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Cultura, Montalti (Pd): "Settore bloccato, serve una riflessione sul futuro"

Montalti (Pd) “Come per i servizi, anche la cultura è centrale nel nostro essere sociali e nel nostro essere comunità”

“La Cultura deve avere spazi fisici e di condivisione: non possiamo permettere che il Covid-19 cancelli quanto abbiamo fatto e possiamo ancora fare per un settore che ci pone ogni giorno al centro del mondo. Come per i servizi, la Cultura in Italia è centrale nelle nostre vite. Nel nostro essere sociali. Nel nostro essere comunità. A maggior ragione in Emilia-Romagna, a maggior ragione in questo anno dedicato a Dante Alighieri". E' quanto afferma la Consigliera regionale Lia Montalti.

“Come ben sappiamo il settore cultura è bloccato. Le risorse stanziate dal Governo sono un’inezia rispetto a quanto sia reale il bisogno del settore di ripartire. Soprattutto perché a seguito del divieto di assembramenti il mondo dello spettacolo è stato il primo a fermarsi e presumibilmente rischia di essere l’ultimo a ricominciare a lavorare a pieno regime - sottolinea Montalti -. Per questo, raccolgo le riflessioni di Daniele Gualdi e dell’Agis della scorsa settimana per dire che è impellente che la politica e le amministrazioni inizino a riflettere su come conciliare la nuova normalità imposta dalla pandemia e i bisogni degli operatori culturali.”

“Gli spazi sono un tema che diventa centrale in questo momento. Tanto gli spazi pubblici quanto quelli privati devono essere ristrutturati verso una nuova convivenza comune. Spazi intesi come luoghi fisici, spazi intesi come sicurezza. - aggiunge - Dal 15 luglio pensare che non tutti i luoghi culturali - dedicati al pensiero, alle opere, alle nove arti (architettura, pittura, scultura, musica, poesia e scrittura, danza, cinema e teatro, radio televisione e arti audiovisive, fumetto) - possano riaprire in sicurezza è desolante, e dobbiamo impegnarci perché questo non succeda. Che sia con diverse e più stringenti densità di affollamento, con percorsi obbligatori all’interno delle strutture, con dispositivi di sicurezza all’interno e all’esterno, con telecamere o personale per evitare assembramenti, con rilevazioni di temperatura corporea, con le app di tracciamento, una riflessione sul nuovo modello di convivenza deve essere una priorità anche della politica.”

“Questo - conclude Montalti -, ovviamente, non può prescindere da una statualizzazione delle professioni culturali che ora come ora non hanno tutele. Se prima poteva essere un vantaggio per alcuni lavoratori, la fragilità di questo sistema di vetro ha causato una rottura insanabile: ne dobbiamo prendere atto e legiferare in questo senso. In Spagna e Finlandia ci si sta già muovendo con tanto di cifre. In Francia e Germania il problema è stato posto. Ora tocca a noi”.

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