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Valle del Rubicone, danni dalla fauna selvatica: "Servono misure urgenti di prevenzione e contrasto"

"A rimetterci sono i bilanci delle aziende del territorio che devono fare i conti con danni economici incalcolabili e livelli di produttività decrescenti", afferma Morrone

Il Carroccio riaccende i riflettori sull’escalation di danni prodotti dalla fauna selvatica nella vallata del Rubicone e punta il dito contro l’impasse regionale. "I danni causati da animali selvatici all’agricoltura e alla zootecnia della zona sono all’ordine del giorno - commenta preoccupato il segretario leghista Jacopo Morrone, che sviscera le paure di decine di agricoltori delle oasi di Monte Tiffi e Massa Manente -. Stiamo parlando di circa 2mila e duecento ettari di terreno letteralmente sotto attacco a causa della proliferazione fuori controllo di animali selvatici (tra cui soprattutto cinghiali e caprioli). A rimetterci sono i bilanci delle aziende del territorio che devono fare i conti con danni economici incalcolabili e livelli di produttività decrescenti”.

“A testimonianza che la Regione Emilia Romagna deve fare di più ci sono da un lato le denunce dei nostri allevatori, che sempre più spesso sono costretti a difendersi da soli con discutibili metodi fai da te, dall’altro il rischio tangibile che l’appennino romagnolo si spopoli a causa di queste mattanze", continua l'esponente del Carroccio. Morrone chiede all'assessore Caselli uno sforzo in più per "per evitare che si verifichino nuovi episodi di aggressione all’uomo, agli allevamenti, e ai terreni agricoli delle due oasi attraverso interventi di monitoraggio, prevenzione e contenimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica".

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