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Dalla Malatestiana alla San Biagio: Italia Nostra interroga i candidati sindaci sul futuro culturale

"Queste domande sono scaturite - dice il presidente cesenate di Italia Nostra Luciano Terranova - dal desiderio di sapere su quali linee intendono muoversi i candidati

Quattordici domande sul futuro culturale-artistico-storico  di Cesena e come intendono agire qualora diventassero sindaci sono state inviate dal direttivo cesenate di Italia Nostra ai sette candidati di palazzo Albornoz nella tornata elettorale di maggio. Hanno risposto in cinque. Subito Antonio Barzanti e Luca Capacci, negli ultimi giorni Vittorio Valletta, mentre ancora più di recente Andrea Rossi e Enzo Lattuca. Mancano all'appello Davide Fabbri e il Movimento 5 Stelle, ma in questo caso il candidato pentastellato è giustificato perchè ancora la formazione politica, scissa in due al momento dell'invio delle domande, non aveva ricevuto il benestare a quale attribuire il simbolo per partecipare alle elezioni.

"Queste domande sono scaturite - dice il presidente cesenate di Italia Nostra Luciano Terranova - dal desiderio di sapere su quali linee intendono muoversi i candidati durante la campagna elettorale e come svilupperà le tematiche se eventualmente eletti. Le risposte sono state molto corpose, addirittura Andrea Rossi ha inviato un file lunghissimo. Ora i nostri esperti le stanno vagliando e a giorni saranno pubblicate sui nostri siti social Facebook e Youtube".

Le domande proposte da Italia Nostra indicano delle priorità del territorio cesenate e chiedono quali soluzioni si intendono adottare per migliore ciò che è e per rendere agibile e fruibile quanto ancora è disperso o giace nei magazzini. I quesiti partono dalla problematica del nuovo direttore della Malatestiana che per il sodalizio se ne sente la necessità, inoltre si vede con una certa diffidenza la scelta di accentrare il centro cinema San Biagio nei locali dell'ex Liceo Classico.

"Chiediamo anche  la possibilità - continua il presidente Terranova - di un centro unico come Museo della Città nel convento di sant'Agostino e poi una migliore collocazione del museo dell'agricoltura e spazi adeguati per quello  archeologico". La cinta muraria cittadina, giunta intatta per l'ottanta per cento resta un grande incognita per la sua mancata valorizzazione, mentre potrebbero essere studiati percorsi di conoscenza. Fra le altre cose, ci si chiede, cosa sarà di Palazzo Guidi con lo spostamento del Conservatorio?

Altre domande riguardano l'Associazionismo, la collaborazione tra il teatro Bonci e Ert. "A questo riguardo - sottolinea Terranova - si vedrebbe anche positivamente un ritorno alla gestione diretta del teatro in modo di avere spettacoli più consoni alla città”. Un argomento particolarmente caro all'associazione e quindi posto ai candidati è il consumo del territorio che, segnalano, è molto alto in città e se prevede altro prossimamente. “A mio titolo personale - ha aggiunto Terranova - ritengo che duecento ettari di terreno fertile da riservare al nuovo ospedale sia un eccessivo consumo di territorio del quale non si sente necessità. Non voglio scendere nel merito, ma recentemente ho subito un intervento operatorio e mi sono trovato al Bufalini in ambienti decisamente all'avanguardia. Cosa sarà di loro? Verranno distrutti oppure destinati ad altro? E come?. In Germania è stata varata una legge che limita il consumo di territorio fino a non usarlo più, ma sfruttare gli spazi già esistente per costruire. Da noi quando?".

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