come in questo caso, ne temono anche i risultati. Per questo non aderiremo alla scelta di alcuni Sindaci di grandi città di giungere sino alla non applicazione del Decreto".

"Piuttosto - conclude il primo cittadino - assieme ai Sindaci del nostro territorio, stiamo valutando se farci carico ancora direttamente di un’accoglienza che è divenuta di tipo esclusivamente “alberghiero” – senza cioè prevedere più quelle scelte di integrazione (corsi di italiano, momenti di inserimento sociale, lavori per le nostre comunità) alle quali teniamo molto, ma che il Ministro Salvini ha invece voluto escludere –, o se affidare invece tutto direttamente alla Prefettura. Lo decideremo assieme nel corso del mese di gennaio".
 

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